Tecnica e velocità vanno a braccetto

Il canale di Praga ha due precise caratteristiche. La prima è quella che ti permette di restare in acqua e lavorare a lungo senza essere costretti a scendere per ripartire e la seconda è la quantità di persone che costantemente si allenano e che offrono stimoli sempre diversi per riflettere sull'arte del cavalcare le onde passando dentro le porte larghe 120 cm.
Mio papà diceva che a tavola non ci  possono non essere il pane e il vino   per iniziare a mangiare a pranzo e a cena.  Io dico che in un piano di allenamento in tutte le fasi dell'anno non possono mancare velocità e tecnica specifica fra le porte.  Questi due aspetti vanno a braccetto considerando il fatto che l'obiettivo principale dell'allenamento é  il miglioramento della velocità di esecuzione dei gesti specifici della gara (Yuri V. Verkhoshansky).  Ma il vero problema è come allenare questa velocità, perché l'errore comune può essere quello di allenarla solo attraverso esercizi di velocità specifica e fuori dalle porte. Ritengo che il nostro sport  è un'arte e come tale va allenato. Grandi ballerini o i grandi artisti del pennello partono da una base tecnica elevatissima fatta di conoscenza e pratica. Proprio per questo comunque la tecnica va conosciuta per essere superata dallo stesso individuo che la farà sua e potrà evolverla per la sua migliore e possibile resa in competizione.  Tecnica che si relaziona direttamente alla velocità di esecuzione che non sempre deve risultare essere la più veloce, ma la più scorrevole sull'acqua.
Quanti sono gli atleti che noi costantemente osserviamo in allenamento e poi in gara non ottengono l'effetto sperato? Il modo con cui ci si allena,  particolarmente sulla velocità e sulla tecnica,  non dovrà discostarsi poi dalla tecnica e dalla velocità di gara, altrimenti significa che arriviamo alle gare per assurdo senza allenamento anche se passiamo ore in acqua o in palestra!

Occhio all'onda! 




Programmazione e lavoro per avere risultati

Gli ultimi 30 chilometri prima di approdare nella fabbrica  di Galasport,  arrivando dall'Italia e passando per la Germania,  sono di un bellezza infinita. La storia sembra essersi fermata, ci sono poche macchine e le rare case nascoste nel bosco che incontri hanno un fascino misterioso. Una lungo e incantato cammino tra abeti e faggi, tra sempreverdi e latifogli che segue fedele la morfologia del terreno, ti fa guidare con serenità, lasciandoti libera la mente che si gode i colori autunnali che tanto piacciano ad Amur.

Questo é  un periodo molto importante per gli atleti che vivono da questa parte dell'emisfero.  I loro allenatori devono aver già programmato  la stagione futura dopo aver ben analizzato quella appena conclusa.  E' tempo  di verificare lo stato fisico per capire bene da dove si riparte, anche se per la verità non ci dovrebbe essere mai stato un vero e proprio stop. Magari, terminate le gare di stagione, le uscite sulla barca da slalom hanno lasciato il posto alla canoa da discesa o da torrente per cambiare stimoli e sensazioni.  Noi siamo andati a Susice a prendere le nuove barche per poi trasferirci subito sul canale di Troja che non a caso è affollato da atleti ed allenatori che hanno sete e voglia di vittoria. Qui  incontriamo una realtà che per il momento è solo nei nostri sogni... tutto é già programmato da tempo  fino ai mondiali di Pau di fine settembre, primi di ottobre 2017. E' lo stesso Jíři Prskavec tecnico  che mi snocciola date e località a memoria conferma che sono programmi già da tempo ben collaudati e definiti.  Il suo gruppo di lavoro sarà in Francia a Pau dal 6 al 21 novembre, poi torna e i primi di dicembre trasferimento ad Al-Ain negli Emirati Arabi per dare uno stimolo forte al lavoro in canoa. Dopo le feste di Natale  ci sarà il periodo di ossigenazione in montagna  prima di partire per il lavoro di grande preparazione specifica  in Australia che durerà fino alla prima settimana di marzo, dove ci sarà pure la possibilità di riprendere confidenza con le gare, visto che ci saranno i classici "Australian Open" ad aspettarli. Quindi tornati a casa si concentreranno sulle selezioni per maggio inoltrato. E da lì in poi la stagione di gare.

I grandi risultati  arrivano e perseverano solo se c'è:

- una programmazione serie e duratura,
- una costante verifica del lavoro in atto  e di chi sta  

   operando,
- un aggiornamento continuo con la condivisione di idee fra 

   tecnici professionisti, 
- una ricerca sempre all'innovazione per avere delle 

   precise 
   informazioni su temi scientifici vicino allo specifico 
   sport,
- un' identificazione dei talenti per inserirli in programmi 

   specifici che abbiano cura e attenzione del loro sviluppo
   sportivo, umano e culturale.

E a tutto ciò bisogna metterci costanza e determinazione non solo per i periodi dei raduni, ma per tutti e 365 giorni che formano un anno  e nell'anno olimpico, bisestile, serviranno pure quelle 24 ore in più per cercare di  agguantare un podio a cinque cerchi.

Occhio all'onda!

Individualità, arte e numeri




prosegue da: cosa prospetta lo slalom per il prossimo quadriennio olimpico - 3^

La domanda che ci siamo fatti  un po' tutti al Coaches Conference è: "quale sarà il futuro e lo scenario dello Slalom per il prossimo quadriennio olimpico?"  Sostanzialmente le cose non cambieranno di molto, ci saranno piccoli, ma importanti cambiamenti che sicuramente faranno fare un salto ulteriormente in  avanti ad una disciplina che secondo me ha due precise caratteristiche: l'individualità  e l'espressione artistica.

Indubbio il fatto che parliamo di uno sport individuale, mentre il concetto di certi allenatori nel prendere metodologie di lavoro e di competizione da sport di squadra è decisamente sbagliato e poco applicabile alla nostra disciplina.
Poco si adatterebbe allo slalom quello che definiamo  "spirito di squadra" che viceversa in altre attività come calcio, basket, volley o ciclismo, tanto per citarne alcune,  diventa l'elemento in più per raggiungere il successo. 
Lo slalom esalta l'espressione di ognuno in modo diverso, come giusto che sia, considerando il fatto che la prestazione di un atleta non condiziona la prestazione di un altro atleta, seppur che vesta lo stesso colore di casacca. Diventa viceversa limitante far seguire a tutti un preciso programma di allenamento o un protocollo comune nel preparare le gare.
Il lavoro principale di un allenatore con atleti evoluti è quello di cercare di esaltare le qualità migliori di ogni slalomista senza opprimerle o sacrificarle per il bene comune. Bisogna però stare pure attenti a non cadere nell'errore di considerare i risultati ottenuti con un atleta come la formula vincente applicabile a chiunque. Ecco perché spesso e volentieri atleti di altissimo livello, faticano ad essere attenti allenatori, riportando il tutto a riferimenti troppo personali, senza cercare di capire l'individualità che contraddistingue ognuno di noi. La stessa cosa si nota con allenatori con medaglie olimpiche che per aver vinto con un atleta ritengo di mutuare in toto sul nuovo soggetto da allenare. La conseguenza è poi di un precoce abbandono  non ottenendo però gli stessi importanti risultati avuti in precedenza.
L'abilità viceversa di un allenatore sarà quella di non avere programmi di allenamento e strategie generalizzate, che se pur andate bene e certificate con risultati con qualche atleta non avranno gli stessi esiti su altri soggetti.

C'è una proposta da parte di Jean Yves Cheutin in relazione alla Coppa del Mondo che arriva dopo una sua profonda analisi di cinque anni di gare. In sintesi il francese che allena la Russia propone di fare una qualifica sulla metà del tracciato di gara per poi proseguire sul percorso intero. In questo modo si evita di cambiare percorso e si arriverebbe comunque in semifinale con un tracciato nuovo. Limiterebbe poi la partecipazione ad un solo atleta per nazione, ampliando così la possibilità a nazioni più deboli di ottenere passaggi di turno. 

Io vedrei bene in Coppa il  format della "ECA Junior Cup" dove in due giorni si hanno due gare anche se poi si adotta una premiazione solo con la somma dei due risultati. Alla fine però la classifica finale si fa sulla somma di 10 gare. Tutti gareggiano in prima manche poi i 2/3 passano in finale. Il tracciato si cambia per il secondo giorno di gare.

Lo slalom deve fare pure i conti con il CIO che chiede da sempre l'universalità delle discipline sportive con il conseguente numero di nazioni che lo praticano per restare nella rosa degli sport Olimpici.
La maggior difficoltà per le squadre nazionali extra-europee sono i risultati che difficilmente arrivano. Se si pensa che dallo studio fatto dal Cheutin si nota che in 5 anni di gare tra Coppa, Mondiali ci sono 71 nazioni presenti, di queste 46 passano in semifinale, solo 33 per la finale mentre sul podio sono presenti in 21 e 12 paesi conquistano almeno una vittoria.  A tutto ciò si potrebbe ovviare permettendo la partecipazione ad ogni nazione con 3 atleti, in semifinale passano solo 2 per ogni nazione e nella finale, sempre a 10, va il migliore per ogni nazione. Così facendo si tutelano i paesi più giovani e meno forti per avere uno sviluppo maggiore sul numero di nazioni presenti.

Occhio all'onda! 


Revisione penalità e quote olimpiche

prosegue da:  cosa prospetta lo slalom per il prossimo quadriennio olimpico - 2^



attraverso un monitor si può seguire che cosa sta succedendo nell"ufficio" del Chief Judge in relazione alla eventuale revisione delle decisioni arbitrali prese da giudici di porta sul percorso o dai Video Judges -


Mi soffermo ancora sulla revisione di eventuali penalità che con il sistema video offre ottime garanzie agli atleti per non esser penalizzati da eventuali errori di giudizio. Importante da parte dei tecnici e quindi dei vari Team Leader seguire ciò che si sta evolvendo  grazie alla visione diretta di  quello che "nell'ufficio" delle decisioni finali si sta elaborando. Uno schermo ti permette di vedere se ci sono revisioni di penalità e  quale successivo decorso hanno avuto. A questo punto in pratica non serve  più fare ricorso poiché il tutto è già stato rivisto e non cambierebbe in caso di "enquire" da parte della nazione richiedente.
Altro passo avanti si farà con l'eliminazione del cartaceo che fa perdere tempo e fa accumulare una montagna di documenti. Si pensa di risolverlo con un sistema informatico dove il giudice di porta addetto alla trasmissione dati indica su una figura dove c'è stato il tocco e passa automaticamente in rete in modo tale che il Giudice Arbitro Principale (Chief Judge) possa avere chiara la situazione  di com'è stata assegnata la penalità.

Rio 2016 è archiviato e  Tokyo 2020 è domani e bisogna già pensare ai criteri di qualificazione per la prossima edizione dei Giochi Olimpici. Fino ad oggi sono stati usati i Campionati del Mondo dell'anno precedente e poi i ripescaggi nelle prove Continentali. Oggi si sta pensando di dare più importanza ad un ranking che si potrebbe  fare con le gare di Coppa del Mondo e Campionati del Mondo in due anni consecutivi e cioè 2018/19, ma è tutto ancora da vedere e da capire. In realtà poco cambierebbe a mio avviso, anche se così facendo si darebbe maggior forza alle gare di Coppa , che attualmente vengono usate più per preparare mondiale e olimpiadi che per cercare un vero e proprio risultato finale in questa manifestazione.  I criteri selettivi per la qualifica Olimpica dovranno essere pronti per metà Ottobre 2017 e presentati per l'approvazione all'ICF a Novembre 2017 e successivamente  al CIO nei primi mesi del 2018. Tempi quindi stretti per prendere una decisione finale in questa materia sempre molto annosa e difficile

Per restare in tema Olimpico, che prevede la quota di 82 atleti equamente distribuiti tra uomini e donne, bisognerà anche  definire il programma per i 5 giorni di gare considerando il fatto che nei settori femminili ci potrebbero essere numerose atlete presenti sia in kayak che nella canadese. Quindi ci potranno essere 24 K1 uomini e donne, mentre la quota per C1 uomini e donne dovrebbe essere di 17. Potrebbero aprirsi la possibilità di aumentare i numeri nel momento in cui ci saranno donne o uomini che parteciperanno sia in K1 che in C1. Cosa fattibile per le quote in rosa, meno per i maschietti! Finali sempre a 10 passaggi in semifinali per 15 k1 e 12 C1. 

Parlando della Coppa del Mondo c'è stata una proposta da parte del tecnico francese che è impegnato da alcuni anni ad allenare la Russia,  ne parleremo nei giorni seguenti. 


Nel frattempo se ci fossero domande o richiesta di approfondimenti basterà chiedere, interessante sarebbe aprire un forum su questi temi  -

                                                                  ....prosegue 


Situazione di qualificazione olimpica paragonata tra i due criteri selettivi e cioè tra ICF OG - RANKING o Worlds

Course design e Technical Video Service al "Coaches Conference" 2016


Jean Michel Prono e Sue Natoli sono proprio due brave persone, ma prima ancora di essere tutto ciò sono due veri professionisti della canoa slalom.
Il primo, come tutti sanno, è il chairman dello slalom mondiale quello che è l'italiano  Andrea Donzelli per  la canoa polo. La seconda è nell' ICF Canoe Slalom Technical Committee dal 2008. A questo binomio vincente si è unita da un paio di anni Ála Mašková;  chiudono il cerchio Eric Lokken e Thomas Schmidt non presenti a Epinal. Su questo ci sarebbero molte cose da dire tanto più che il campione olimpico di Sydney 2000 è anche il "Course design" per mondiali ed Olimpiadi rivestendo un ruolo riconosciuto da tutti di grandissime responsabilità. Infatti da come si disegna il tracciato si possono influenzare gli esiti di tutta la manifestazione stessa. Ecco perché lo stessa "Coaches Conference"  si è soffermata a lungo su questo punto, riconoscendo unanimemente  il fatto di avere avuto problemi in questa ultima stagione, particolarmente a Pau e a Rio. In relazione a ciò  ci possono essere alcune soluzioni come quella di costituire uno staff di tre persone, che a rotazione, e con un allenatore locale tracciano gare di Coppa, Mondiali e Olimpiadi portando avanti la stessa filosofia per tutta la stagione.
E' stata apprezzata molto la gara di finale a Tacen che, per motivi di forza maggiore, è finita dopo la porta numero 14 con 4 risalite per un totale attorno ai 70 secondi per i più veloci K1 uomini.  La tendenza quindi è quella di accorciare i percorsi ulteriormente a vantaggio di un contenimento delle spese: così facendo si possono ridurre i giudici, le telecamere e il pubblico può seguire  tutta la gara dalla partenza all'arrivo.

Tutto si può dire del francese presidente della commissione, ma non certo che non sia professionale e dedicato al suo lavoro, ma soprattutto attento e sempre presente nel nostro mondo. 63 anni,  atleta dal 1966 al 1983, poi tecnico per la Francia nel settore K1 donne, con una parentesi in Spagna dal 1988 al 1992, viene eletto chairman nell'ottobre del 2004 al congresso di Stoccolma e riconfermato puntualmente fino ad oggi. Unico candidato anche per il prossimo quadriennio che ci porterà a  Tokyo 2020.

Sue Natoli svolge gran bene il suo lavoro di coordinare e di redigere tutta una serie di documenti che puntualmente vengono condivisi oltre ad essere presente a diversi appuntamenti internazionali di rilievo.
Ala Mašková, animata da infinita passione e conoscenza dello sport dei paletti fra onde e riccioli, cura la pagina web dello slalom. Lei che è nata e cresciuta nel tempio dello slalom e cioè Praga... Repubblica Ceca, dove lo slalom è uno sport con la esse maiuscola, è certamente competente considerando il fatto che ogni giorno è a contatto con i migliori slalomisti mondiali.

Tanti i temi dibattuti e uno fra questi è stato il  "Technical Video Service" grazie al quale la canoa slalom ha fatto passi da gigante guadagnando credibilità e qualità. Il responsabile di tutto ciò è il mitico tedesco  Hans Peter Weiss che ha presentato una analisi dettagliata sulla stagione trascorsa in relazione a ciò. Si iniziò nel 2007 ad Augsburg, con un team misto fatto di inglese e tedeschi,  a rendere operativo questo tipo di servizio con tutti i limiti che presentava quella sperimentazione. Un servizio, che negli anni, ha però  permesso alla canoa slalom di fare un vero e proprio salto in avanti e di qualità sotto il punto di vista tecnico garantendo ad allenatori, atleti e ai  "Video Judge" qualità e precisione. Senza contare il servizio live su internet per tutti coloro che vogliono seguire in diretta le gare di Coppa del Mondo e Mondiali. Ovviamente ancora con possibilità di miglioramento.
Quattro cameramen professionali sul percorso con due riserve più altri 7 operatori in cabina regia e sei telecamere fisse sulle risalite permettono di acquisire immagini di altissimo livello e che incrociate tra loro  possono dare una visione frontale, laterale o da dietro per ogni passaggio di porta e per ogni atleta. Tutto ciò  permette una veloce revisione della prova ed un'analisi "frame by  frame" in tempo reale su eventuali penalità o salti di porta.
Un ulteriore servizio che viene fornito è il collegamento audio tra sala video judge e cabina regia per coordinare la grafica sulle penalità e per avvisare i commentatori televisivi sul fatto che c'è in corso una revisione. E' stato proposto che questo collegamento venga fornito anche allo speaker della manifestazione che a volte rimane senza informazioni dirette da offrire al pubblico. Il tutto è stato stimato per un costo complessivo di 60 euro ad atleta.

                                                         ... prosegue




da sinistra Thomas Schimidt, Jean Michel Prono e Marianne Agulhon

Coaches Conference - Epinal 2016



Le migliori e più sincere analisi arrivano sempre davanti ad un bicchiere di vino o una birra a fine giornata e dopo cena. Gli inglesi optano per la bevanda preferita da Bacco e tutti gli altri si concedono qualche birretta in più in questa tre giorni di "Coaches Conference" a Epinal che ci regala momenti di riflessione in compagnia di compagni di lavoro se pur di altre nazioni. Contemporaneamente sul canale che passa giusto nel centro della città si stanno svolgendo  i campionati francesi di slalom per società a cui partecipano le migliori 15 del ranking nazionale. 

Tanti i temi dibattuti da Jean Michel Prono (chairman of Slalom ICF Boarding)  e dal suo staff, probabilmente quelli che più possono interessare un po a tutti  in questo momento sono i cambiamenti previsti già a partire dalla prossima stagione:

- vietate le chiglie o pinnette (fins), la motivazione è che la commissione dello slalom ICF vuole una "disciplina semplice" alla portata di tutti oltre al fatto che questo elemento aggiuntivo allo scafo viene considerato pericoloso;
- le barche tornano ad essere 9 kg. per C1 e K1 e 15 per il C2, motivazione: così anche le barche che nascono divise in due e quindi di facile trasporto in aereo dovrebbero rientrare in questi pesi secondo le indicazioni ricevute dai più titolati costruttori nel settore;
- non si potranno fare proteste nella finale;


- viene reintrodotto il C2 misto per mondiali, coppa del mondo e gare ranking. Era uscito nel 1983 e l'ultimo mondiale per questa categoria fu disputato a Bala nel 1981; 


- Il C2 dovrebbe escuri dai Giochi Olimpici ed entra il C1 donne anche se questo verrà ufficializzato più avanti;


- dal 2017 si organizzeranno anche i Campionati del Mondo di  "Slalom Cross"  per esser eventualmente pronti per inserirlo a Tokyo 2020.

-Per chi poi rappresenterà la propria nazione ai mondiali o in Coppa del Mondo dovrà adeguare la propria canoa alle regole di marketing che l'ICF ha imposto a tutti che in sostanza obbligano gli atleti a riportare il loro cognome con l'iniziale del nome sui due lati dello scafo con una estensione di 7 centimetri con lettere alte 6, mentre è lasciato libero in fronte e dietro il pozzetto uno spazio per l'atleta o Federazione per eventuali sponsor. Sulla punta obbligo di tenere la sigla della nazione con il logo ICF più uno spazio per il comitato organizzatore per quell'evento.  


Questo in sintesi, ma nei prossimi giorni entreremo più nel dettaglio di questa tre giorni di lavori tra gli specialisti del settore, unico rammarico la mancanza di un rappresentante italiano ufficiale sul tavolo della condivisione. 

Occhio all'onda!