Freschezza delle prime pagaiate

Sono un paio di giorni che pagaio con i ragazzini del Club e riscopro la freschezza di gesti, la purezza di movimenti e  la leggerezza di pagaiare per il piacere di farlo. Vedo nei loro occhi la gioia di muoversi, faccio mie le paure, ma nello stesso tempo la voglia di scoprire emozioni nuove fatte di corrente, sassi, morte e onde.  Non mi focalizzo assolutamente su come fare un aggancio o una  retro pagaiata, cerco solo di metterli nella condizione di ascoltare l'acqua e di percepirne il suono e  l'energia che  produce sulla nostra canoa e dentro di noi.
Con i più piccoli e cioè i ragazzini che escono per le prime volte in Adige cerco di creare quelle che il buon Alviano Mesaroli ha sempre definito "gli stati di necessità" quando cioè ci troviamo in determinate situazioni e lì dobbiamo risolvere i problemi che si presentano.

Dopo i rudi fondamentali che secondo me devono essere  solo:

 - come entrare dentro una canoa e come uscire anche in 

      caso di capovolgimento
-  come mettere i piedi e le gambe dentro la canoa
-  come impugnare la pagaia

Si passa alla scoperta del "muoversi su un guscio sul e con l'acqua" tutto il resto è una lenta e paziente questione di tempo e dedizione.

Un metodo certamente non facile che costringe il tecnico ad essere il più possibile presente in acqua, ma ha la forza di impadronirsi del soggetto stesso attraverso le sue capacità senso-percettive e coordinative.
In questa delicata fase di apprendimento rivestono un ruolo fondamentale i neuroni specchio, ma soprattutto la capacità di creare nei singoli soggetti la motivazione per continuare ad apprendere e quindi evolversi.

Occhio all'onda!

Quel magico momento dell'analisi del percorso


Chiude a Tacen la Coppa del Mondo di Slalom 2016 assegnando gli ultimi punti per il prestigioso trofeo  nelle due categorie ancora in gara e cioè K1 donne e C2 in una domenica di settembre che ci fa capire che l'estate nel Continente Europeo sta per finire. Non so se è l'aria, già fresca di un autunno alle porte, oppure se è quella sensazione naturale che si vive sempre quando si arriva al tramonto di un'avventura lunga ed intensa come è stata questa edizione di Coppa, ma mi rendono conto di invecchiare e diventare sempre più romantico nel seguire questo sport.  Si è stanchi, ma felici, si ripercorrono con la mente i chilometri macinati sulle strade d'Europa fra i cinque paesi che hanno organizzato l'edizione 2016. Ripassano flash delle gare, ma soprattutto quello che c'è prima e dopo. Ci sono quei silenzi e quelle parole che mi incantano e mi fanno vibrare quando alla mattina presto o nella confusione della gara in svolgimento, si cammina lungo il percorso con un atleta per analizzare il tracciato. C'è quel rapporto atleta-tecnico che in questo momento è esaltato più di ogni altra cosa. Si entra in contatto epidermico uno con l'altro. Si pesano le parole. Si è attenti ad ogni espressione del visto o gestualità del corpo. Vorresti stringere a te quel bimbo, ragazzo, uomo , atleta,  che ti accompagna in questa analisi per trasmettergli tutta la tua energia. Hai voglia di ringraziarlo per quello che ti sta donando e quello che ti regalerà danzando fra i paletti dello slalom da lì a poco. Quello che regalerà al tuo cuore e a tutto il tuo corpo perché ogni sua discesa è una mia discesa.  Leggi nella sua anima  le ansie, le paure, le speranze, ma nello stesso tempo la positività e le certezze che quella gara sarà quella giusta, quella cioè per cui lavoriamo e lottiamo ogni giorno della nostra vita. Ogni singola porta è analizzata per come arrivarci, per come passarci dentro e cosa fare dopo; ogni movimento d'acqua è preso in considerazione, nulla si lascia al caso e cerchiamo di fonderci con  con il flusso del canale che scende verso valle.  Saliamo sulla stessa canoa per pagaiare assieme idealmente su un tracciato immaginario  perfetto. Si arriva alla fine ci si abbraccia e gli sguardi sono sempre decisi, ma nello stesso tempo teneri e affettuosi. Ognuno con il suo ruolo e con i suoi compiti aspetta quel 5,4,3,2,1 go in maniera frenetica, passionale e decisa.
Questo magico mondo delle gare, che la notte prima non ci fa mai dormire tranquilli e che ci fa svegliare prima che suoni la sveglia, da un senso al nostro peregrinare, ma nello stesso tempo ti svuota totalmente... forse è tempo di tirare il fiato, riabbracciare le persona amate e tornare a casa per respirare l'aria della sera seduto tranquillamente in giardino a parlare del tempo e del futuro.

Occhio all'onda!

P.S. chiedo venia se non sono stato un buon cronista,  ma come direbbe Rino Tommasi parlando di quel grande cantastorie sportivo che risponde al nome di Gianni Clerici e ovviamente facendo le dovute scuse per il paragone decisamente esagerato nei miei confronti: "Non sempre nelle sue cronache troverete il risultato dell'incontro, ma troverete sempre la spiegazione della vittoria di un giocatore sul proprio avversario".


CLASSIFICA FINALE COPPA DEL MONDO SLALOM 2016 - C2

CLASSIFICA FINALE COPPA DEL MONDO SLALOM 2016 - K1 WOMEN

 

Kauzer, Savsek mandano in delirio il pubblico di Tacen


Senza ombra di dubbio oggi è stato il giorno di Peter Kauzer, folla in delirio per ogni sua discesa, ma è stato il giorno pure di una Slovenia che con Benjamin Savsek completa la festa con un altro oro nel C1 uomini. Il fattore campo, giusto per sottolineare l'importanza di gareggiare in casa, è molto importante nel nostro sport.

Togliamoci subito i doveri di cronaca dicendo che Mathieu Biazizzo vince la Coppa del Mondo 2016  nel K1 uomini. Il 25enne transalpino di Pau raggiunge questo risultato con un secondo posto nella terza prova di Pau (fattore campo ancora molto importante) precedentemente aveva un 7^ a La Seu d'Urgell e nell'esordio italiano ad Ivrea era finito 28^ in semifinale. A Praga solo 22^ e qui chiude in quarta posizione. Per un totale di 224 punti contro i 222 di Prindis, mentre più distaccato arriva il britannico Bradley con 211. Rimane giù dal podio complessivo Peter Kauzer per un solo punto.
Alexander Slafkovsky è il vincitore della Coppa del Mondo 2016 nella canadese monoposto con 3 punti di vantaggio su Adam Burges e 39 su Anze Bercic.
Nella canadese femminile vittoria complessiva a Mallory Franklin sulla connazionale Kimberley Wood, mentre solo terza l'innamorata  del francese vincitore della "overall standing Cup" in K1 men, che per una volta tanto è menzionata solo come la fidanzata del vincitore!

Detto ciò mi preme dire e sottolineare alcune cose. 


Partiamo dal fatto che durante la discesa della semifinale del C1 maschile sull'ultimo scivolone del tracciato, appena risistemato in questi giorni con tutti i problemi conseguenti,  alcuni sassi si sono spostati creando seri problemi per gli ultimi 5/6 concorrenti. Gara fermata prima della partenza del C1 donne. Si riunisce il Comitato Giuria e prende una decisione... no scusate non è così si riunisce solo con se stesso Jean Michel  Prono e decide che passeranno in semifinale i primi 10 C1 più 5 che deciderà lui quali sono riguardando il video della discesa degli atleti. Restiamo tutti molto sorpresi perché non vengono rispettate le regole scritte che sono chiare anche in questi casi,  ma non possiamo fare nulla se non accettare di malgrado  la decisione di "Deus"! Si sa che il Divino, illuminato dall'alto, non sente ragione alcuna, chiede scusa, ma si va avanti così. Lo stesso presidente del boarding slalom ICF decide che la gara si deve fermare 50 metri dopo la risalita 14 e così in un batter d'occhio Siwidata adegua il campo alle nuove necessità.

Tutto serve per capire e per migliorare nella vita e quindi da questa gara risulta chiaro il fatto che gare con 14 porte poco superiori ai 60  secondi sono perfette per attirare l'attenzione del pubblico che può seguire in diretta tutto il tracciato e rimane con il fiato sospeso fino all'ultima onda. Così come la semifinale, che fa scendere gli atleti ogni minuto per guadagnare tempo e restare on line in televisione,  diventa una sorta di partita a tennis dove i presenti  seguono l'atleta in acqua con attenzione e appena taglia il traguardo si girano velocemente a monte per guardare il concorrente successivo e tutti sono presi in altissima considerazione. 

Non posso però non essere felice per la finale conquistata da Zeno con una semifinale magica: dopo un anno di malasorte forse la ruota inizia a girare in un altro senso!

Domani chiude la Coppa 2016 con semifinali e finali K1 donne e C2

Occhio all'onda! 


Classifiche finali di Coppa del mondo  

C1 men final results Slalom World Cup 2016

K1 men final results Slalom World Cup 2016

C1 women final results Slalom World Cup 2016

Qualifiche terminate per la Coppa del Mondo 2016



Le persone, la gente, il pubblico fanno dimenticare le carenze organizzative e il sole scalda la nostra giornata di qualifica con i tanti bimbi delle scuole che sono venuti qui a conoscere da vicino questo sport.
Slafkovsky non ne vuole sapere di fare porte in retro: preferisce cacciare  la punta in acqua tra la 9 e la 10, perdere tempo, ma persistere per la retta via! Finirà solo settimo lui che qui si gioca la vittoria finale di Coppa del Mondo.  Nei C1 nessuna sorpresa vince la qualifica l'argento di Rio 2016 in scioltezza seguito dall'uomo a stelle e strisce, mentre terzo è il fratello del campione olimpico nel k1 di Atene 2004... bel giochino di memoria ragazzi, un piccolo sforzo e capite di chi sto parlando! Alternativa cliccare qui e guardarsi le classifiche.
Sorpresa nel K1 maschile con l'eliminazione di Jakub Grigar che in prima manche si schianta letteralmente contro il muro del salto e divella la sua canoa. In seconda salta bene, ma subito dopo si mette a litigare con il palino interno della porta numero 1 e tra i due chi fa una brutta fine è proprio il fenomeno slovacco che così domani guarderà le semifinali dalle tribune. Anche Boris Neveu, che ho visto claudicante e che dorme in tenda lungo il fiume, deve passare per la seconda chance per passare il turno, non ha problemi vincendola, ma gli costa qualche fatica in più del previsto.
Anche per il settore femminile in ginocchio e seduto tutto nella norma Fox prima si piazza seconda in C1 dietro alla catalana di La Seu d'Urgell Vilarrubla e poi vince il K1 davanti alla padrona di casa Eva Tercelj.
Il C2 ci offre sempre grandi momenti anche se è chiarissimo che i più forti controllano le gare di qualifica con l'unico obiettivo di passare il turno senza affaticarsi.

Domani semifinali e finali per C1 men and women e per K1 men
 

Occhio all'onda! 









Si parte con le qualifiche

 
Il consiglio di gara di oggi... che tristezza!

Alla fine si arriva in fiume e non ci si ferma dopo il ponticello. Gli organizzatori hanno messo in acqua una ruspa, tolto qualche sasso, pulito il fondo e costruita una via per far passare le canoe nel rush finale. Il percorso, disegnato dallo statunitense Rafael Smolen con Fedja Marusic, è uno dei più classici che si possa mettere su questo canale. Sprint sull'acqua piatta per circa 10/11 secondi, poi il salto per arrivare lunghi sulla destra e infilare la risalita. Da questo momento in poi inizia il  "cost-to-cost"  da fare prima da nord a sud per infilare la risalita 2, quindi si torna a sud per la combinazione 3/4 sfruttando il ricciolone tutto canale. Qui, secondo me, una saggia retro per infilarsi poi nel labirinto dei sassoni che ti fa zig-zagare fino alla successiva risalita a sinistra che si trova nella parte più stretta del canale. Si passa sotto il ponticello per fare   la discesa e poi l'arrivo nel budello d'acqua appena sistemato. Gara veloce sicuramente, molto dipenderà da come si esce dal salto iniziale che come sempre può incidere molto sull'esito della gara.

In attesa delle prove di qualifica di domani per tutte le categorie qualche commento ancora sull'organizzazione che sembra aver preso sotto gamba l'appuntamento di Coppa. Questa sera, nel Team Leader Meeting, abbiamo visto un Jean Michel Prono molto seccato che ha fatto capire che così non va bene. Poco stile in ogni cosa. Ad esempio, tanto per capire, a Praga Rohan  (Technical Organizer) e il presidente della federazione Ceca Pollert in consiglio di gara si sono presentati vestiti eleganti e con stile. Il Technical Organizer qui e cioè Matjaz Savšek ci ha fatto molta tristezza vestito più da campo nomadi che da rappresentante tecnico di un paese che comunque vanta tradizione e successi. Ma ripeto dobbiamo essere noi a dare stile al nostro sport e si parte anche da queste piccole cose.

Occhio all'onda!

Vigilia di finale di Coppa



Il fascino di pagaiare al crescere del sole è una sensazione unica, anche se svegliarsi all'alba non è così poi tanto divertente. Tutto è relativo ovviamente perché dipende a che ora si va a dormire. Anche la notte ha il suo fascino con i suoi silenzi e con la sua infinita sensazione di impotenza.
- Ieri in casa Cubertino al Bill Graham Civic Auditorium è stato presentato il nuovo I-phone 7 and  7plus, in parte rivoluzionario in parte una necessità di mercato, mentre si annuncia che per la versione 8 ci saranno grandi cambiamenti.


- Oggi sono 73 anni che è finita la seconda guerra mondiale e l'8 settembre mi riporta sempre al mio papà che in quel giorno era a Barletta con gli americani che liberavano l'Italia.
 

A parte tutto ciò rimangono forti dubbi su dove si finirà la gara qui a Tacen che chiuderà il capitolo Coppa del Mondo 2016. Non sappiamo se il traguardo sarà giusto dopo il ponte oppure se invece bisognerà arrivare in fondo al canale, appena sistemato, ma con molte incognite. Decisamente un altro stile organizzativo quello sloveno se messo in rapporto alle precedenti prove di Coppa. Il top lo abbiamo raggiunto a Praga, ma non è una novità, mentre qui sembriamo un branco di sprovveduti riuniti per una sagra paesana. Staremo a vedere, nel frattempo ieri sera "Slalom Parallelo" in centro città a Lubjana: bella idea per attirare l'attenzione sulla canoa prima della prova a Tacen, ma anche qui l'organizzazione ha fatto acqua non esaltando, secondo me, a dovere questa gara che comunque è interessante. Anche dal punto di vista tecnico il tracciato di destra si è dimostrato decisamente più lento eppure sarebbe bastato poco per rimediare la cosa. Bravo il brasiliano Felipe Borges che vince il C1 in finale contro Casey e super la sua compagna di squadra e senza rivali Ana Satila che ha dominato ogni prova senza lasciare spazio a nessun'altra atleta, neppure nella pura fantasia! Brasile ormai presente ovunque con molto orgoglio -



Qui le foto in azione durante l'allenamento di ieri -
Qui le foto fuori dall'acqua -

Occhio all'onda!

Funk strepitosa, Satila la prima volta sul podio nel k1



Ricarda Funk, dopo la discesa vittoriosa che ha dell'incredibile considerando le 6 penalità, ha pianto senza fine e i suoi occhi sono rimasti comunque tristi anche dopo la premiazione.  Tutti noi ne consociamo l'inspiegabile e fatal motivo e non possiamo che abbracciare idealmente questa 24enne che a Praga ha regalato a Stefan Henze un'altra importante vittoria. La certezza è che da lassù l'amico e tecnico Stefan se la sarà goduta alla grande orgoglioso ancora una volta di questa atleta che solo per una fatalità dei casi non abbiamo vista a Rio a lottare contro Maialen Chourraut per la "gold medal": l'unica secondo me che era in grado di fermare l'irruenza e la bravura della spagnola, pardon basca più che spagnola!
Funk accarezza l'acqua e aggredisce le porte. Quel suo modo di pagaiare fra i pali dello slalom,  sospesi a 20 centimetri dalla superficie dell'acqua che non sempre è liscia e amica,  ha qualche cosa di innovativo e particolare. La canoa è leggera, come lei d'altronde, ma la sua capacità di reazione è fantastica in ogni momento. La sua determinazione per raggiungere il traguardo è l'arma che la rende vincente.

Ma in questa domenica di gare ho gioito non poco vedere Ana Satila salire per la prima volta sul podio di una gara di Coppa del Mondo e prendere punti preziosi per presentarsi a Tacen, per il gran finale, con orgoglio e determinazione. Non spetta certo a me giudicare il lavoro fatto fino a qui, ma come scrisse magicamente il Manzoni... 


"Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza:nui chiniam la fonte al Massimo Fattor, che volle in lui creator suo spirito più vasta orma stampar" -

Belle gare anche per la finale del C2 con Skantar/Skantar veri protagonisti di questa stagione. Non so se l'ho scritto, forse sì, ma il giorno della finale olimpica per questa categoria era presente a Deodoro il presidente del CIO, Thomas Back,  ed è rimasto molto colpito dalla spettacolarità del nostro sport. In quell'occasione poco prima della premiazione sembra che gli Skantar gli abbiano chiesto se era venuto a vedere l'ultima edizione del C2 ai Giochi Olimpici considerando il fatto che ci sono tutte le premesse per cancellare questa specialità. Il presidente è sembrato molto sorpreso della cosa e gli stessi Skantar riferiscono che Back si è preso l'impegno di capire cosa si possa fare perché il C2 possa restare nel panorama olimpico. La palla ora passa a Tony Estanguet, che sta salendo sempre più in alto nella gerarchia politica sportiva con la nomina a vicepresidente della Commissione Atleti nell'ambito del Cio, che dovrà martellare al fianco l'ex schermitore d'oro tedesco oggi Presidente Cio. Il problema è che il francese, triplice campione del mondo in C1, con tre medaglie d'oro a cinque cerchi  al collo, dovrebbe forse mettere da parte il suo arrivismo politico se veramente vorrà forzare la mano perché il C2 non diventi una bella storia da raccontare ai nostri nipotini nelle serate d'inverno davanti al camino e con un brandy nella mano! 

News da Tacen: canale chiuso, stanno aspettando che il cemento fatto ieri a sostentamento del muro dell'ultima parte del tracciato secchi. Tutti in acqua piatta a pagaiare e goderci la natura della Slovenia, quello che è grave sembra che gli organizzatori non si stiano preoccupando di nulla! Sotto le foto dei lavori per rendersi conto della situazione a due giorni dal Gran Finale -
Occhio all'onda! 





Poker d'assi

 
Il podio del Cross Slalom al femminile da sinistra Martina Wegman, Veronika Vojtova e Ana Satila


Uno, due, tre e quattro...poker d'assi quello che hanno messo in acqua oggi i ceki nel k1 uomini. Una giornata memorabile per lo slalom a Praga che dimostra ancora una volta di essere le vera capitale del nostro sport. Pubblico eccezionale orgoglioso dei propri atleti, ma soprattutto attento e competente. Una gioia gareggiare perché tutto è così semplice e preciso, una organizzazione fatta di persone che sono professionisti della canoa e quindi sanno bene di che cosa hanno bisogno gli atleti.

Fantastico Jiri Prskavec 91,60, super Ondrej Tunka 91,61, magico Varinech Hradilec 91,77 e sfortunato Vit Prindis 92,29 tutti racchiusi in meno di un secondo. I quattro K1 cechi hanno dominato la finale con il sapore di una grande sfida che ha tenuto tutti noi con il fiato sospeso fino all'ultima pagaiata. Onore anche a Giovanni De Gennaro che entra in finale con l'ultimo pass e finisce sesto in questa gara straordinaria, se non fosse stato per un tocco avrebbe rovinato la festa ai padroni di casa inserendosi in terza posizione.
La sfortuna non abbandona mai "Zenotto" che passa la notte sveglio con febbre e mal di gola, ma non vuole rinunciare a provarci comunque. Il suo 97,59 in semifinale ha un grande valore morale e d'orgoglio.

Onore e rispetto a Matey Benus, un grande C1 che a distanza di poche settimane dai giochi olimpici e con al collo un argento pesante, vince e dimostra di essere un grande professionista capace di non fermarsi anche se ne avrebbe avuti  tutti i diritti e le possibilità per farlo. Mi è piaciuto Raffy,  che gara dopo gara, sta crescendo.  La strada non è certo tutta in discesa ma lui è un "grimpeur" e saprà affrontare la salita con la grinta con cui oggi l'ho visto pagaiare su questo canale che non è facile da domare.

Che dire di Jessica Fox, un altro esempio di serietà e professionalità. Vince in ginocchio con più di sei secondi sulla piccola, ma grintosa 31enne atleta di casa Katerina Hoskova.

Giornata completa pure con gli scontri diretti nello "Slalom Cross" e finali a quattro. Bisogna sistemare le partenze, quella usata a La Seu d'Urgell mi sembra ottimale, poi aggiungerei la musica per il pubblico stile beach volley e poi ci siamo per far divertire il pubblico e portare forse pure sponsor per dare una svolta decisiva a tutto il settore.

Domani previsioni atmosferiche belle e semifinali e finali per K1 donne e C2 poi tutti a Tacen per il gran finale di Coppa.

Occhio all'onda!   




Pronto riscatto di Lafont e Satila

  Durante una giornata di gare un coach con  più o meno  7 o 8 atleti percorre dai dieci ai 14 chilometri camminando o correndo. Io mi sono dotato di un "monopattino" professionale che mi aiuta non poco a seguire le discese e mi rende veloce per ritornare alla base. 
Il venerdì di Coppa, dedicato alle qualifiche,  normalmente è il giorno più duro e più lungo, si sbocconcella un po' di tutto per mantenere le energie. Frutta e biscotti sono cibarie veloci da consumare e non sono impegnative. Poi non può mancare il caffè e ci sono le ragazze della "zona relax" che sono molto gentili e hanno belle idee come quella di personalizzare le tazzine, trasformandole da mono uso a più usi e ci guadagnamo tutti, natura compresa.

Il percorso, già lo dicevo ieri, era ben strutturato con le giuste difficoltà e con varie opzioni quindi oggi abbiamo assistito a belle prove degne di una Coppa del Mondo.
Ero curioso di rivedere in gara gli atleti che erano usciti massacrati da Rio 2016 per capire come si reagisce da una forte delusione.  Molta attesa per Satila e Lafont che avevano archiviato l'olimpiade carioca malamente nonostante le aspettative erano molte. Bene! Già oggi le due atlete hanno dato prova di aver reagito nel miglior modo possibile. La seconda, e cioè la francese, si  è aggiudicata la qualifica e la brasiliana finisce sesta nonostante un tocco. Poi per il resto tutto nella norma e, a parte un gesto che nello stesso tempo mi ha dato molta tristezza e regalato forti emozioni: vedere le atlete tedesche gareggiare con il lutto sul braccio che ci ricordato la perdita del loro allenatore. Nel "villaggio atleti" ci sono molte foto di uno Stefan Henze sorridente e super attivo. L'allenatore tedesco, che come tutti sanno non ha fatto più ritorno a casa dopo Rio per un incidente,  ha donato gli organi e ha salvato ben quattro vite. Un gesto nobile come era nel suo modo di fare prima come atleta e poi come allenatore. Amara consolazione è pensare che l'amico Stefan ha regalato speranze e gioie a quelle persone che sono potute rinascere proprio grazie a lui. 


Per i risultati completi basta cliccare qui: buona analisi e visione a tutti.

Sabato semifinali e finali per C1 donne e uomini con i K1 uomini. Nel pomeriggio eliminatoria per il "Cross Slalom" con batterie a 4:  passano 2 e due vanno a casa... spettacolo assicurato!

Occhio all'onda! 



Personale della Polizia a cavallo. A pochi chilometri dal  canale e sempre sul fiume c'è il centro della Polizia a cavallo con tutte le stalle.

Il bicchiere in plastica personalizzato da tenere per tutti i tre giorni di gara

Sulla destra il mio monopattino che mi rende veloce negli spostamenti a sinistra personale dell'ICF che producono video della manifestazione

Ana Satila in azione durante la sua prova di qualificazione

a sinistra Paolo Ceccon e Roberto Colazingari due C1 italiani

A sinistra Juraj Minčik allenatore degli Skantar e di Benus con il direttore tecnico della squadra slovacca e tecnico personale di Jana Dukatova, Robert Orokocky.

Coppa del Mondo Slalom si riparte da Praga



E' sempre strana la sensazione nell'ultima sessione di allenamento prima delle gare di qualifica. Solo trenta minuti, ma molto intensi dove vedi gli atleti rifinire il loro feeling con il tracciato. Lavorano di fino, provano risalite che ormai hanno sperimentato migliaia di volte. Si buttano in ogni onda e la cosa che mi piace di più è che le affrontano come se fosse l'ultima volta con la giusta voglia e con una forte emozione. Sanno che non ci saranno più prove d'appello e su quelle onde ci dovranno tornare solo 24 ore più tardi per confrontarsi tra loro su un tracciato con 24 porte.
Avevamo lasciato la Coppa del Mondo a Pau il 19 di giugno e a distanza di 73 giorni torniamo a parlarne e a viverne direttamente le emozioni. Certo le due gare che ci rimangono da fare (Praga e Tacen) assumono un aspetto decisamente diverso rispetto a  quelle disputate a giugno (Ivrea, La Seu, Pau) e lo si può decisamente percepire in ogni atleta. Prima molte squadre avevano preso le gare come preparazione specifica ai Giochi Olimpici oggi si parla e si pensa al risultato finale con la scelta di molti team di aprire le porte ai giovani. Big presenti molti meno i medagliati olimpici. Assenti gli ori di Rio del kayak femminile e maschile e della canadese monoposto. Ci sono invece per il K1 femminile Jessica Fox, bronzo olimpico; per il C2  Skantar/Skantar, oro, e il bronzo Klaus/Peche; nel C1  Matej Benus, argento; kayak maschile Jiri Prskavec.

Il tracciato disegnato dal Prskavec padre e da Martin Potocny non è banale per la qualifica e secondo il mio modesto parere influenzeranno non poco le penalità per passare in semifinale.
Nel primissimo pomeriggio, prima delle varie dimostrazioni del tracciato,  ci sono state le prove ufficiali con tempo nella disciplina del "Slalom Cross" che la "Commissione" dello Slalom ICF sta portando avanti in prospettiva olimpica 2020. Prove che sono servite per stilare le varie griglie di partenza per gli scontri diretti a partire da sabato pomeriggio. Che dire di questa proposta? Personalmente, se pur molto tradizionalista e critico al riguardo, la vedo come una buona idea da portare avanti con buone possibilità di riuscita. Cliccando qui una rassegna fotografica sul "Time Trial" disputato nel pomeriggio del giovedì.

Il venerdì sarà completamente dedicato alle gare di qualifica si inizia con C1 uomini e donne e poi si va avanti fino alle 18,30, prima che vengano posizionate le porte per le semifinali e finali del sabato.

Come sempre l'organizzazione è impeccabile sotto ogni punto di vista.



Occhio all'onda!