Semplificare per risolvere il problema



Ogni combinazione di porte si risolve e si esegue con un gesto tecnico che ha una sua precisa  velocità ed angolo  di esecuzione specifico per quella determinata  manovra. In effetti, se si pensa bene,  i fondamentali per ogni slalomista sono pochi e chiarissimi:  pagaiata avanti, retropagaiata  e aggancio (Duffek). Nulla di più ci rimane da scoprire se togliamo equilibrio e l'influenza che può aver e assumere l'aspetto psicologico legato alle paure di riuscire più o meno ad eseguire questa o quella manovra.

E mi sembra di aver capito che la stessa cosa è nel tango dove gli unici veri gesti tecnici sono la camminata e il giro!

Semplificare le cose significa risolvere il problema e concentrare l'attenzione attorno a pochi punti principali e fondamentali con la consapevolezza poi che il resto arriva di conseguenza. 

In canoa e in slalom quindi la pagaiata e il giro sono i due punti cardine dell'inghippo sportivo, associati alla velocità (che deve cambiare in relazione all'acqua) e all'angolo di inserimento della pagaia che regola ogni gesto.

La vera difficoltà è nel capire e nello scoprire e quindi nel mettere in essere tutto ciò con la massima semplicità.

Occhio all'onda! 



 

Movimento per il piacere di farlo

Non capisco le persone che appena iniziano a praticare  una qualsivoglia espressione fisica sportiva o artistica sentono la necessità di competere o di esibirsi e dopo solo pochi anni magari pure si mettono ad insegnare. Chissà cosa scatta nella personalità individuale e che cosa si cerca di dimostrare prima di tutto a se stessi e agli altri. Capisco lo stimolo che magari si può avere nel preparare una gara o una performance, ma non riesco però a trovarne il vero significato. Pagaiare, correre, nuotare,  andare in bici, sciare, giocare a tennis, ballare o qualsiasi altra attività legata al movimento diventano espressioni individuali  profonde e personali atte a stimolare l'essere  vivente a migliorarsi. Sono momenti personali creativi che  permettono di percepire magari sensazioni che difficilmente potresti avere restando seduto sul divano di casa. Tutto ciò ti può permettere di entrare in sintonia con gli altri perché condividi gli stessi interessi e di conseguenza emozioni e tempo, vera ricchezza di questa nostra vita. 
Penso anche che insegnare sia una delle cose più impegnative e complicate per la  natura umana. Allenare o insegnare Ie trovo  di una complessità unica che in ogni momento assorbono energia ponendoci in un costante limbo di domande e quesiti rivolti a se stessi. Questo  per cercare di dare sempre il massimo partendo dal principio che l'individualità fa la differenza nella didattica e nelle proposte di allenamento che andiamo a fare o a proporre. 
Per natura non mi piace improvvisare mi piace però  percepire le esigenze di chi mi sta di fronte e di conseguenza  adattare il lavoro a quel determinato momento per le necessità specifiche percepite o proposte.

Ok nulla di nuovo o di particolare giusto una riflessione in questa domenica di aprile guardando e seguendo le  gare di slalom sparse per l'Europa che hanno animato questo week-end. Un bravo pure  a Valentino Rossi che vince in casa del più agguerrito avversario.

Domani si riprende con altri 6 giorni di  duri di allenamenti a 102 giorni dal fatidico 5 Agosto e a  4 giorni dall'accensione del fuoco Olimpico che ora sta vagando per il mondo prima di arrivare qui in Brasile il 3 maggio  e che già ci fa sentire il suo calore.

Occhio all'onda!

Amur, Silvia, Clara e Graziella... grazie!

da sinistra Amur, Silvia, Clara, Graziella ed io: beato fra le donne!
Guardo la foto e mi rendo conto di  sorridere e di essere fortunato. Guardo questa foto e non posso non percepire il calore che i loro sguardi mi trasmettono e soprattutto  non posso ignorare l'amore che ricevo ogni qualvolta ci abbracciamo per un'altra indimenticabile e passionale tanda. Non posso ignorare l'energia che queste quattro magnifiche donne mi regalano ogni volta che  ho la possibilità di passare qualche giorno nella mia  città. Ieri sera l'ennesima conferma, prima del mio ritorno per il Brasile,  con un "picnic after lesson" tenuto nascosto fino all'ultimo e iniziato con carote e finocchio crudo intinti in un hummus fatto da Clara. Ahahaha Clara, ma che personaggio è mai questa bella donna tanguera, professoressa per vocazione e che ti allieta a qualsiasi ora del giorno e della notte parlandoti del tutto e del di più senza mai stancare o annoiare? Energia allo stato puro quando balli, energia in macchina, energia cenando, energia in quel corpo minuto e scattante che non risparmia nulla in un rapporto di amicizia sincero e delicato. Se fossi uomo, voglio dire se fossi uomo senza Amur, le farei una dichiarazione di amore eterno ma con delicatezza e rassicurandola sulla reciproca libertà... non ama sentirsi pressione addosso, lo dico per gli ometti che la tallonano stretta stretta.
La pizza, il paté di olive, gli affettati mentre le lancette dell'orologio camminano verso il nuovo giorno. Ci sono temi profondi da sviscerare secondo coscienza e conoscenza che sempre animano le nostre rimpatriate.  Poi c'è la macedonia  della maestra che pensava di dover sfamare un esercito intero tanti  i frutti freschi tagliati pensando che bisognava fare qualcosa per Ettore che parte!  Ahahaha Graziella! La nostra maestra non solo nel tango, ma di vita. Mi affascina sempre per quello sguardo profondo ed intenso che ha ogni qualvolta ballando, parlando, vivendo ha verso Graziano. Lei che lo guarda dal basso verso l'alto, lui che la guarda dall'alto al basso con delicatezza.  C'è quell'intesa che si costruisce con e nel tempo, mentre c'è quell'intensità che solo una profondità di sentimenti ti può dare e regalare. 
Le "pere della Silva" sono preparate con cura e delicatezza... ahahahhah: ci vuole lo yogurt naturale, l spezi arabe  portate da un'amica, ma soprattutto ci vuole tanta passione e che onore che tutto ciò sia stato fatto pensando a me! Una torta delicata e alternativa  "le pere della Silvia" come delicata e alternativa   è la sua fautrice. I suoi abbracci hanno intensità e calore, le sue parole hanno amore, il suo sorriso mi regala tranquillità e gioia.
Poi c'è Amur sintesi di una perfezione di donna che racchiude in sé l'essenza della bellezza della vita. Mi chiedo cosa ho fatto per meritare tutto ciò. Forse si tratta solo di una ancestrale cabala legata al mio giorno di venuta su questo pianeta, se così fosse ringrazio il destino che mi regala momenti forti e carichi di emozioni e che mi accompagna sempre in questo mio peregrinare per il mondo.  Grazie a queste fantastiche quattro donne che sempre sono fonte di energia e piacere dando alla mia vita  colori forti ed energia pura.


Occhio all'onda! 

Viva la Tribu Baylacq!

Marie Zelia Lafont con il suo allenatore Didier Baylacq
Ho a lungo parlato dei K1 uomini, inutile nascondere l'interesse per questa categoria considerando il fatto che secondo me è stata la specialità  in cui il duello tra Combot e Neveu ha infiammato gli animi. In realtà altri drammi e gioie si sono concretizzati pure fra le donne considerando il fatto che Emilie Fer, campionessa olimpica in carica, campionessa del mondo 2013 e terza agli europei nel 2014 ha gettato la spugna all'ultima gara quando sembrava ancora in corsa per qualificarsi a Rio 2016. La 33enne nata a Saint-Maurice, una cittadina dell'Île-de-France, ha capitolato malamente, troppe le penalità a suo carico e ne ha approfittato la 29enne  Marie-Zelia Lafont. Ora raccontarvi di quest'ultima atleta non è facile considerando il fatto che è veramente un personaggio fuori dalle righe: sembra venuta dal nulla, ma soprattutto dà l'impressioni di vivere in un mondo tutto suo. E' allenata da Didier Baylacq e qui dobbiamo spendere anche per lui due parole considerando il fatto che Didier, oltre ad essere un amico, è un allenatore non inquadrato negli staff tecnici della federazione, ma è quello che definiremmo un "libero professionista". Ha un passato come atleta nel settore discesa, poi ha messo su famiglia e ha iniziato a vagare per il sud America con il suo camper. Qui ha conosciuto Adrian Rossi e nasce una  collaborazione per allenare nello slalom i ragazzi argentini. Tornato in Patria a Pau ha costituito la "Tribu Baylacq" offrendo consulenze tecniche a chi ne avesse avuto bisogno. Torniamo però a Marie-Zelia Lafont che da Junior prende due bronzi nelle gare a squadre ai campionati europei. Poi da senior è 7^ ai Campionati d'Europa lo scorso anno, mentre nel 2013 a Praga è sesta in finale al Campionato del Mondo. Ha preso una sola finale in coppa del mondo, quella cioè di Augsburg nel 2013 ed è Campionessa di Francia nel 2015. Nella settimana di selezioni piazza subito una stoccata vincendo la prima gara con 2,55 sulla Fer. Poi sarà solo 9^ nella seconda gara per un salto di porta e una penalità, ma dalla sua rimane il tempo che è ancora ottimo. Nell'ultimo giorno parte al risparmio ed è in ritardo sul prima intermedio alla porta 8, ma da qui inizia il suo cammino verso Rio ha una seconda parte di discesa velocissima e il suo meno 2,98 lo testimonia. Tocca però la porta 16 e va a chiudere a 0,05 dalla vincitrice che sarà Carole Bouzidi. La terza gara invece della campionessa olimpica è tutta in attacco ma decisamente sporca infatti tocca la 7 e la 8 poi ancora la 18 e per concludere pure la 22. Neppure con zero penalità sarebbe riuscita a battere comunque Lafont che evidentemente in questi giorni ha dimostrato di essere pronta ad indossare la maglia francese per rappresentare il suo paese ai Giochi Olimpici.
Chi rimane fuori da tutti i giochi invece è Nouria Newman l'eclettica pagaiatrice che non si limita solo con lo slalom, ma l'alto corso e le spedizioni su molti fiumi del mondo l'attirano in continuazione e a mio modestissimo avviso sono il vero limite per lei nel momento in cui si esprime fra i pali dell'acqua mossa.

Una curiosità a Rio 2016 non ci saranno i campioni olimpici di Londra  nella canadese monoposto, Tony Estanguet ha chiuso la sua carriera proprio dopo questa gara. Fra le donne abbiamo visto la sconfitta alle selezioni di Emilie Fer, mentre nella canadese biposto non ci saranno neppure Timothy Baillie e Etienne Stott. Il primo si era ritirato un anno dopo i Giochi, mentre Stott è risalito in barca con Proctor, ma non hanno conseguito il pass olimpico sono per il momento le prime riserve nel caso in cui Houslown-Florence dovessero avere problemi.
Rimane a questo punto solo in gioco Daniele Molmenti che fra pochi giorni scenderà in acqua per il primo turno di selezioni per la squadra italiana... staremo a vedere se il destino lo aiuterà oppure se ha deciso che a Rio 2016 non ci debba essere nessun campione olimpico in carica a gareggiare.

Piccolo sguardo alle selezioni tedesche che si sono svolte ad Augsburg in questo fine settimana. Aigner super favorito con due vittorie, intravede una suo ritorno olimpico dopo il bronzo di Londra. Sideris Tasiadis in C1 ha portato a casa le prime due con ampi margini su tutti anche per lui sempre più vicino l'obiettivo. Nel settore femminile la lotta proseguirà anche nel prossimo week-end per definire il nome così pure nel C2, quindi non ci rimane che aspettare.

Dagli States arrivano le conferme per Smolen (K1 men) e per Casey in (C1) per gli altri aspettiamo le prossime gare.

Occhio all'onda!

Combot et Neveu merci beaucoup

da sinistra Neveu, Combot al centro e Daille a destra. I tre atleti rappresenteranno la Francia nel Kayak maschile ai campionati Europei e in Coppa del Mondo, mentre Sebastian Combot sarà al via a Rio 2016
La felicità o la disperazione possono essere separarti da solo 6 centesimi di secondo, uno spazio di tempo che difficilmente riusciamo a concretizzare anche con il semplice battito di mani. Sei centesimi di secondo che regalano a Sebastian Combot il biglietto per Rio 2016, mentre per Boris Neveu rappresenteranno per sempre un incubo senza via di scampo e che gli negano ancora una volta,  a distanza di quattro anni, il sogno di partecipare ai Giochi Olimpici. Sei centesimi sono il distacco tra vittoria e sconfitta dopo una settimana di gare, vi lascio immaginare che cosa possa significare ciò e  dopo 6 manche disputate tutte come se si trattassero di vita o di morte.
Lo sport è crudele per il campione europeo 2015 e mondiale 2014.  Lo sport può essere magnifico per il campione del mondo 2007 e vice nel 2014: "Magnifique et cruelle loi du sport" titola Canoe Kayak Magazine per commentare l'ultima prova di selezione transalpina che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine.
Boris Neveu in finale fa grandi cose dopo aver superato la semifinale in maniera  appena sufficiente. Alla porta 8, seconda risalita del percorso, ha un vantaggio su Combot di 0,12, poi prosegue bene ha un tentennamento alla combinazione 21/22/23, ma taglia il traguardo con 85,99 che significa 3 secondi e 03 centesimi più veloce della semifinale vincente di Combot. A questo punto le cose sembrano mettersi bene per l'atleta di Lourdes, il tempo è veramente eccezionale, ma bisogna aspettare la gara del diretto avversario,  l'unico ancora in corsa per un posto olimpico. Sebastian Combot mi impressiona per la sua posizione in barca, ha baricentro basso e la canoa è sempre piantata nell'acqua. E' l'ultimo a partire e migliaia di persone stanno seguendo in religioso silenzio questo momento topico per la canoa slalom e non solo francese. Si stacca molto lentamente dal blocco di partenza usa la sua pala di destra per portarsi al centro della corrente prima di tagliare la fotocellula. Che bella questa immagine che offre leggerezza per maestosa bellezza e semplicità: spostamento laterale senza togliere la pala dall'acqua. Poi decide di partire, sa che questa discesa può valergli la vita. Vola dentro la risalita tre, la forza in uscita e la sua bianca canoa salta leggermente, ma riprende subito contatto con l'acqua, all'intermedio ha un ritardo su Neveu di 13 centesimi. Poi c'è la parte in curva del tracciato transalpino,  dove ci sono prima una risalita a destra e poi una a sinistra. Passato il ponte arriva la serie di discesa sfasate nei buconi e qui Combot è un giaguaro nella giungla che adocchia la sua preda ed è pronto a morire pur di sfamarsi: ha fame... fame di vittoria il pagaiatore nato 29 anni fa a Landerneu in Bretagna. Non si risparmia più su nulla. A valle iniziano a temere: Boris Neveu il gigante buono, il campione del mondo ed europeo, il campione di casa, l'esteta del gesto tecnico, potrebbe rivivere l'incubo del 2012 quando a lasciarlo a casa da Londra olimpica ci pensò Etienne Daille. Eppure anche allora come oggi era lui l'uomo da battere, il campione di Francia vice campione del mondo nel 2009 ancora da Under 23, ma poi assaporò il boccone amaro della sconfitta.
Combot divora l'ultima risalita a sinistra del percorso si lancia sul traguardo e lo stadio d'acqua viva di Pau cade nel silenzio più assoluto, pochissimi istanti. Giusto  il tempo che si illumini il tabellone elettronico dove appare un incredibile 85,93, ma ciò che più conta è quel  meno 0,06 dal leader di classifica. Il pubblico capisce, Combot pure e  a questo punto lui esulta nel momento preciso in cui a Boris Neveu scende la prima lacrima sul viso.

Occhio all'onda!

Sébastien Combot fait durer le suspens"




"Sébastien Combot fait durer le suspens" titola la stampa transalpina dopo la seconda giornata di gare per Kayak e C1 uomini, mentre è ufficiale:  Denis Gargaud, dopo un anno di calvario,  sarà al via a Rio 2016 per prendere l'eredità del  grande Tony Estanguet che è stato il primo a congratularsi con lui L'anno scorso Denis,  aveva fatto due sole apparizioni internazionali e cioè una in Coppa del Mondo a La Seu d'Urgell e l'altra proprio qui a Pau. In Spagna aveva vinto davanti a Matej Benus e a Benjamin Savsek mentre in Francia in finale perse la pagaia dentro una voragine e cioè tra la porta 18 in discesa e 19 in risalita e nonostante cioè arrivò sul gradino più basso del podio a 1,79  da Tillard che vinse con molta sorpresa quella gara.

Mi è piaciuta ovviamente la gara vinta dal piccolo pagaiatore Combot per la sua semplicità e per un gesto tecnico raffinato e molto preciso. Il francese già campione del mondo in questa categoria nel 2007 e vice campione del mondo nel 2014 che lo scorso 9 febbraio ha compiuto 29 anni è una macchina da guerra sul canale di Pau e la cosa che più mi ha impressionato è stata la sua costanza nel spingere la sua bianca canoa verso il traguardo attraverso le 21 porte di un tracciato esaltante. Il suo diretto avversario Boris Neveu, che ieri sembrava essere ad un passo dai Giochi, si brucia tutto alla porta numero 3 che tocca malamente con la sua punta. Poi il quasi trentenne di Lourdes (compierà gli anni il prossimo 21 Aprile) riesce comunque a mantenere la concentrazione, ma resterà dietro a Combot di soli 45 centesimi rimettendo in gioco il sogno a cinque cerchi all'ultima decisiva gara che si svolgerà sabato 9 aprile sempre su questo bacino nell'Aquitania.

Oggi donne sedute e C2 occhi puntati sul bacino francese considerando il fatto che se Marie Lafonte vincesse  si assicurerebbe un posto olimpico cacciando fuori la favorita d'obbligo e cioè Emilie Fer che comunque  venderà cara la pelle sicuramente. 


Non possiamo però non sottolineare il valore di  una Francia che si permette di organizzare prove di selezione a livello di Coppa del Mondo con tanto di dirette televisive e eventi collaterali. Queste gare diventano un vero e proprio evento di portata nazionale e non solo. Danno valore e premiano lo sforzo di atleti e allenatori dando risalto e gloria sfruttando l'occasione per far conoscere lo slalom, se mai servisse ancora, a tutti i francesi. Ecco anche da queste cose dobbiamo prendere esempio: vi immaginate che effetto sarebbe costituire un evento così in Italia, magari nello stadio della canoa ad Ivrea?

Oggi partono anche le selezioni per USA a Charlotte e domani per tedeschi quindi week-end infuocati nel segno della canoa slalom!

Occhio all'onda!

Francesi in gioco per i posti olimpici

Sono giorni infuocati in quel di Pau in Aquitania nei Pirenei Atlantici. I francesi si stanno giocano la partecipazione alle Olimpiadi. Ieri prima gara per C1 e K1 uomini (anche le donne in C1, ma non per i giochi a cinque cerchi ovviamente), mentre oggi erano in gara donne sedute e C2. Siamo alle prime battute, ma ne abbiamo visto già di belle, domani forse per i K1 si chiuderà il capitolo selezioni se il bravo Boris Neveu vincerà anche la seconda gara. Gargaud in C1 è rinato dopo il disastro fatto un anno fa giusto qui in occasione delle selezioni 2015, mentre Lafont mette paura alla campionessa olimpica Fer. In C2 i giovani campioni europei U23 del 2014 mettono lo zampino davanti ai quotatissimi Gauthier Klauss / Matthieu Péché.
Ma non volevo parlare delle classifiche volevo invece sottolineare la bellezza del tracciato di questa prima prova di selezione che sta tenendo il mondo intero in suspance. Un percorso che permette agli atleti di esprimere tutto ciò che rappresenta lo slalom e cioè sforzo fisico, tecnica, tattica, velocità, abilità, equilibrio. Tutto riassunto in 23 porte distribuite sul tracciato francese con grande maestria. Si partiva con una combinazione angolata al punto giusto di quattro porte poi una risalita a destra (numero 5) che Neveu si è mangiato in un solo boccone. Porta sulla quale, credo, abbia effettivamente costruito la sua vittoria. Lì il francese, campione del mondo a Deep Creek  2014 e campione europeo 2015 a Markkleberg, ha preso fiducia nei suoi mezzi e ha iniziato una sorta di marcia trionfale su acque che sembravano aprirsi al suo passaggio. Una sorta di moderno Mosè capace di navigare leggero e sicuro sprezzante  del pericolo  per arrivare al traguardo e ricevere dal divino le tavole di una legge che sembra però essere dettata da lui stesso.
Mi sono innamorato della parte centrale del tracciato con cambi di direzione importanti ma soavi sfruttando al massimo i giochi d'acqua di un canale che ricorda assai e piacevolmente un fiume naturale.
Bella anche la porta 21 che ci riporta alle famose e spettacolari  porte "ski" bandite e viste  dall'ICF come peste bubbonica.
Domani si proseguirà per una giornata che potrebbe anche già darci i nomi di chi rivedremo in gara a Rio tra il 7 e l'11 agosto.


Occhio all'onda!

Donne e una in particolare



Arrivo a Frankfurt e mi sento quasi a casa prendo la solita birra e la zuppa di patate, poi aspetto la connessione per volare a casa. Questo giro devo fare  pure tappa a Monaco e considerando il fatto che ho acquistato ieri mattina il volo mi è andata pure bene.  Mi circondano persone, ma soprattutto donne esseri superiori e sublimi. Donne che segnano la nostra vita da quando si nasce all'ultimo respiro. Donne! ma cosa avranno più di noi poveri uomini dispersi nel mondo che noi non possiamo avere? Per prima cosa intelligenza superiore certamente, poi c'è quella sensibilità innata e delicatezza in ogni gesto. Osservo una signora di mezza età che si alza dal tavolo e aspetta il marito o il compagno. Lei elegante con un maglione ampio e pantaloni coloratissimi, un sorriso dolce e la borsetta a tracolla. Lui, se pur colorato, nei sui abiti appare goffo e lento. La signora mi guarda si accorge che li sto osservando e sorride come per dirmi: "ehhe voi uomini così lenti invecchiando!" e se ne va strizzando l'occhio al marito. Poi le donne hanno sempre una  borsa   con l'immaginabile dentro. Ci deve essere scritto nel loro DNA l'obbligo di portare questa loro appendice sempre e comunque. Amo pure questo di loro. Una donna senza borsa o borsetta è come un uomo senza cintura dei pantaloni, ne avete mai visto uno senza? Uomini:  nei loro vestiti grigio scuro o blu notte, dai visi cupi, dalle barbe lunghe, dalla 24 ore dello stesso colore che accompagna mocassini classici e senza fantasia. Donne su i tacchi di scarpe variopinte aperte, chiuse, alte o basse, ma sempre vestite diverse. Donne con gonne rosse, gialle, donne con cappotti azzurri, verdi smeraldo e donne con scialli ricamati di seta o lana merino. Uomini con giacche, impermeabili o trench sempre scuri sempre bigi.

Donne divine, donne eleganti, donne di classe.   Donne che si aggiustano i capelli, li fermano con forcine invisibili, li arrotolano o li lasciano liberi e camminando accompagnano il movimento fluido e delicato spostandoli da un lato o dall'altro con nonchalance.

Mi imbarco sull'ultimo volo, sbarco, prendo il bagaglio, saluto il finanziere che mi chiede da dove arrivo. "Rio" rispondo, apro la borsa per i controlli, la richiudo, faccio pochi passi, la fotocellula apre le porte e mi accoglie una risata famigliare ancora prima che il mio sguardo catturi il mio cuore. C'è lei ad aspettarmi  la donna che ispira la mia vita e mi fa godere del mondo! Ecco cosa mancava... donne che sorridono e che ci conquistano per sempre!

Occhio all'onda!