Limitare la partecipazione ai Campionati Mondiali Under23


Prendendo le finaliste nel kayak femminile U23 ai recenti Campionati del Mondo Junior&U23 ci accorgiamo che ben 6 su dieci le troviamo pure nelle gare di Coppa del Mondo. Nella canadese femminile U23 su 10 finaliste 7 sono atlete che normalmente possono giocarsi le finali in Coppa. Le percentuali  cambiano se prendiamo il kayak maschile dove solo 3 su 10 finalisti gareggiano anche nel settore assoluto, mentre nella canadese sono 4 su 10.
In relazione a questi dati (che potrebbero decisamente aumentare se inserissimo  chi era presente qui e in Coppa senza accedere alla finale) c’è da pensare forse di  limitare la partecipazione a questa prova iridata solo a quegli atleti che non partecipano alle gare di Coppa o mondiali assoluti. Il motivo di questa  eventuale regola  deve partire da un ragionamento legato al senso di un mondiale di categoria quindi ci si deve chiedere qual è sia l’obiettivo di una prova riservata a determinate categorie di età.

Ad esempio lo sci alpino limita la partecipazione alla Coppa Europa a chi non ha presenze in Coppa del Mondo,  creando così una sorta di Circuito parallelo per atleti che rimangono fuori dalle squadre senior.  
Così facendo questo mondiale o campionato europeo assumerebbe un altro significato incentivando maggiormente quegli atleti che per appartenenza a Paesi particolarmente forti vedono chiudersi le porte della nazionale maggiore, ma si possono aprire spazi specifici in relazione alla loro età. 

Tanto per capire il problema provate a chiedervi se voi conoscete Jessica Fox per le sue medaglie olimpiche e per i suoi 6 campionati del mondo vinti nella massima categoria oppure per gli 8 titoli iridati fra gli Under23? E per Jessica Fox sponsor, fama e gloria ci srebbero stati anche senza tutte le medaglie vinte nelle categorie giovanili?
Se applicassimo questa regola alla squadra italiana ci sarebbero stati  due atleti (Raffaello Ivaldi e Jakob Weger) che sarebbero stati esclusi vista la loro posizione nella squadra senior e altri due (Marcello Beda e Marco Vianello) che si sarebbero trovati di fronte ad una scelta e cioè quella di rinunciare eventualmente alle prove di Coppa a cui sono stati chiamati per poi poter partecipare al Mondiale e all’Europeo. 

Nel precedente quadriennio in cui fui direttore tecnico della squadra italiana - 2001/2004 - avevo inserito questa regola e così facendo atleti giovani che non si erano qualificati tra i senior avevano la possibilità di avere negli Europei di categoria un obiettivo importante per la stagione. Nasceva a Bratislava nel 2002 il primo Campionato d’Europa per U23 gemellato con gli Junior, per i mondiali si dovette aspettare fino al 2012 con la prima di Wasau (USA).

Un altro punto su cui discutere e pensare è la netta supremazia dell’Europa sul resto del mondo. Su 10 gare di finali quindi per un totale di 100 atleti solo 10 sono extraeuropei (5 U23 e 5 Jun). Quindi il 90% di finalisti sono del Vecchio Continente!
Forse potrebbe essere una buona cosa inserire, almeno in via sperimentale in queste categorie, un solo atleta per nazione ammesso alla fase finale. Quindi si partirebbe  in tre per nazione e  alle semifinali sono ammessi i migliori due, mentre per la finale uno solo per squadra. 

Occhio all’onda! 





Qualche numero dai Campionati del Mondo Slalom Junior&U23

Oggi dopo il secondo allenamento sul canale di Pau mi sono fermato a parlare con Jean-Yves Cheutin, attuale allenatore della squadra russa, nonché nel passato allenatore di Gargaud e Lefevre,  e con lui abbiamo fatto una interessante considerazione sul fatto che se il C2 in questi anni ha perso numero di partecipanti lo si deve pure alle difficoltà dei percorsi che sono stati tracciati fino ad oggi che hanno scoraggiato la crescita tecnica di nuovi equipaggi. Una considerazione decisamente attuale nell’ottica della canadese femminile e del rinato C2 misto.  In effetti se ci si pensa bene quando si disegna un percorso si mette sempre in relazione il fatto che devono competere C2 e donne in C1, questo condiziona non poco la scelta dei tracciatori sulle porte da mettere. Si cerca di rendere navigabile il tracciato un pò per tutti e questo è certamente limitante per capire dove lo slalom potrebbe arrivare per K1 e C1 uomini. Semplice sarebbe pensare ad un percorso specifico per C2 misto, C2 uomini, K1 e C1 donne.

Torniamo però ai Campionati del Mondo di Slalom Junior & U23 appena conclusi in quel di Cunovo alle porte di Bratislava e guardiamo dal punto di vista statistico in relazione ai risultati per nazione.
- Hanno preso parte a questo mondiale 48 squadre in rappresentanza di altrettanti paesi e di tutti i cinque i Continenti.
 - 13 di queste hanno vinto almeno una medaglia quindi rappresentano il 27,3% dei paesi totali partecipanti.
- 17 Paesi hanno avuto atleti in finale quindi il 35,4%.
- La Repubblica Ceca ha vinto in totale 16 medaglie di cui 7 (3 Individuali e 4 per Team ) fra gli U23 e 9 (6 I e 3 T) negli Junior. Hanno  conquistando 8 finale negli U23 e 9 negli Junior per un totale di 17 finali.
- La Repubblica Slovacca ha vinto 7 medaglie di cui 3 U23 tutte individuali e 4 per Junior (2 I e 2T). Hanno conquistato 5 finali U23 e 4 negli Junior per un totale di 9 finali.
- La Germania ha vinto 7 medaglie di cui 2 U23 (1 I e 1T) e 5 Junior (2I e 3T).
- La Gran Bretagna ha vinto 5 medaglie tutte solo negli U23 (2I e 3T).
- La Francia ha vinto 5 medaglie 3 U23 (1I e 2T) e 2 negli Junior (1I e 1T).
- La Spagna segue con 4 di cui 1 U23 a squadre e 3 negli Junior ((2I e 1T).
- La Russia con 3 di cui 2 U23 (1I e 1T) e 1    individuale negli Junior.
- Seguono Australia, Austria e Polonia con 2
- Brasile, Italia e Slovenia con 1 medaglia.


Occhio all'onda!  

In sala video con il direttore tecnico Daniele Molmenti che a questi mondiali a curato la parte informatica coaudivato dai tecnici nazionali dei settori giovanili -


Jana Dukatova è sempre stata presente sugli spalti a questi Campionati iridati per le categorie giovanili e nel tempo senza gare si è deidcata a far provare la canoa ai più piccoli -

Maya super tifosa della squadra italiana e mascotte della stessa

Percentuali che ci fanno riflettere


Lo avevo anticipato il percorso non era certo tra i più facili visti su questo canale di Cunovo neppure per gare di Coppa del Mondo o Mondiali assoluti.  Forse si è esagerato soprattutto nell’ottica di non considerare il C1 donne come dovrebbe essere sotto questo punto di vista. Giusto per farsi una idea con dati concreti alla mano vi invito a riflettere su questi dati:
- la vincitrice della semifinale nel  C1 donne Junior entra in finale con un distacco del 38,8% dal miglior K1 men Junior;
- la decima della semifinale nel C1 donne Junior entra in finale con un distacco del 55,0% dal decimo K1 men Junior e ben il 66,9% dal migliore k1 men Junior;
- la vincitrice della semifinale nel C1 donne U23 entra in finale con un distacco del 31,7% dal miglior K1 men U23 che tradotto in secondi sono 28.
- la decima della semifinale nel C1 donne U23 entra in finale con un distacco del 43,5% dal decimo K1 men U23  e ben il 55,3% dal miglior K1 men U23 che in secondi significa 48, 77.


In finale cambia qualcosina e questi sono i riferimenti:

- la medaglia d’oro nel C1 femminile Junior si vince con un 26% dal primo K1 Junior men;
- le successive medaglie  argento e bronzo sono  rispettivamente a 27,4% e a 37,40;
- la medaglia d’oro nel C1 femminile U23 si vince con un 21,3% dal miglior K1 men Under23
- le successive medaglie argento e bronzo sono rispettivamente a 24,9% e a 26,8%.
- nel settore Junior 24 atlete su 38 hanno saltato almeno una porta e per 18 di loro le porte saltata sono state almeno due. Solo due atlete hanno un percorso pulito.
- nel settore U23 16 atlete su 39 hanno saltato almeno una porta e per 9 di loro le porte saltate sono state almeno due. Solo tre atlete hanno un percorso pulito.

Quindi considerando tutto ciò siamo difronte a due sport praticamente diversi dove le donne, specialmente in C1, gareggiano su percorsi più lunghi e con difficoltà tecniche fuori dalla logica della velocità. Qui non si mette in discussione il fatto che le stesse possano fare tutte le porte, ma questo non è l’obiettivo di una gara che deve invece essere quello di fare il percorso scendendo verso vale e non passando più tempo con la punta a monte per recuperare le varie combinazioni di porte. Gli eskimi che le povere ragazze hanno fatto durante le prove di semifinale sono stati innumerevoli oltre al fatto di mettere a dura prova la loro tenuta fisica.

Brava Marta Bertoncelli che con tanta determinazione e concentrazione ha portato a casa una grande finale con  una medaglia di bronzo molto  importante per tutto il settore che da diversi mesi ha attivato un progetto specifico per questa specialità.

Oggi ultimo giorno di gare individuali, poi domenica si concluderà il mondiale di categoria con le gare a squadre.

Occhio all’onda! 







 

Leitner super


E’ un campionato del mondo e tutti noi ne siamo consapevoli, ma è una prova iridata per Junior e Under 23 quindi anche il tracciato e tutta una serie di altre caratteristiche sono decisamente diverse da un campionato del mondo assoluto. Quindi deduco il fatto che anche il tracciato dovrebbe essere adeguato alle categorie che sono schierate in acqua e che si contendo un titolo pur importante, ma sempre e comunque dovutamente inferiore alla massima categoria. Quindi bisogna dare il giusto valore che a questa categoria per farli crescere e migliorare con tranquillità.
Se per i K1 under uomini e forse per le prime dieci under sedute in rosa con le prime 5 in ginocchio si potrebbe pensare ad un buon percorso, ma per tutti gli altri comprese le donne C1 Junior? Personalmente lo ritengo troppo difficile e  metterà in difficoltà non solo molti atleti, ma tutta l’organizzazione per ricorsi e penalità infinite. Spero tanto di sbagliare.

A parte le problematiche tecniche il mondiale di Bratislava o meglio di Cunovo vive un momento esaltante e oggi si entra veramente nel vivo con semifinali e finali che ci impegneranno per due giorni, mentre domenica spazio a tutte le gare a squadre.

Ieri in qualifica è stata magistrale nel  K1 U23 donne  Lisa Leitner che ha messo in fila tutte con un 91,88 strepitoso ad un 9,3% dal primo k1 U23 e cioè il francese Mathieus Desnos. L’austriaca, che forse arriva a mala pena ai 50 chilogrammi, mi ha impressionato tra la 12 e la 16 dove sembrava essere una foglia portata dalla corrente dentro ad ogni porta per ricamare un capolavoro di manche. Lei nel 2013 aveva vinto gli europei junior, poi quest’anno ai Continentali era stata squalificata per imbarcazione sotto peso perdendo un argento che era ormai già in suo possesso. Poi la sua Federazione ha pensato di sospenderla per 3 prove di Coppa del Mondo e quindi dopo una pausa di riflessione per l’errore commesso rientra alla grande in gara in attesa di vederla poi domani nelle fasi successive. 

Temporale notturno che ha fatto volare più di qualche canoa, per fortuna però che alla Tenda Italia il bravo Claudio Camporesi è sempre in agguato pronto a intervenire per ogni problema H24, senza considerare il fatto che i sughi proposti per le sue famose paste sono sempre eccezionali per tutta la nazionale italiana.

Occhio all’onda!

Gigantismo olimpico, un'idea ci sarebbe!

Forse ho esagerato questa mattina a colazione: due cucchiai di Nutella spalmati su un pane ancora caldo, poi il succo di frutta e ovviamente le due tazze di caffè che mi devono tenere carico fino a questa sera considerando che iniziamo la terza giornata consecutiva di questo campionato del mondo slalom per Junior&U23. Ai ragazzi ieri sera a cena ho chiesto di tenere duro, siamo giusto a metà di una cammino che si concluderà solo domenica, quindi è il momento di non mollare, di stringere i denti e di vivere intensamente ogni minuto di questa grandissima esperienza a cui sono stati chiamati a vivere  dopo diversi mesi di sacrifici divisi tra scuola, fiume, trasferte, freddo, studi e allenamenti.
E’ impressionante  l’energia che questo gruppo di ragazzi e di tecnici al seguito riescono a trasmettermi, una sorta, per me, di rigenerante naturale che dà un senso vero ad una vita spesa in questo mondo fatto di porte, acqua e tanto amore. Ma c’è anche chi ad oltre 80 anni di età è in trepidazione  sugli spalti per la nipotina impegnata in gara… che bella la vita e che bello lo sport!

Nella pausa tra la prima discesa e la seconda mi è capitato di leggere un articolo che parla sul pari numero di uomini e donne ai Giochi Olimpici -
Olympics & Gender Equality: Why Focusing on Men “Losing” and Women “Winning” Misses the Boat - e mi hanno impressionato alcuni dati che mi lasciano molto perplesso.
Si legge che ai Giochi di Barcellona avevamo 440 atleti fra slalom e velocità mentre ai successivi si è passati a 451, ma il problema nasce dopo quando drasticamente caliamo per arrivare a Rio 2016 con 314 atleti gara. Una perdita di oltre il 30% che impressiona soprattutto se comparato agli altri sport che sono andati in crescendo.  La riflessione  quindi è spontanea tanto più oggi che si parla di pari numero uomini e donne. Forse qualche domanda di come sia stato possibile perdere gradualmente pass olimpici dobbiamo farcela e capire se siamo sulla strada giusta per dare una spinta al nostro amato sport oppure se c’è da rivedere qualcosa con molta umiltà soprattutto a livello internazionale. 
Se il problema è il gigantismo dei Giochi Olimpici estivi io una idea ce l’avrei ed è quella semplice semplice di inserire nei Giochi Olimpici invernali sport come basket, volley, judo, handball e magari pure la ginnastica artistica che se non sbaglio si praticano all’interno di palestre e che sostanzialmente sono sport invernali. Così facendo liberiamo un grosso numero di atleti, tecnici e dirigenti;  aumentiamo le nazioni che partecipano ai Giochi Olimpici invernali allargando le prospettive e gli interessi  degli stessi che molto spesso passano in secondo piano.

Occhio all’onda! 





i tecnici hanno cura dei propri atleti

in sala video si lavora senza interruzioni

mamme contente per le gare dei propri pargoletti! Viva le mamme e bravi pure i papà

la nonna super tifosa di Carolina Massarenti

Un martedì caldo ma ricco di soddisfazioni


Giornata lunga,  ma intensa conclusasi con una sfida a racchettoni sulla sabbia dei campi di beach costruiti nell’area sportiva che sta ospitando i Campionati del Mondo Junior&U23  di slalom 2017  che nel 2021 ritorneranno con le prove iridate senior dopo dieci anni. Un mondiale, quello del 2011,  che è rimasto scritto nella storia con un solo nome: Fabien Lefevre che  vinse quattro medaglie in due specialità diverse e che sembrava destinato a monopolizzare l’Olimpiade di Londra con una mano solo. Poi successe quello che successe si ruppe il rapporto con il suo compagno di C2 e il giovanissimo Etienne  Daille gli rubò il posto nel kayak. Ma dov'è finito il campione fancesce naturalizzato a stelle e striscie? Voci ben informate dicono che si sta allenando e lo rivedremo probabilmente solo nell'anno olimpico e cioè fra tre anni.
Il servizio nel tennis e quindi anche nella versione spiaggia, diventa fondamentale considerando il fatto che  la brava e semi-professionista della racchetta Caterina Veronese, o meglio conosciuta come la signora Borghi,  ha costruito la sua vittoria, assieme alla compagna Joe, su un primo colpo forte e tagliato. Gli sconfitti Ivaldi-Bertoncelli (quest’ultimo padre di Marta nostra atleta di spicco nel settore slalom sia in K1 che in C1), non hanno potuto che subire la pressione giurando vendetta quanto prima!

Sul fondamentale di tenere la pala in acqua Raffaello Ivaldi ha basato la sua qualifica su un percorso non facile e pieno di insidie. Mi è piaciuto come ha affrontato ogni porta delle 23 anche se ci sono state delle sbavature che in alcuni casi lo hanno costretto a rimediare all’ultimo secondo con soluzioni alternative. Questo è lo slalom e questo è il nostro sport che non ti lascia mai tranquillo fino alla fine. Fino a quando cioè arrivi nei pressi del traguardo, guardi il tempo e capisci che puoi risparmiati lo scatto finale e arrivare frenando la barca per evitare di partire in semifinale con troppa pressione sulle spalle.
Mi sono pure emozionato alla cena quando con Daniele Molmenti abbiamo ringraziato tutti gli atleti che avevano gareggiato nella giornata e che abbiamo visto dare il tutto per tutto in acqua. Questo è il vero spirito fresco, puro, limpido ed  effervescente di cui abbiamo bisogno per affrontare serenamente il futuro che sembra tutto dipinto sempre di più di azzurro.

Occhio all’onda!

"The road to Tokyo starts in Čunovo"


C’è un’aria diversa sul canale di Cunovo in questi giorni:  si respira una forte energia, ma nello stesso tempo c’è la consapevolezza di vivere momenti magici circondati da un' effervescente, bella e sana gioventù.
Il mondiale Junior è arrivato alla 19esima edizione mentre sarà il sesto quello  Under 23 nato più tardi e cioè nel 2012 a Wausau (USA). Prove iridate che hanno però un sapore diverso dal mondiale assoluto e che se vogliamo hanno un aspetto più goliardico  e meno oppressivo. Certo l’impegno per tutti non è inferiore o diverso, anzi probabilmente le aspettative sono tante e la voglia di far bene la si legge negli occhi di tutti gli atleti che in questi giorni riempiono di colore un canale meraviglioso che è  alimentato naturalmente dall'imponente fiume  Danubio che con i suoi oltre 2.800 chilometri è il secondo di tutto il continente. C’è però una sorta di magia nel vedere questi giovani allenarsi e provare e riprovare combinazioni su combinazioni e  la fantasia certo non manca a nessuno. 48 le nazioni al via per oltre 500 barche che sfileranno in 6 giorni di gare. Programma intenso e senza soste a partire da martedì 18 luglio con le prove di qualificazione per i C1 under e junior  e C2 misti.
I percorsi verranno tracciati da Pierrick Gosselin e da Robert Orokocky. Il primo è un francese che  è stato nominato dall’ICF a disegnare i percorsi a questo mondiale  ed è praticamente da molti anni il responsabile del «Canoe Slalom Development Program» all’interno dello stesso organismo internazionale che regola la canoa. Mentre il secondo, nominato dal comitato organizzatore,  è lo slovacco che per oltre 14 anni è stato il direttore tecnico della sua nazione e ha costruito e allenato da sempre Jana Dukatova che nel tempo è diventata anche la sua compagna di vita. Questa mattina i due erano sul percorso che parlavano animatamente con tanto di carta e penna per decidere che cosa proporre domani come tracciato di qualifica, quindi una certa curiosità, inutile nasconderlo, c’è per vedere e capire che cosa proporranno in questa prima fase di gare.
E’ stata spostata la partenza sotto il primo scivolo per accorciare il tracciato che da regolamento dovrebbe restare per i K1 uomini attorno ai 90 secondi. 
Cosa dire di più  se non il fatto che tutto sembra essere perfetto? Mi piace anche molto il motto della gara: « The road to Tokyo starts in Čunovo » e questa è una sacrosanta verità!

Occhio all’onda!


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Ciao Marco


Il musicalizador del viaggio di ritorno è stato il mitico Nicolò, uno dei fisioterapisti dello studio Genesi che ci sta seguendo con la massima professionalità e con tanta passione. Si sa pure che la musica unisce e se è quella giusta ti fa pure star bene, poi ci sono tanti pensieri che frullano nella testa andando in modalità flash ripenso all’ultima giornata di gare. E allora c’è la finale  del K1 donne  in cui solo una di loro  ha avuto il coraggio, l’abilità e la voglia  di fare dritta  la porta numero 6 per dimostrare al mondo, ma soprattutto agli uomini che lei non ci sta a sentirsi inferiore a nessuno.  Tutte le sue colleghe  invece hanno scelto di girarci  attorno  mettendo al loro attivo una risalita in più rispetto alle canoniche sei. La stessa donna  poi a gara finita polemizza sulla decisione dell’ICF di far saltare due porte alla canadese femminile facendo fare a questa specialità un passo indietro. Invece secondo me il passo lo abbiamo fatto in avanti studiando ad hoc tracciati che possono essere perfetti per questa categoria dove tutte possono dire la loro in modo onesto e non per casualità anche se il divario rimane ancora troppo alto tra chi vince e chi pure sale sul podio. Poi c’è l’immagine di chi a 22 anni di distanza vince ancora una gara di Coppa del Mondo lasciando tutti stupefatti ed increduli e ride come un bambino felice a 38 anni di essere ancora un grande protagonista nella canadese monoposto.
Ovviamente parlo di Jessica Fox e Michal Martikan veri protagonisti di questo ultimo giorno di gare di Coppa prima della lunga pausa, riparleremo di Coppa solo a fine agosto con la prova di Ivrea.

Il viaggio di ritorno dall’estremo nord della Germania è lungo e la voglia di ritornare a casa ti fa andare avanti senza troppe soste se non le necessarie per fare gasolio e alleviare le necessità fisiologiche. 
Poi arriva d’improvviso una notizia che ti lascia senza parole, che trasforma la musica in parole senza senso,  i flash della gara spariscono e lasciano il posto ai ricordi per qualcuno che improvvisamente senza preavviso, senza darci il tempo di salutarci, senza la possibilità di condividere magari ancora assieme una ultima  discesa sui nostri amati fiumi ci lascia per sconosciuti lidi.  La vita è meravigliosa, ma è anche crudele. Una vita che corre senza fermarsi mai davanti a nulla e a nessuno, una vita passata sulle onde per cercare di capire come affrontarle, come usarle, come gioire di tanta energia. Le persone non muoiono mai se rimangono nei nostri pensieri, nei nostri ricordi, nel nostro navigare nel mondo e Tu caro Marco hai condiviso troppe gare, allenamenti, trasferte, discussioni, analisi e medaglie  con noi per lasciarti sparire nel nulla, non te lo permettiamo e non lasceremo mai che le cose della vita  o il  tempo ci privi di questa infinita gioia di averti conosciuto  e di aver amato assieme questo mondo che tanto ci ha dato e che speriamo possa per sempre tenerci  uniti  comunque vada.

Occhio all’onda!

Semplicità e determinazione la chiave del successo


Le  vittorie si costruiscono  sulla semplicità e sulla sua regolarità tra una porta e senza  mai eccedere in nessun passaggio. Certamente  con azioni precise e senza risparmio di energie, ma senza strafare o forzare troppo su coda e tagli di porta. Questa strategia e tecnica  aveva portato Vit Prindis a vincere le due prime prove di Coppa, mentre la terza, seguendo sempre le stesse apparentemente  facili regole, è andata a Giovanni De Gennaro.
Pressoché perfetto il bresciano in ogni porta ha dominato l’acqua dall’inizio alla fine libero di esprimersi senza più paure o freni dopo aver preso una finale importante e decisiva. Lo slalom è proprio questo riuscire cioè a trovare soluzioni semplici a manovre complesse, risolvendo ogni azione con la pala in acqua. Qualche sbavature invece le ha  commessa Zeno che, se pur piccole, gli sono costate care, come ad esempio il taglio troppo anticipato alla 6 che lo ha portato al tocco e poi la scivolata per spingersi sul muro  alla risalita 10 oltre ad aver imboccato in due casi linee troppo chiuse conta conseguenza di prendere due importanti secchiate in faccia che lo hanno fermato non poco quindi tra la 15 e la 16 e tra la 22 e la 23.

Altra storia per il C1 donne che ha solo una unica dominatrice che si chiama Jessica Fox capace di incantare per maestria e bellezza nel suo pennellare le porte in modo magistrale.

I C2 sono una categoria in via di estinzione come già annunciato e allora godiamoci queste ultime loro uscite di altissimo livello con una finale incerta fino alla fine. E’ vero che questa specialità ha pochi partecipanti, visto che le federazioni oramai hanno optato per dei tagli economici, ma chi c’è è semplicemente fenomenale. Così abbiamo 4 equipaggi all’interno dello steso secondo e altri due con un tocco che significa retorcedere dalla prima posizione alla settima come nel caso dei cugini campioni olimpici Skantar/Skantar. Giusto per la cronaca e per curiosità vittoria ai cechi Kaspar/Sindler.

Domani semifinali e finali per K1 donne e C1 uomini poi tutti a casa a tirare il fiato e per tornare a prepararci il cibo che mangiamo dopo che abbiamo trascorso  35 giorni di filata fuori  trasferendoci in quattro località diverse, percorrendo oltre 3.500 chilometri, partecipato a 4 gare di altissimo livello, allenato, filmato, organizzato e pianificato il tutto per 10 atleti e coordinato trasferimenti per fisio e medico. Insomma qualche giorno di riposo ci vuole prima di tornare nella nostra amata Val di Sole per un’altra gara e chissà mai anche per qualche discesa sul nostro Noce.

Occhio all’onda!