Si ritorna per l'atto finale

" ... c'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò"

Mi sono mangiato un panino caldo  con mozzarella e pomodoro bevuto una waizenbier e per completare l'opera mi sono concesso pure il dessert: una tavoletta di cioccolato e visto che era pure buona vi dico che era una Ritter, sinonimo di garanzia quando si parla di questa materia! Sono a Francoforte in attesa del volo che mi riporta a Rio per l'atto conclusivo di cinque anni di lavoro! Non c'è più tempo per nulla se non riprendere in mano la situazione, caricare al punto giusto gli atleti e indossare le fiammanti divise che ci fornirà il comitato olimpico per lanciarci nell'avventura a cinque cerchi senza paure e senza rimpianti. Eppure, ripensando a ritroso, questi lunghi anni lontano da casa mi hanno cambiato, forse mi hanno reso più riflessivo sotto certi aspetti, ma nello stesso tempo mi hanno dato maggior  tranquillità interiore per lavorare al meglio e per cogliere da tutto e da tutti le bellezze che si nascondono dietro a sorrisi, lacrime, parole o semplici gesti.  Mi rendo conto di essere più innamorato che mai di atleti, canoe, acqua, porte da slalom e forse come tutti gli innamorati vorrei che il mondo si fermasse adesso per restare in quel limbo che sospeso sopra l'atmosfera ti regala sempre emozioni. Impaurito, ma curioso arrivai in Brasile dall'Australia dove avevo lasciato un cucciolo di uomo che aveva scelto di vivere dall'altra parte del mondo per allenarsi e per studiare. Nel paese dell'ordine e del progresso, come c'è scritto sulla sua  bandiera,  ho trovato un gruppo di aspiranti giovanissimi atleti da formare e da forgiare con un lavoro certosino giorno dopo giorno. Oggi sono atleti, ma soprattutto uomini e donne pronti ad affrontare e a lanciare la sfida al mondo dei pali sull'acqua che corre.
Ho avuto modo di imparare molto dai miei stessi atleti e da tutto il mio staff tecnico, ma soprattutto ho avuto modo di apprezzare la pazienza e la passione di chi mi è stato vicino in questi lunghi lunghissimi anni e di chi viceversa avrebbe potuto ostacolarmi per un giusto egoismo personale, ma invece no! Da loro solo positività che mi ha permesso di lavorare per cercare di far realizzare i sogni alle persone che ai sogni ancora ci credono, perché senza queste gocce di speranza  la vita perderebbe la sua intensità e il suo mistero

Occhio all'onda!

"Good job Coach"

Quando dai miei colleghi in sala video arriva via radio "Good job coach" ha un solo chiaro significato: "siamo in finale" ed inizio ad emozionarmi! Tiro un fiato di sospiro e rispondo "Thank You to all" e inizio a rincorrere Ana per darle la conferma di quest'altro importante traguardo che lei ha raggiunto, noi siamo solo di supporto e cerchiamo di fare al meglio il nostro lavoro, certo con passione e dedizione, ma il merito va ad una ragazza che sta dedicando i suoi anni più belli ad un sogno, lottando ogni giorno per raggiungerlo. Per noi la soddisfazione di far parte di questo sogno e di cercare in tutti i modi di farglielo realizzare. Il piacere poi di lavorare con Guille e Domen, ormai quasi senza parlare considerando il fatto che per noi è tutto così naturale, completa questa avventura che rinasce con la stessa energia ogni volta che si alza il sole da quattro anni a questa parte. Ognuno di noi sa esattamente cosa fare e dove stare quando serve. C'è quel naturale essere gruppo anche senza rincorrerci che ci fa stare bene e ci da' energia per spingere sempre al massimo i nostri atleti.
Corro nella tenda del Brasile per restare con Ana e sul mio I-phone arriva il video della sua gara che rivedo e commento con lei; pochi minuti dopo  arrivano gli intermedi da risalita a risalita. Passa ancora un minuto e ci sono pure i paralleli tra le migliori atlete e la brasiliana. Guardiamo tutto e prepariamo la finale. Lei si concentra. Io riparlo con Guille che mi da' le sue impressioni poi la stessa cosa con Domen, sintetizziamo il tutto e decidiamo che strategia adottare per la finale. Ne riparlo con Ana, poi anche da casa arrivano messaggi. Raffy o Zeno sono due attenti osservatori, mi interessa avere il loro punto di vista perché hanno più o meno la stessa età di Ana, perché anche loro hanno un sogno,  percepiscono le stesse sensazioni da due punti di vista e cioè da C1 e da K1 e sono per me  entrambi fondamentali, anche loro vivono di pane e canoa e anche loro si emozionano ogni volta che inseriscono la loro pagaia nell'acqua.   
Si parte per la finale, mi piace Ana che alla telecamera di partenza fa un sorrisono e un "Yee-Yess" con le mani. Ci siamo: ora è tutto nella sua pagaia. Vola letteralmente e al primo intermedio è in vantaggio su La Font (vincitrice della gara dopo il 50 dato alla Fox) di 0,25. Poi c'è il tocco alla 11 e arriva al secondo split con 0,90 di ritardo con la penalità che significherebbe senza un vantaggio di 1,10. Nella parte finale di gara e in modo particolare tra la 17 e la 18 e poi in uscita verso la 19 si fa prendere troppo dal ritorno d'acqua e perde parecchio, ma la ragazza c'è e sta crescendo,  questa è la cosa più importante e ormai Rio è proprio dietro all'angolo!

Occhio all'onda! 





foto @Ricarda Funk

Pioggia e freddo per il primo giorno di finali

Il fattore campo nella canoa slalom è evidente a tutti e queste ultime tre gare di Coppa lo hanno dimostrato ancora una volta.  Prendiamo ad esempio la finale del kayak maschile dove  ci sono sei francesi (di cui 4 corrono sotto la bandiera azzurra, bianca e rossa e due per altri colori) su dieci atleti. Poi c'è il basco Joan Crespo che qui a Pau, vista la vicinanza da casa sua, ha praticamente residenza, insomma allenarsi e poi gareggiare su acque che si conoscono bene è sicuramente un vantaggio importante. Entusiasmante la finale in questa categoria dove tutti e dieci i finalisti hanno aperto il turbo e hanno cercato su ogni porta il limite tra successo e insuccesso: nessuno si è risparmiato. C'è chi ha saputo tenere alla distanza come Samuel Hernanz  che usciva da una batosta a La Seu d'Urgell, altro campo che lui conosce molto bene, e da una forte delusione per la mancata qualifica olimpica agli ultimi europei. Il francese, con passaporto spagnolo, è stato bravo specialmente all'uscita dell'ultima risalita dove sembrava  perdesse tutto il vantaggio accumulato fino a quel punto, ma è stato un gatto buttandosi sulla corrente e infilandosi  nella 23 con la consapevolezza che si sarebbe giocato il tutto per tutto. Biazizzo secondo per 17 decimi, anche lui particolarmente deluso per l'esclusione dai primi tre della squadra francese, ha pennellato le porte dall'inizio alla fine senza risparmio di energie. Bravo Sebastien Combot terzo a 0,72 dal vincitore, che qui cercava una conferma del suo valore a 48 giorni dalla cerimonia di apertura della XXXI  edizione Olimpica, ed è apparso assai brillante e particolarmente contento di salire sul podio a casa sua davanti al suo pubblico che lo ha animato nonostante una giornata infernale di pioggia, vento e freddo.

Nella canadese monoposto il commento che Raffy mi ha mandato dopo la semifinale è eloquente: "Ciao sono Benus e non ho problemi". In effetti il campione slovacco  è entrato nell'ultima porta e ha iniziato a cercare con gli occhi il cronometro, quando si è accorto di essere abbondantemente sotto il miglior tempo si è fermato ed è arrivato senza pagaiare. Poi in finale "perde la tramontana"  alla porta 11 e dice addio ai sogni di gloria. Se uno slovacco si perde ce  n'è uno subito dietro che prende la testa della corsa senza dare nell'occhio.  Lui è ovviamente Alexander Slafkovsky che sta facendo un gran bene in questa coppa del mondo 2016  a parte la prova di Ivrea. Mi è piaciuto pure Nicolas Peschier che se non avesse toccato la risalita 4 avrebbe potuto metter al collo l'oro invece dell'argento. Per il giapponese Takuya Haneda un'altra bella conferma del suo valore nell'anno più important per un atleta. Il 28enne che ha preso casa, allenatore e studi in quel di Bratislava pur di allenarsi al meglio, è in forte crescita e sarà sicuramente protagonista a cinque cerchi. 

Grande ed infinita delusione per tre grandi interpreti di questa specialità e cioè: Denis Gargaud Chanut,  Sideris  Tasiadis e Benjamin Savsek  rei il primo di aver saltato la porta numero 20,  il secondo la 15 e il terzo la 22 in risalita. Prossima sfida diretta per loro sarà solo quella olimpica di Rio 2016.
Per il C1 donne facciamo una considerazione legata al percorso. Ieri la percentuale di distacco dal miglior tempo dei K1 uomini  della vincitrice è stata del 19% oggi chi ha vinto, Mallory Franklin, ha preso il 30,6%. Facile intuire che la notevole differenza è legata ad un percorso di semi e finale troppo difficile per questa categoria. Cosa si aspetta ancora per disputare le gare su due tracciati diversi? Bisogna umiliare ancora a lungo questa categoria? Sarebbe tempo di cambiare se vogliamo veramente presentarci a Tokyo 2020 con un minimo di orgoglio e di credibilità.

Domani in gara donne sedute e barche di coppia, speriamo che il tempo sia più clemente di oggi.

Occhio all'onda! 


PUNTI IN COPPA DEL MONDO DOPO 3 GARE


C1 MEN

K1 MEN
C1 WOMEN




Un infinito venerdì di Coppa

Siamo venuti via dal campo di slalom questa sera alle nove di sera dopo essere arrivati questa mattina alle 7. Direi giornata piuttosto lunga e particolarmente sofferta visto il tempo trascorso al canale e considerato il fatto che abbiamo dovuto passare per ben 3 seconde manche per prendere 4 semifinali. La ciliegina sulla torta è arrivata con la demo-run per semifinali e finali di domani  alla fine delle gare di oggi. Infatti i tracciatori (Smith e Devaux) hanno pensato bene di complicare le cose e nella prima discesa degli apripista, tra l'altro tutti giovani francesi di ottimo livello, si sono resi conto, dopo diversi salti di porta,  che alcune combinazioni erano proprio assurde. Quindi nuove modifiche e l'attesa per la dimostrazione del percorso intero abbiamo dovuto aspettare praticamente fino alle 8,45 post meridian!
Ho sempre parlato poco delle donne in canadese, ma oggi voglio usare questo spazio e le ultime forze che mi sono rimaste prima di addormentarmi per congratularmi con Nuria Vilarrubla che con la sua discesa di qualifica mi ha catturato e mi ha regalato emozioni.  Il suo stile è quello di Cipressi o forse è Cipressi che ha lo stile di Vilarrubla... leggera come una piuma al vento, efficace come il volo di un falco, bella, simpatica e dolce come un fiore di primavera. Veloce a cambiare lato di pagaiata  come un giaguaro che agguanta la sua preda.
Il suo tempo di manche è stato 116,33 che rappresenta il 19,2% da Peter Kauzer che ha vinto la qualifica nel kayak maschile. Il tempo di Nuria le sarebbe valso il 29esimo posto fra i C1 uomini e fra le donne in kayak sarebbe qualificata per la semifinale con la seconda manche. La spagnola si è portata a casa la vittoria e il passaggio in semifinale con un margine di 9 secondi e 52 sulla britannica Mallory Franklin. Il futuro in questa specialità inizia a parlare spagnolo o meglio catalano considerando il fatto che la brava e bella atleta vive e si allena principalmente a La Seu d'Urgell e aspetta con ansia il 2020 per vedere coronato il sogno olimpico.
Nel kayak maschile fuori nomi importanti e che ritroveremo ai Giochi Olimpici come lo statunitense Michael Smolen,  il neozelandese  Mike Dawson e il russo Pavel Eigel.  Fuori anche il polacco Mateusz Polaczyk, lo sloveno Martin Albreht. Tutti dentro i tre italiani De Gennaro, Romeo e Molmenti, mentre con il 30esimo tempo in prima manche passa Hannes Aigner il tedesco bronzo a Londra 2012 e che sarà al via a Rio 2016.
C1 soffre Sideris Tassiadis che deve ricambiarsi per scendere in acqua anche nella seconda discesa dopo aver fatto una prima prova disastrosa. Fuori gli italiani Colazingari e Cipressi. Quest'utlimo bene fino alla 17 e poi manca l'aggancio nel bucone  e si ferma.
Nel Kayak femminile nessuna donna importante esclusa. Funk vince la prima manche e grazie a Dio, o meglio grazie alle selezioni tedesche, non sarà al via a Rio e questo ci facilità il compito considerando come sta andando già da tempo la tedesca dalle lunghe leve.
C2 senza sorprese.

Domani semifinali e finali per C1 uomini e donne più kayak maschile.

Occhio all'onda!

Percorso per le qualifiche non banale

Al centro il tecnico del Brasile Guille Diez Canedo con due atleti del kayak rispettivametne a  sinistra Ricardo Taque  e Guillermo Mapelli

Prima di parlare del tracciato di qualifica devo dire che ho visto pagaiare gran bene Sebastian Combot anche se c'è da sottolineare che il fattore campo in questi casi è un gran bel vantaggio. Veloce e sicuro come pochi altri, poi si sa la gara è un'altra storia, ma le premesse ci sono tutte per vederlo protagonista a partire già da domani e poi sicuramente a Rio. Mi piace il modo con cui prepara le risalite amministrando molto bene la velocità di entrata per poi gestire la rotazione facendo intervenire tutto il corpo, gambe comprese.
Veniamo al tracciato disegnato dal tecnico di casa Pierre Devaux e dall'allenatore della Russia, ma inglese di nascita, Nick Smith, che definirei assolutamente non banale considerando che si tratta di una qualifica.
Si parte con una combinazione di porte sfasate, ma non troppo, che ti costringono a preparare bene la prima risalita a sinistra. Il canalone è da affrontare senza titubanza alcuna. Prima con una discesa praticamente in morta su cui bisogna ruotare per riprendere quel filo di corrente che ti rilancia dentro all'altra discesa in morta. Una volta superati illesi questo tratto c'è da non perdere la concentrazione neppure nella curva perché lì ci sarà da decidere bene se uscire stretti o larghi dalla risalita a sinistra. Dopo il ponte arriva il bello con la combinazione sul buco più grande del tracciato che deve essere assolutamente usato per entrare nella risalita 17. Quindi ancora una dritta-retro e poi ultima risalita a destra prima dello scatto finale. Questo percorso non ha confronto rispetto ai tracciati di qualifica di Ivrea e La Seu d'Urgell dove in certo senso si poteva gestire il passaggio del turno in maniera diversa. Qui bisogna affrontarlo in maniera aggressiva, nel senso che non si possono avere  errori, impossibili da recuperare, ma non si deve neppure esagerare nel senso opposto. Certo è che sarà un venerdì di passione per molti atleti.

Cerimonia di apertura che non saprei come definire considerando il fatto che molti dettagli legati al protocollo non sono stati rispettati. Mi è piaciuta l'idea dell'orchestra dei giovanissimi anche se si sarebbe potuto gestire il tutto in maniera più precisa.
Non ho capito come interpretare uno striscione apparso  durante la cerimonia di apertura con la scritta "Nos rivières ne sont pas des poubelles", forse si voleva lanciare un messaggio preciso ai politici presenti dicendo che i nostri fiumi non sono pattumiere e quindi bisogna avere più attenzione in questa direzione? Strano perché la Francia e specialmente la FFCK ha sempre avuto un occhio di riguardo in questa direzione tanto è che fa bella mostra un manifesto con la scritta: "FFCK & EDF - 25 ans partenaires de territoires"

Occhio all'onda! 




 

Il dettaglio nella terza prova di Coppa del Mondo di slalom

Risulto essere pesante e probabilmente ripetitivo, ma qui mi sconvolgono i particolari che in ogni dove mi colpiscono. Questa mattina al Team Leader Meeting non posso non fare caso alle cartelline che ci vengono consegnate al momento della registrazione. Altrove, questi contenitori di documenti, sono anonimi o si usano quelli di eventuali sponsor, ma qui no. Qui sono specifici con tanto di logo e di scritte relative  alla Coppa del Mondo: banale qualcuno potrebbe pensare o scontato, ma non è così. Finita la riunione prendo il pulmino e per uscire sulla strada devo passare sotto ad un cavalcavia che è completamente ricoperto da un manifesto gigante da entrambi i lati. Parcheggio sotto la collina e trovo i segnali che indicano i parcheggi per la gara. Esco e c'è una indicazione stradale che indica che strada prendere per andare allo stadio dell'acqua viva. Mi arrampico per la  scalinata principale, scollino e mi trovo difronte ad un grande manifesto per il festival dell'acqua viva. Tutto bene, ma non posso nemmeno per un momento dimenticarmi che sono qui per la Coppa del Mondo di Slalom. Entro in un negozio in cui l'anno scorso con Amur avevo fatto qualche acquisto di pantaloni di variopinti colori e il commesso, tra l'altro un tipo molto particolare, mi chiede se sono qui per le gare di canoa... noooooo anche qui canoa, canoa, canoa! Torno, prendo il mezzo e vado a prendere gli atleti con cui ho un appuntamento per il pranzo. Cinque minuti ed entriamo nel centro commerciale vicino all'hotel  e cosa c'é in bella mostra: una canoa che penzola dal tetto e sotto un cubo con l'invito di compilare una scheda per vincere entrate allo stadio della canoa e per una settimana bianca per il prossimo inverno. Insomma tutto qui è finalizzato a questa manifestazione e allo sport che amo.

La giornata si chiude con il classico benvenuto offerto dal comitato organizzatore ai Team Leader e agli allenatori. A presiedere il tutto è Tony Estanguet che dice una cosa interessante:"dobbiamo restare uniti e riunire tutte le varie discipline della canoa assieme" . Ovviamente concordo ed è dal 2001 che vado dicendo questo, peccato solo che nessuno mi ha dato credito!
La serata finisce discutendo fino a tardi dei nuovi sistemi per rilevare le penalità. Poi parlo a lungo con Juraj Minčík sull'assurdità di togliere dal programma olimpico il C2, ma con il campione slovacco sono duro e attribuisco tutte le responsabilità a noi  che non siamo capaci di portare avanti uniti una strategia.

Domani la discesa disputa la prova classica non posso mancare questo appuntamento tanto più che hanno confermato l'arrivo dopo l'ultimo salto, quindi spettacolo garantito e ... vinca il migliore.

Occhio all'onda! 

foto di gruppo all'incontro fra team leader e coaches

Tony Estanguet ascolta interessato l'allenatore russo sulla sua proposta per una porta da slalom con un sistema di rilevamento delle penalià

Le Festival de l'Eau Vive

Gli uomini che desiderano conoscere il mondo
devono imparare a conoscerlo nei particolari.
Eraclito (filosofo greco antico 535 a.C. - 475 a.C.)



Ne vogliamo parlare oppure no del podio che fa bella mostra di sé giusto all'arrivo del canale di Pau? Anche un piccolo particolare  è fonte di uno studio attento e specifico e ricorda una delle tante onde di un tracciato che si inserisce a lato del fiume in maniera molto naturale e senza nessun impatto ambientale. Infatti per creare morte , riccioli e giochi d'acqua non sono stati usati i classici blocchi in plastica verdi o azzurri, ma pietre naturali e l'effetto è quello di un torrente alpino. Il canale si alimenta con il fiume quando ha acqua a sufficienza altrimenti ci sono le pompe per garantire il regolare  funzionamento... piacerebbe anche al mio amico Carlo Alberto!

Il coinvolgimento totale è l'altra arma di cui dispongono i bianchi di Francia, considerate infatti che molti servizi sono coperti da persone anziane magari già in pensione che sono ben felici di aiutare e di essere protagonisti in una manifestazione così grande e con una risonanza mondiale; c'è pure un manuale: "Guide volontaires" dove chi fosse interessato può avere tutte le informazioni per fare parte integrante di questa macchina organizzativa che non lascia nulla al caso o all'improvvisazione.  Poi ci sono le scolaresche che puntuali arrivano ogni giorno sul campo di gara guidate dai loro insegnati che vengono affiancati da uno o più atleti della squadra nazionale ottenendo così un doppio risultato: il primo è quello di istruire le nuove generazioni in modo preciso e corretto e il secondo è quello di far conoscere ai giovani i campioni della canoa offrendo modelli da imitare e seguire.  C'è un enorme tendone della Fédération Française de Canoë-Kayak (FFCK) ed é ovviamente posizionato nel miglior posto possibile  con la funzione di accogliere gli associati, i club,  gli atleti e i supporter e c'è pure una altro stand chiamato "Defis Zone" letteralmente "Zona delle Sfide" sempre ad opera della FFCK dedicato all'animazione nautica per grandi e piccoli che dura tutta la settimana in quello che viene chiamato "Le Festival de l'Eau Vive"... "Il Festival dell'Acqua Viva".
Non ho detto nulla sulla promozione che ha invaso tutta la città. Manifesti ovunque giganteschi sulle strade di accesso alla cittadina francese e poi  in centro ci si sbizzarrisce con ogni forma di pubblicità. Di notte la foto del manifesto che è quella di Paul Graton (Campione del mondo sprint  2015 a Vienna) si illumina a giorno.
Siamo solo a martedì, non so se arriverò a domenica perché qui è un crescendo di emozioni ed eventi e speriamo che il cuore regga!

Occhio all'onda!




Chiusa la seconda gara di coppa in Spagna e la carovana si trasferisce in Francia



Ho scritto nel post precedente che La Seu d'Urgell è fonte di ispirazione per i motivi che sono andato a descrivere. Pau viceversa diventa il mio  alter ego dove si fonde la gioia di vedere tutto ciò che è  perfetto per la canoa  con  l'invidia di non poter veder realizzato tutto questo da noi.  Sembra tutto così facile, scontato e soprattutto naturale per i transalpini.  Quando sono arrivato al canale per il primo allenamento, questa mattina,  mi sono trovato immediatamente immerso nel paradiso della pagaia. Un canale con connessi e annessi  che si sta vestendo per ospitare la terza gara di coppa del mondo di slalom e contemporaneamente la finale di Coppa del Mondo di discesa con le prove di classica, sul fiume, e quella di sprint sul canale usato normalmente per lo slalom. La Francia dopo praticamente 21 anni riesce così a rimettere assieme lo slalom con la discesa. L'ultima edizione a discipline congiunte fu praticamente nel 1995 quando si  disputarono i campionati del mondo in Inghilterra rispettivamente quelli  di discesa  a Bala  e quelli di slalom a Nottingham. Fino al 1993 era uso e costume disputare le prove iridate congiuntamente. Nel 2002 il settore discesa inserì il mondiale anche per lo sprint con cadenza biennale fino alla prova di Ivrea del 2008  e poi con cadenza annuale. Ricordo bene quell'esordio della disciplina dello sprint in Val Sesia considerato il fatto che allora ero direttore tecnico per l'Italia per il settore slalom e discesa e credevo molto nella possibilità dello sprint di entrare negli sport olimpici se solo avessimo proseguito per il cammino intrapreso, ma si sa che non bisogna mai rimpiangere il passato e quindi guardiamo avanti.

Quello che verrà messo in scena questa settimana è praticamente una prova generale per il prossimo anno quando qui si metteranno in palio i titoli iridati dello slalom e dello sprint dal 23 settembre al primo ottobre. 

Non ho detto nulla sulle gare di domenica in quel di Spagna. Mi è piaciuto un commento che ho letto su Facebook che riporto pari pari:" Seriously??! Do you really want to remove c2 from the olympics? Maybe you must watch more c2 finals and understand how amazing they are.. Thanks for the show Pierre-Antoine Tillard Edern LR Dani Marzo Suñé Jesus Perez Masco David Schröder #‎SaveC2 #‎PlanetCanoe #‎ICFslalom #‎ILoveC2

Post di Raffaello Ivaldi che ha avuto in poche ore molte condivisioni e tanti "mi piace".  In effetti è un'assurdità togliere questa storica barca dalle Olimpiadi e poi andare a mettere lo  "cross slalom" per dare un contentino per quanto tolto malamente.

La gara del kayak femminile è andata come da copione con Maialen Chourraut trionfatrice e una Ana Satila ancora in finale, peccato per la brasiliana un errore tra la 12 e la 13 le he negato di coronare la seconda gara di coppa con qualcosina in più!

La gara in terra catalana ci permette di fare qualche considerazione facendoci aiutare dai numeri che ci dicono che il livello dietro ai migliori è migliorato notevolmente (si veda tabella qui sotto riportata), ma avremo modo di verificare e di parlarne in maniera più approfondita.

Occhio all'onda! 


In viaggio verso Pau
 
percentuali di distacco dal miglior tempo di gara nelle varie fasi di gara: qualifica, semifinale e finale - dal confronto di queste due gare si nota il miglioramento fatto dietro ai migliori -


Prindis su tutti

La Seu d'Urgell è  fonte di ispirazione per me e alimenta sempre  la mia collezione di oggettini legati alla canoa. Anche questa volta, sulle bancarelle che fanno da contorno allo scenario delle gare ho trovato alcune cose carine legate alla canoa  come degli orecchini per Amur o la collana in legno con una canoa o i magneti con le canoe per il frigo di casa sul quale presto non si potrà più attaccare nulla. L'alternativa  sarà quella di dotarci di un secondo frigorifero o fare una selezione, ma si sa che non sarà facile optare per questa seconda soluzione! Chi deciderà cosa scartare?
Carina anche la canoa ricamata con i colori delle varie nazioni. Io ovviamente ho preso quella italiana e ho chiesto se per domani la signora riesce a farmi una canoa con i colori del Brasile. Per onestà dovrei pure prenderne una con la bandiera spagnola e una con quella irlandese, così avrei tutte le canoe con le bandiere delle nazioni per cui ho lavorato.
Ma veniamo alle gare che hanno visto un protagonista assoluto e cioè Vit Prindis che prima ha vinto l'oro nel K1 maschile e poi ha bissato la vittoria pure nel Cross Slalom. Cosa dire di questa gara che si sta sperimentando in ogni località dove si svolgono le prove di Coppa del Mondo e con formule diverse per arrivare a presentare presto al CIO un formato ideale  per i giochi di Tokyo 2020? Secondo me siamo sulla buona strada anche se attualmente i migliori atleti non partecipano per evitare incidenti a 55 giorni dai Giochi Olimpici. Credo che a Praga e a Tacen assisteremo a delle belle gare anche nel Cross Slalom.  Certo è che il vantaggio di questa prova è quello di capire praticamente subito chi è il vincitore e alla gente questo particolare attira non poco. Stiamo seguendo quello che diversi anni fa aveva fatto la Federazione Ciclistica Internazionale con la BMX tanto da arrivare ad inserire questa prova nei Giochi Olimpici.  L'obiettivo è quello di dare vita ad una prova tecnicamente più facile e più avvincente con scontri diretti tra atleti, così facendo potrebbe esserci un maggior interesse da parte delle ditte che costruiscono canoe in polietilene per  investire tempo e denari per promuovere questo tipo di attività che potrebbe portare benefici economici a tutti. 

Deve essere scritto da qualche parte nel cielo che una Fox deve prendere medaglia nel C1 visto che dopo la rinuncia a gareggiare di Jessica per preparare al meglio le Olimpiadi in kayak, ci pensa Noemì (classe 1998) a rimpiazzare degnamente la blasonata sorella, nella gara vinta dalla padrona di casa Nuria Vilarrubla che assieme alla compagna di squadra, seconda classificata, Miren Lazkano salva l'onore alla Spagna. Padroni di casa deludenti considerato il fatto  che non prendono  le finali in K1 e in C1 uomini. Prima Ander Elosegui (bronzo ai recenti europei) non riesce  a passare all'ultima fase di gare per un banale tocco e subito dopo Samuel Hermanz con un 50 abbandona i sogni di gloria in un anno decisamente negativo per lui, quando sembrava aver in mano grandi opportunità.

 
Non ho scritto nulla dei C1 uomini... beh non posso fare tutto io! Andate a guardarvi le classifiche su canoeliveresults e poi magari ne parliamo assieme.

Domani K1 donne e C2 poi l'intera carovana si sposterà a Pau (Francia) per la terza gara di Coppa del Mondo prima della lunga pausa per lasciare spazio ai Giochi Olimpici... meno 55 giorni anzi 54!

Occhio all'onda! 






Alberto Diez Canedo con la mamma e la fidanzata; quest'utlima è stata la protagonista del balleto nella cerimonia di inaugurazione della prova di Coppa del Mondo qui a La Seu d'Ugell -

Sulla sinistra Alberto Diez Canedo che spiega agli amici di non sapere il motivo per cui è stato eliminato dalla finale del Cross Slalom dopo aver vinto tutte le varie prove di qualifica... va a capire l'ICF! Al centro Nuria Vilarruba vincitrice nella canadese monoposto nella prova di slalom -

Qualifiche con qualche eliminazione a sorpresa

Nuria Vilarrubla, qui ritratta sui manifesti ufficiale, sarà sicuramente la protagonista nella canadese monoposto femminile
Qualcuno dovrebbe spiegarmi come è possibile essere protagonisti in casa nella prima gara di Coppa del Mondo,  prendendo pure  un argento, e,  cinque giorni più tardi,  mancare la qualificazione in semifinale nella seconda gara di Coppa del Mondo. Eppure  su questo  tracciato,  che si conosce bene,  si è pure saliti sul gradino più alto del podio in una edizione di Coppa che se non ricordo male era quella del 2010. Bene dopo questa premessa posso dire che tutto ciò è successo a Daniele Molmenti,  campione olimpico uscente,  che in prima manche tocca la porta 20 ed è costretto passare per il ripescaggio della seconda discesa, ma anche qui le cose non vanno per il verso giusto e il  50 alla risalita 11 chiude le porte in faccia al friulano che sembra non passare un bel periodo agonisticamente parlando. Anche senza il massimo delle penalità il campionissimo non sarebbe riuscito andare comunque oltre, considerando che il suo conterraneo e compagno di squadra in nazionale Andrea Romeo ha fatto meglio di lui pure come tempo, prendendo l'ultimo posto a disposizione per accedere alla semifinale di domani.  Fuori dalla semifinale pure Vavrinec Hradilek che sembra avere più la testa nella sua nuova avventura commerciale (sta aprendo un bar su una chiatta sul fiume a Praga) che tra le porte dello slalom che gli hanno regalato notorietà, ma prima tanti sorrisi e gioia di vivere. Nei Kappa uno uomini mi è piaciuto Jakub Grigar lo slovacco che metto tra i candidati ad una possibile medaglia a Rio 2016. Classe 1997 è sicuramente un talento considerato il fatto che ha già al suo attivo due mondiali vinti da junior e all'esordio da senior ha già dimostrato di essere un elemento interessante. Piccolo giallo nella squadra francese poiché non si è capito il motivo per cui Boris Neveu, iscritto e presente nei giorni scorsi in allenamento, non è partito.
Nel kayak femminile arriva ancora una conferma di spessore da Ana Satila che si infila dietro a Maialen Chourraut indiscussa prima donna su queste acque. Anche in rosa nomi eccellenti fuori dalle 30 che si qualificano per la semifinale di domenica  a partire dalla tedesca Lisa Fritsche, dalla ceca Veronika Vojtova e da una Elena Kaliska che sembra decisamente fuori rotta.  Mi ha fatto invece tenerezza vedere Stephanka Hilgertova (4^ in qualifica) farsi fotografare fra un cespuglio di rose. Ho scoperto poi che la foto l'ha postata in Facebook commentando con parole tenere quella sua posa poetica fra il fiore dei fiori per lo più rosse!
Nella canadese monoposto Matej Benus, pur non tirando alla morte lo sprint finale, che qui è piuttosto lungo, mette la punta davanti a tutti. Comunque nessun nome importante è rimasto fuori. Cosa che invece è successo nel C2 visto che i campioni europei Kucera/Batik resteranno sulle rive a godersi le gare dei loro colleghi senza possibilità di dire la loro in acqua. Anche l'equipaggio Florence/Hounslow è  costretto a fare il ripescaggio per proseguire nella gara, ma in parte la débâcle dei due britannici è giustificata dal fatto che David Florence è arrivato in Spagna solo ieri poiché è rimasto a casa ad assistere alla nascita del suo secondogenito: la piccola Josie Lorraine e ovviamente lunga vita alla Regina!
Le donne in C1 hanno una protagonista su tutte ed è Nuria Vilarrubla che vince con facilità considerando il fatto pure che Jessica Fox per il momento sembra aver messo il suo C1  in stanby o meglio in riflessione olimpica, probabilmente per lei se ne riparlerà solo dopo le gare a cinque cerchi. Quindi all'atleta locale, tra l'altro immagine di questa coppa del mondo sui manifesti sparsi per la città, ha l'onore di aver portato a termine una qualifica con un ottimo tempo.
In serata, con un cielo che si faceva sempre più scuro e nero,  abbiamo seguito la dimostrazione del percorso per le gare di semifinale e finale... non male bisognerà pensare per bene perchè ci sono delle combinazioni molto  interessanti e complesse.  Da una prima impressione le cose non sembrano tanto facili e scontate.

Occhio all'onda!

Nel segno della tradizione a La Seu d'Urgell

Mi ha emozionato il balletto sulle note dell'inno dell'ICF questa sera alla tradizionale cerimonia di apertura della seconda gara di coppa del mondo qui a La Seu d'Urgell.  Dovrei attingere alla poesia lirica dannunziana per cercare di condividere  le emozioni che con una semplicità unica e speciale questi tre artisti sono riusciti a trasmettere attraverso la loro gestualità corporea. Hanno perfettamente interpretato artisticamente l'arte dello slalomista trasformando il complesso gesto tecnico, allenato e studiato fino all'esaurimento delle energie,  in arte  e teatralità. Mi ha entusiasmato la semplicità e la capacità del nostro corpo di muoversi con la musica riproducendo gesti che da sempre fanno parte del mio dna.
I fuochi d'artificio poi hanno chiuso la cerimonia aprendo viceversa le danza che domani seguiremo sul canale olimpico spagnolo. La Seu d'Urgell ospita la sua sedicesima edizione di Coppa del Mondo dopo aver organizzato 2 campionati del mondo (1999 e 2009) e una olimpiade (1992) e nel 2019 organizzerà ancora un mondiale che varrà una qualifica Olimpica per Tokyo 2020.

Il percorso di qualifica è stato disegnato da Marc Domenjo, che su queste acque è nato canoisticamente prima di trasferirsi a Lee Valley per allenare gli inglesi, e dal tedesco Apple. Il risultato è stato secondo me ottimo considerando il fatto che i due colleghi hanno dato spazio alla velocità e alla scorrevolezza. Un classicissimo tracciato dove le risalite sono da fare come insegnano i grandi manuali dello slalom moderno e le discese sono da prendere tutte con la massima centralità.

46 le nazioni al via, 11 in più rispetto ad Ivrea e le categorie sono molto più popolate. Previsioni del tempo sembrano stabili quindi non ci rimane che aspettare i risultati di domani per commentare la prima giornata di questa seconda gara di Coppa nell'anno domini che per gli sportivi è principalmente quello  olimpico!

Occhio all'onda! 
 

Un viaggio di trasferimento ricco di emozioni


Ana e Cathy grande feeling fin  dal primo momento unite entrambe dalla forza della corrente -
Quando arrivo a La Seu d'Urgell non resisto e faccio il pieno di "Gazpacho" lo prendo per pranzo e per  cena perché come lo preparano qui al ristorante dell'hotel Avenida non lo trovo altrove. Forse non tutti sanno che si tratta di una zuppa fredda a base di peperoni, pomodori, cetrioli e cipolla, poi un goccio di olio crudo e qualche pezzetto di cipolla tagliata completa l'opera d'arte di questo piatto che ti lascia un sapore super raffinato e ha la capacità di rendermi contento.   In Spagna ci siamo arrivati in una lunga notte attraversando il Frejus e poi giù verso Montpellier per poi salire sulle montagne deserte illuminate da mille stelle. La strada la conosco praticamente da sempre e cioè da quel lontano 1991 quando venivamo qui per preparare le Olimpiadi. Di anni ne sono passati tanti e il canale sovrastato dal Cadì  è diventato una tappa fissa nella mia vita fra i paletti dello slalom dell'acqua che corre.

Guidando, dopo che i miei atleti presto sono stati catturati da Morfeo, ho iniziato a ripensare alle tante emozioni che ho vissuto nella passata settimana in Italia a Ivrea, per la prima prova di Coppa del Mondo. Ho rivisto il tempo che Cathy Hearn ha dedicato ad Ana Satila e sono rimasto sbalordito come in un attimo Cathy e Ana sono entrate in sintonia. E' bastata la vicinanza di due splendide donne unite dalla stessa passione e  in un attimo è esplosa una energia positiva da farmi venire i brividi. Il sorriso ancora più intenso della mia atleta e gli occhi lucidi e profondi della mia ex collega di lavoro, da cui sempre apprendo tantissimo,  mi hanno regalato emozioni e gioia. Cathy ha suggerito ad Ana di cercare dentro di sé quel punto di connessione tra le braccia e le gambe per diventare un tutt'uno con lo scafo che si indossa. Lì è il segreto!  Concetti sui quali da molto tempo baso la mia idea di pagaiata perché non servono forza e resistenza solo, ma bisogna metterci pure quell'energia che ci permette di trasformare una pagaiata in una ragione di vita!
E' stato bellissimo, anche se si è trattato di una sola sessione, vederle lavorare assieme con un feeling che sembrava costruito da anni di convivenza in comune. Grazie a Cathy e grazie ad  Ana che speriamo possano ritrovarsi un giorno per lavorare assieme più a lungo.
Non posso nascondere neppure la forte emozione che ho vissuto indirettamente immedesimandomi in Zeno che è venuto ad assistere alle gare e ha visto trionfare due suoi compagni di squadra. Lui fermo al palo per una ragione che nessuno poteva prevedere e tanto meno immaginare, una appendicite acuta a tre settimane dalla selezioni. Lui che a Ivrea lo scorso anno aveva vinto la gara  internazionale e che quest'anno nella prima prova di selezione aveva messo tutti dietro. Poi il triste epilogo una settimana più tardi a Liptovsky. Ma si riprenderà grazie anche a quel feeling che lo lega al fratello Raffy che ha preferito anche lui rinunciare a gareggiare ad Ivrea per l'apertura di coppa per concentrarsi sugli esami di maturità e dare il giusto tempo ad ogni cosa.  Poi ci sarà l'estate e ci sarà nelle loro braccia e nei lori cuori tanto slalom e tanti chilometri da fare per rincorrere un sogno che inizia oggi a quattro anni di distanza.
Poi la strada si fa più tortuosa con la salita e le tante curve dell'ultimo tratto di cammino verso La Seu con  le prime luci dell'alba  che mi hanno destato da tante emozioni.  Mi  concentro per rimanere bello visto dopo tante ore di guida fra poco saremo in albergo, giusto il tempo per distribuire le camere e poi un tuffo nel tanto sospirato letto!  
La prima tappa di Coppa del Mondo si è conclusa e per noi anche molto bene, andiamo avanti e guardiamo fiduciosi il futuro, ancora però il tempo per fare i complimenti alla grande organizzazione messa in piedi ad Ivrea. Nel futuro ci saranno alcuni dettagli da curare e migliorare, ma la strada è segnata più che positivamente

Occhio all'onda! 


A Ivrea si sono riviste tante persone e tanti amici tra i quali anche il grande Carlo Alberto Cavedini qui con Marina

Marina grande & Marina piccola 

 

Italia protagonista anche in acqua

Giovanni De Gennaro in azione in finale (foto @Zeno Ivaldi)
Spunta pure il sole per mettere al collo a Giovanni De Gennaro un oro nella prima prova di Coppa del Mondo con un   Daniele Molmenti che mette pure  la ciliegina sul tutta la manifestazione con il suo  secondo posto proprio alle spalle del collega forestale e di nazionale.
Bello il tracciato disegnato da Roberto D'Angelo (come tecnico di casa) e dalla allenatrice elvetica Nathalie Siegrist. Si parte con  una combinazione veloce 1 e 2, quindi  uscita stretta dalla prima risalita a destra per lanciarsi sulla parte più piatta del canale dove i disegnatori hanno pensato bene di mettere alcune porte sfasate prima di entrare in quel budello d'acqua strepitoso e unico che richiede concentrazione e tanta determinazione per il proseguo della gara.  Perdere il controllo della canoa fra quelle onde e ritorni d'acqua potrebbe costare parecchio caro. I K1 uomini entrano in finale tutti con percorso pulito e il bresciano De Gennaro è l'ultimo dei dieci che avranno diritto a giocarsi la finale. Anche il campione olimpico uscente, che a Rio non sarà presente,  accede all'ultimo atto della gara con il nono tempo. I due però non si fanno intimorire e in finale si giocano il tutto per tutto. Bravi quindi ai due atleti che fanno andare in visibilio il numeroso pubblico presente animato dal bravo e competente speaker Luca Rizzardi.
Finale entusiasmante pure nella canadese monoposto con il ceco Michal Jane grande protagonista davanti ad un sorprendente svizzero, Thomas Koechlin, che finisce secondo. Terzo il barbuto francese Kilian Foulon. Bravo pure Roberto Colazingari che prende la quinta piazza in questa finale, ma soprattutto esce da un momento buio della sua carriera sportiva. Speriamo che questo importante risultato gli faccia riprendere fiducia in se stesso. Ammirevole Michal Martikan che solo per un banalissimo salto dell'ultima porta non riesce a salire sul podio. Lo slovacco, dopo aver patito la delusione per l'esclusione olimpica, si è rimesso in sella al suo bolide rosso senza perdere tempo guardando pure lontano.
Fra le donne in ginocchio la solita Jessica Fox si mette al collo il primo oro in Coppa del Mondo con le due britanniche Mallory Franklin e Kimberley Wood rispettivamente seconda e terza. La campionessa australiana sarà in gara pure domani nel kayak.

Pomeriggio dedicato allo "Slalom Cross" questa nuova proposta ICF in chiave olimpica, una sorta di BMX per la bici, che dovrebbe portare al nostro sport un maggior interesse da parte di marche legate all'alto corso e alla produzione di canoe in polietilene. Staremo a vedere per il momento si sperimenta, è ancora presto per parlare dei possibili sviluppi di questa specialità.

Domani K1 donne e C2 poi la carovana Coppa del Mondo si trasferirà nella notte verso la Spagna: destinazione La Seu d'Urgell!

Occhio all'onda! 





Prima giornata di gare e Ivrea esce collaudata

A: "siamo pronti alla morte l'Italia chiamò" si è scatenato l'inferno tuoni, fulmini e acqua senza risparmio ieri sera in piazza a Ivrea per la cerimonia d'apertura, ma tutti  contenti di essere lì stretti, stretti sotto gli ombrelli o nel porticato, ma presenti per la cerimonia di apertura della coppa del mondo di slalom 2016 che se pur massacrata  dal classico "tempo da lupi" ha avuto una ouverture in pompa magna.
Ivrea ha radunato e catturato tutti all'insegna della canoa slalom. Ho rivisto vecchi amici venuti qui come volontari come il grande Valerio Zacchi o come spettatori per vedere all'opera gli artisti delle porte da slalom. Poi sono stati coinvolte scuole, università, associazioni sportive, protezione civile, amici, mogli, figli e soci di  un club che fa vedere  al mondo che cosa è capace di fare l'Italia se solo si impegna un pochino.
Prove di qualifica interessanti, con qualche eliminazione di nomi importanti come ad esempio nel Kayak maschile quello di Dawson (NZL) e dell'italiano Romeo. Nella canadese monoposto Alexander Slafkovsky mette tutti in fila con un 91,82 che ci dice la dimensione di questo pagaiatore slovacco che solo poche settimane fa ha vinto, se pur in casa il titolo continentale.
Jessica Fox, la numero uno del ranking mondiale, deve scendere in acqua anche per la seconda manche in K1 perchè nella prima discesa paga un 50 alla porta numero uno. Tanto per la cronaca la prova di qualifica in rosa seduta la vince la brasiliana Ana Satila... che dire iniziano ad arrivare le prime conferme dopo un lavoro iniziato nel 2011!
C2 passano di diritto in semifinale unico obbligo per loro tagliare il traguardo.

Domani sabato 4 giugno di scena C1 donne, C1 uomini e K1 uomini per semifinali e finali confidiamo nel tempo unico neo di questa manifestazione che sta conquistando il cuore e le emozioni di tutti, grazie alla simpatia e la competenza degli organizzatori.

Occhio all'onda!

Tutti contenti di essere a Ivrea

A volte ci si ostina a cercare soluzioni complicate quando invece molto spesso la chiave di volta è nella scelta più banale e semplice che si possa mai immaginare. Fondamentalmente il segreto di una buona navigazione fra le porte di slalom è mantenere la canoa fuori dall'acqua, ma molto spesso gli atleti, anche di alto livello, fanno il massimo per inabissarsi fra onde e riccioli.  Semplice, molto più semplice di quello che si possa immaginare, ma non scontato come invece potrebbe essere. Anche oggi,  guardando gli atleti in allenamento a pochi giorni dalla prima gara di Coppa del Mondo di Slalom, mi sono reso conto che per passare il buco dopo il ponte il trucco è quello di mantenere la canoa piatta. Se c'è necessità di andare a destra o a sinistra l'unica cosa che cambia è l'impostazione che prendiamo prima di accingerci a saltare. L'abilità dell'atleta è quella di saper aspettare senza farsi prendere dal panico del dover fare sempre e comunque qualche cosa. La pala in acqua è l'altro segreto che spesso e volentieri sfugge di mano!

A parte questa nota tecnica qui a Ivrea si respira aria di nuovo e ogni collega, atleta, amico, conoscente ti sorride ed è felice stare qui a pagaiare praticamente in mezzo alla città. La Coppa del Mondo aveva bisogno di un nuovo campo di gara e la "tribù dello slalom" per mutuare i francesi, è estremamente felice di poter gareggiare in Italia dopo tanti tanti anni, forse troppi da quell'Europeo 2000 in Val di Sole che segnò praticamente l'ultimo appuntamento importante per questo sport nella amata Patria per quello che riguarda il settore slalom.

Merano ha perso la sua tradizionale gara internazionale (si veda il numero di parteciapnti di questi ultimi 5 anni)  causa probabilmente di servizi che si fanno pagare troppo offrendo praticamente nulla.

Il tracciato di Ivrea, completato praticamente lo scorso febbraio grazie all'impegno di un intero Club che ci sta credendo nello sport, offre tutto quello di cui  lo slalom moderno oggi ha bisogno e cioè:
- spettacolo
- vicinanza alla città
- facile accesso
- professionalità


un mix che potrebbe dare  una grande spinta a tutto il movimento.
Ancora allenamenti oggi e domani, poi le classiche dimostrazioni del percorso e venerdì si inizia con qualifiche.
Speriamo solo nel tempo che purtroppo non assicura nulla di buono, ma si sa che i canoisti certo non si faranno intimidire da quattro gocce d'acqua che piovono dal cielo!

Uno sguardo anche al settore discesa che da domani a Banja Luka si giocherà i titoli iridati. Rimango perplesso non vedere nelle convocazioni Vladi Panato come tecnico. Ritengo che comunque nel suo ruolo di responsabile del settore giovanile dovrebbe essere presente oltre al fatto che pochi come lui in Italia sono in grado di aiutare la squadra per scelte di linee e per strategia di gara.

Occhio all'onda!