Punto Tecnico della settimana



Punto tecnico della settimana: entrata in una risalita arrivando da un salto, da un  ricciolo grande  o da un forte dislivello tipo "Niagara" a Bratislava o la "Main Wave" a Penrith o qui a Liptovosky al bivio o al primo ponticello.
C'è l'idea molte volte di arrivare su questo genere di risalite con l'ultimo colpo fatto dalla parte opposta, quindi per essere più precisi se dobbiamo fare una risalita a sinistra l'ultimo colpo sarà quello di destro e viceversa per una risalita a destra. Questo in teoria per spingere la barca all'interno della zona di morta girando nel qual tempo lo scafo.
La cosa presenta molti rischi specialmente quando  l'atleta arriva da un dislivello di acqua notevole perché è difficile calcolare esattamente il momento preciso per  spingere la nostra canoa all'interno della porta stessa se abbiamo la pala in acqua dalla parte opposta. Dipenderà molto dalla condizione di acqua che troviamo a monte.
Il pericolo più grande però arriva dal fatto che in questo modo, una volta ultimata la propulsione circolare rimaniamo, per qualche attimo, senza nessun controllo dell'imbarcazione, in balia di quanto fatto prima. Ci rendiamo conto che così facendo il risultato di una buona riuscita è piuttosto aleatorio.

La proposta più sensata in questi casi è quella di arrivare sulla risalita con la pala in acqua sullo stesso lato di entrata. Quindi risalita a sinistra, pala in acqua a sinistra e viceversa.  I vantaggi sono evidenti:

controllo costante della canoa;
nessun tempo morto aereo della pagaia;
uso della pala in acqua come fulcro per far ruotare la barca trasformando la velocità lineare in rotazione.

Ovviamente è importante mantenere la canoa piatta per entrare bene nella zona di ritorno dell'acqua oltre al bilancimento del corpo che deve mantenere la canoa in equilibrio. Altro fattore importantissimo è il controllo della pala interiore che in un primo momento ha una funzione di propulsione, quindi la pala deve restare in acqua ed essere sfilata in avanti per trasformarsi in punto di rotazione aprendo l'angolo di presa sulla morta.  Se questa pagaiata è stata riportata avanti velocemente si potrà utilizzare la stessa anche per uscire dalla risalita.

Cambio argomento e lancio un primo messaggio di riflessione dopo aver avuto in Praga una riunione organizzata dalla Commissione Slalom ICF per fissare congiuntamente delle linee guida sul futuro del nostro sport.
Il tema è vastissimo, per il momento riassumo solo dicendo che l'intenzione è quella di accorciare i tracciati e renderli più complessi in una sola parte per attirare l'attenzione del pubblico. Ok lanciato il sassolino nell'acqua prossimamente riprenderemo su questa strada per capire quali sono gli orizzonti dello slalom moderno. 

Spero di essere stato chiaro se ci fossero dubbi fate domande. Importante però è riflettere su queste problematiche.

Occhio all'onda! 




Chiusa anche la seconda Tappa di Coppa in Polonia



Il vero problema in Coppa del Mondo è come riuscire a portare a casa tutti i poster delle gare senza rovinarli, considerando il fatto che mi piacerebbe conservarli per appenderli nella nuova fantastica sede del mitico Canoa Club Verona. Roberto D'Angelo, che ultimamente segue il C2 italiano Camporesi/Ferrari, credo che sia uno dei più grandi collezionisti del genere. So che da sempre è molto attento a recuperare questi gadget, ma non ho idea dove li esponga o li conservi. Sarebbe bello che la Federazione Internazionale ne facesse un catalogo per conservarlo nella nostra storia e nella memoria dei più giovani.

"Rispetto a 4 anni fa il modo di andare in canoa è cambiato: i percorsi sono più veloci, molto tecnici e stretti " : afferma il campione olimpico Daniele Molmenti dopo la sua gara di semifinale e non possiamo che dargli ragione. Uno slalom che, secondo me, inizia ad esser particolarmente interessante ed emozionante. Dobbiamo arrivare a gare di 70" che catturano l'attenzione del pubblico e che esaltino velocità e difficoltà tecniche. Dove il "guizzo vincente" possa fare la vera differenza. Nasce però un problema, considerando il fatto che gli atleti sono sempre al limite nei passaggi delle porte, aumenteranno le proteste e i risultati tarderanno ad uscire nei tempi televisivi richiesti. E' stato il caso anche qui per le prove di semifinale delle donne sedute. Rimangono fuori dalla gare delle medaglie atlete di grande valore come Jessica Fox - salto alla porta 11 - Emilie Fer - manca l'entrata della 14 - Jasmin Schornberg - i due tocchi alla 10 e alla 15 le sono fatali se pur il suo 91,44 è un tempo di tutto rispetto. Fuori anche l'italiana Stefanie Horn complice la penalità alla 4 in risalita. Se possiamo darle un consiglio non richiesto sarebbe il caso che la forte atleta naturalizzata italiana cercasse più fluidità nella sua azione. Le qualità per essere una grande campionessa le ha tutte, le manca solo un lavoro più legato alla sensibilità che alla pura forza. L'ho incrociata poi nel parking dopo la prova e lei ha imputato la sua non brillante prova alla stanchezza fisica.
Niente finale neppure per Fiona Pennie: la britannica è lenta e sembra molto pesante in ogni azione. Ho visto anche una Clara Gia-Pron in ripresa che ha lottato fino alla fine dimostrando che non è molto lontana per raggiungere l'obiettivo di essere presente a tutte le fasi di gara.
In finale troviamo due spagnole, due slovene e poi una slovacca, ceca, francese, polacca, tedesca e austriaca. Otto nazioni tutte del vecchio Continente! Non c'è storia e i lettori di questo blog lo sanno già considerando il fatto che spesso e volentieri ho elencato le qualità di Maialen Chourraut che anche qui non ha rivali. Si può permettere pure di perdere tempo all'uscita della 4 dove si fa risucchiare dal buco e deve lottare non poco per uscirne. La sua poi è solo una marcia trionfale verso la vittoria in questa seconda prova di Coppa del Mondo. Kuhnle e Funk sono rispettivamente a 1.98 e a 3.06. La qualità migliore della spagnola è quella sua fluidità sull'acqua grazie al fatto di mantenere praticamente sempre la canoa piatta e sopra le onde.

Devo essere onesto la semifinale del C2 mi è passata via velocemente e mi sono concentrato solo sull'equipaggio italiano che ha dimostrato, soprattutto a se stesso, di avere ottime qualità se pur ancora con molti margini di miglioramenti.  In finale poi si perdono all'uscita della porta numero 4, facendo vibrare il pubblico per una azione di recupero al limite. Questo li porta in affanno sul proseguo della discesa. Finiranno la prova con sei secondi in più rispetto alla discesa precedente e in sesta posizione.
Tre tedeschi e tre cechi in questa finale. Avranno la meglio Kaspar/Sindler sui campioni europei Behling/Becker. Terzi l'unico equipaggio transalpino qualificato e cioè Tillard/Le Ruyet.
Sotto una leggera piogerellina si chiude anche questa seconda tappa di coppa.
Si carica tutto sui furgoni e si va in Slovacchia per la terza tappa.

Dire che sono contento è poco considerando il fatto che "the Ivaldi Family" si riunisce al completo dopo sei mesi di lontananza se pur in terra straniera e per lavorare!

Occhio all'onda!


Maialen Chourraut con la piccola Ane





Prima giornate di medaglie nella seconda Tappa di Coppa del Mondo di Slalom


 Perché ho la conferma di amare questo sport? Perché oggi ho visto alcuni semifinalisti arrivare alla fine della gara, tirare il fiato qualche secondo  e come se niente fosse riccacciarsi dentro l'onda, che c'è dopo l'arrivo,  a surfare cercando in quella forza della natura la consolazione alla cattiva prova o la condivisione della buona prestazione.  Li ho visti giocare, li ho ascoltati timidamente piangere o sorridere e ho gustato l'acqua che li ha cullati tutti indistintamente dal campione, al più scarso (tanto scarso no  se è in semifinale) allo sconfitto. Li ha accarezzati come solo una mamma sa fare e ha gioito come solo la natura può elargire eleganza e piacere.

Non posso stare fermo quando seguo la gara di alcuni atleti,  mi viene da muovermi concitatamente, quasi fossi preso da una sorte di incantesimo. Vibro in modo particolare guardano Stanislav Jezek. Lui pennella tutte le porte, sembra non riuscire a passarci dentro, la prospettiva che si ha dalla riva ti inganna e te lo fa vedere fuori e distante ad ogni passaggio. Poi il miracolo che  si ripete costantemente ad ogni pagaita. Impressionante il suo gesto, eppure se lo vedi passeggiare con il suo portatile sempre in mano ti dà l'impressione di avere a che fare con un impiegato di banca che sta tornando in ufficio per chiudere la giornata lavorativa. Lui viceversa monta sul suo C1 e ci allieta con prodezze da vero artista e funambolo dell'acqua che corre fra i paletti dello slalom. In finale entrano quasi tutti i migliori ad eccezione di un Martikan con troppe penalità sull'ultima parte del percorso. Fuori anche lo spagnolo Elosegi che ormai ci aveva abituato da più stagioni vederlo sempre nei top 10.
La finale poi è tutt'altra storia. Il sole sparisce il cielo si incupisce e inizia a piovere. La gente però sugli spalti non ci fa caso e tanto meno gli atleti  finalisti che riescono pure a far dimenticare a tutti noi quest'estate che tarda ad uscire.
La gara di Mateus Benus è impeccabile, preciso in ogni momento della sua vittoriosa discesa. Ma di lui vi voglio raccontare un'altra cosa. Ieri mi ha visto nell'area atleti e mi invita a seguirlo. Vado con lui nella loro tenda e inizia a cercare nella sua borsa e tira fuori una "Oliva" per una pagaia da C1 e mi dice: "questa è per quel tuo atleta che ha ingrandito l'impugnature mettendoci del materassino. Digli di sostituirla con questa". Vi lascio immaginare che cosa è successo quando sono andato da Felipe, l'atleta in questione, e gli ho riferito l'accaduto. Incredulo che un atleta del livello di Benus possa interessarsi a lui. Beh! Questi sono i campioni veri... grazie Mr. Benus!

Gara all'ultimo respiro pure per la semifinale fra i K1 uomini. Brutto, bruttissimo gesto di Daniele Molmenti dopo un 50, non è da lui tanto più che il bravo speaker stava commentando la sua gara dicendo che il campione olimpico gareggia sempre con il sorriso! Anche a Praga si era tolto il caschetto e lanciato malamente sulla canoa. Qui ha fatto peggio prendendo a pagaiate una porta e spaccando poi all'arrivo il manico della pagaia sulla sua rossa canoa.

Non saranno protagonisti della finale personaggi come Prskavec, Tunka, Combot, Kauzer, Hermanz e ovviamente lo stesso Molmenti. Mentre  i due polacchi Polacyk e Okreglak confermano che gareggiare in casa ti offre un'opportunità in più. La finale ha un solo protagonista ritrovato che risponde al nome di Vavrinec Hradilek. Una manche gestita alla grande se pur con un tocco alla porta numero 15. Sul podio anche un Halcin che da tempo si era perso dopo la nascita del figlio. Terzo il bronzo di Deep Creek Methieu Biazizzo, il transalpino fidanzato con la pluricampionessa del mondo Jessica Fox.  A proposito della "Volpe Australiana" c'è da sottolineare il bel gesto a fine gare in area interviste dopo aver per l'ennesima volta vinto nella canadese monoposto.  Lei, figlia  di campioni e ormai abitué del podio si trova a consolare Viktoria Dobrotvorska l'ucraina che prende il bronzo in questa specialità. La giovane atleta scoppia a piangere a fine gara per la gioia di una medaglia e Jessica l'abbraccia con tanto affetto e sincerità. Brava Miss Jess and congratulation of course!

Domani semifinali e finali per C2 e K1 donne. L'Italia ha di che soffrire, mentre io questo giro mi gusterò le gare con tranquillità!

Occhio all'onda!


p.s. una cosa voglio ancora scrivere per fare i complimenti al mio amico Michael Kurt che a 35 anni suonati prende una finale importante. Qui ci fa sognare per due risalite d'incanto poi i sogni svaniscono alla 8 che cicca malamente!



io con Mark Delaney Team Leader per gli inglesi con il nostro collega slovacco Robert Horockosky




il podio C1 donne

Prima giornata di gare per la seconda prova di Coppa del Mondo



Le qualifiche sono un affare quasi solo per gli addetti ai lavori è impensabile avere pubblico il venerdì mattina, forse solo a Praga questo è possibile considerando l'amore e la passione che c'è da quelle parti.
La gara vera e propria per la gente inizia solo a partire dal sabato con semifinali e finali. Poco importa sapere e conoscere i drammi che molte volte si vivono nella prima fase di gare che sono lunghe e stressanti anche, qualche volta,  per i  grandi campioni. E' il caso di Peter Kauzer che in prima manche prende un 50 alla porta numero 8, ma onestamente era dentro la porta con tutta la testa, e deve fare la seconda manche.  Il campione di un tempo  mi è sembrato molto dimagrito e con una faccia stanca. Pochi minuti più tardi era disteso fuori dalle tende degli atleti che parlava  in modo concitato con lo psicologo che segue la squadra slovena.
Per fortuna per lui il passaggio alla semifinale arriva poche ore più tardi quasi senza problemi, ma la brillantezza non c'è ancora.

Organizzare una gara di coppa del mondo di slalom ha un costo che può variare dai 300 ai 400 mila euro dipende dai servizi che magari per alcune località sono a costo zero. L'acqua ad esempio per queste tre prime gare di coppa (Praga, Cracovia e Liptovosky) arriva direttamente dal fiume e non si necessita di pompe per il ripescaggio della stessa. Mentre per le restanti due (La Seud'Urgell e Pau) si useranno le pompe per avere l'acqua sul canale.  Poi ci sono le spese per riprese TV e elaborazione dati ormai consolidata con il team di "Siwidata": un vero  fiore all'occhiello per l'Italia considerando il fatto che questa azienda produce un servizio unico e con la massima efficienza.
Montaggio tende atleti, uno spazio  riservato per ogni nazione (qui al via 46 team), poi le tende video, per Vip e servizi vari. C'è il contorno poi che si vuole dare o fare in occasione di questa manifestazione.
Cracovia ospita per la prima volta la Coppa dopo aver organizzato europei e mondiali universitari e il prossimo anno ci saranno i mondiali Junior e U23.
Una struttura ottima a pochi chilometri dal centro e ben servita da ogni mezzo.

Due parole anche sulle prove di oggi che qualche sorpresa hanno riservata.  Prima però volevo parlare della mamma volante basca che era tempo che non vedevo all'opera dal vivo. Parlo di Maialen Chourraut che ha vinto con tempi da uomini. Il suo 78,54 le valeva il passaggio in semifinale tra i K1 men! Lascia alle spalle una ritrovata Melanie Pfeifer di ben 3 secondi e 09. Sono curioso di vederla in semifinale e finale: la campionessa europea sembra proprio essere in un gran stato di forma.
Nel C2 bella gara degli italiani Ferrari/Camporesi, mentre nella stessa prova rimangono fuori Florence/Hounslow che in prima manche hanno un 50 dubbio all'utlima porta e in seconda finisco settimi con una penalità di troppo. 

Una nota anche sul percorso disegnato da Mauro Baron e da Rafael Smolen. Direi scelta azzeccata per dare velocità allo slalom, ma nello stesso tempo c'è il giusto mix di tecnica e fisico.
Bene, non ho detto nulla su K1 men a parte Kauzer e C1. Nulla di particolare da segnalare se non la soddisfazione di vedere passare per la prima volta in semifinale due miei atleti nella canadese monoposto. Il lavoro piano piano inizia a dare qualche soddisfazione. Il cammino è lungo e non dobbiamo fermarci.


Di slalom ne riparliamo domani ora doccia e forse milonga!
 

Occhio all'onda!

Il tecnico Matteo Appodia della Marina Militare in appoggio alla nazionale italiana

con il Team Siwidata mancano alcune colonne impegnate al lavoro... non c'è tempo neppure per un selfi!

con i colleghi allenatori di Irlanda, Inghilterra, Venezuela e Spagna

con Raffy un giovane e grande C1

Pagaiata e camminata



Siamo alle solite, torniamo sempre al punto di partenza e cioè a parlare di "tecnica di base". Il motivo è semplice, considerando il fatto che ogni gesto, anche molto complesso, parte esclusivamente da un fondamentale e cioè la pagaiata. E' come per il tango la camminata. Se noi sappiamo pagaiare bene, possiamo anche essere molto veloci tra le porte. Se noi sappiamo camminare bene, possiamo essere probabilmente dei buoni ballerini. Se riusciamo a fare nostri questi movimenti di base riusciremo poi ad evolvere piacevolmente le nostre conoscenze motorie per scoprire nuovi confini sulla complessità del gesto. Attorno alla pagaita, azione propulsiva, si costruiscono agganci, retro-pagaite, spostamenti laterali, sfilate che non sono altro che pagaiate messe in atto con angoli diversi, ma che hanno gli stessi obiettivi della propulsione avanti. Sulla camminata si costruiscono tutti gli altri passi più complessi e articolati.
La pagaiata e la camminata hanno però ancora una funzione: sono responsabili non solo dell'avanzamento e quindi della dinamicità, ma  anche e specialmente per i nostri equilibri. Elementi questi  che definiranno  il nostro modo di esprimere il movimento seguendo l'acqua o la musica. Così facendo nascerà il  nostro stile che avrà come vero obiettivo quello di poter rispettare le nostre caratteristiche che sono il frutto di espressioni  interiori profonde.
Ecco perché dobbiamo insistere su questi fondamentali.
In canoa sarà lo scorrimento dello scafo a farci percepire se la nostra azione propulsiva è corretta oppure no. Un tecnico osservando l'atleta in acqua o sul video può prendere dei punti precisi di riferimento e capire se ad ogni colpo c'è la reazione che ci si aspetta e quanto beneficio porta questa allo scopo finale.  Nel tango si può avere un aiuto dalla nostra ballerina, la quale ci dovrà far capire da che parte sente arrivare il nostro peso. Se cioè siamo catapultati dal cielo o fuoriusciamo dalle viscere della terra per poi riuscire a trasmettere tutta la nostra energia in quel passo. Ognuno di noi ha dei recettori neuronali  che dobbiamo però sfruttare altrimenti rischiamo di diventare degli automi che ripetono meccanicamente un gesto una volta appreso. Ecco perché è fondamentale a volte fermarsi e tornare sui primi passi o pagaiate come si voglia dire!


Occhio all'onda!

Archiviata la prima tappa di Coppa del Mondo di Slalom

A Parigi c'è la Torre Eiffel, a Londra il Big Ben, a Pisa la torre pendente e a Roma il Colosseo, mentre a New York la Statua della Libertà. A Praga invece la combinazione 3/4 e la sponda a metà percorso sono i veri simboli, per noi slalomisti, di una città che fa innamorare per le sue bellezze e per il suo calore che trasmette in tutto e con tutto ciò che fuoriesce magicamente da questo cilindro sempre ricco di proposte e novità. I complimenti vanno prima di tutto all'organizzazione puntuale e sensibile su tutto. Bravi ragazzi!

Ultima giornata quindi per la prima tornata di gare di Coppa del Mondo che, se pur con alcuni nomi importanti assenti, non ci ha fatto passare una domenica senza emozioni.

Sono rimasto piacevolmente colpito da quando sono state brave le donne in kayak, partendo già dalla semifinale che è stata una battaglia sul filo dei 100 secondi. C'è poi lo stratosferico tempo della slovena  Ursa Kragelj che nonostante 4 punti di penalità riesce ad agguantare il pass per l'ultima tornata., poi si perderà in finale.  Tra la prima della semifinale, Ricarda Funk, e la decima, Emilie Fer, ci sono 2,59 secondi: nulla! considerando il fatto che siamo abituati a distacchi molto maggiori tra le stesse atlete. Questo ci dice molto sulle caratteristiche del percorso disegnato da Jiri Prskavec e Mark Delaney, due tecnici di alto livello e dalla lunga esperienza.  Il britannico  mi ha confidato che vuole una medaglia come "best designer" perché è riuscito dopo anni a far fare anche a tutti i K1 uomini almeno una porta in retro, cosa mai riuscita prima spontaneamente.
Finalmente, ma qui a Praga, succede spesso e volentieri, un tracciato che ha permesso a tutti gli atleti di esprimersi e al pubblico di godere veramente dell'essenza di uno sport che è la sintesi tra energia fisica e mentale.
La finale in rosa  poi esalta l'eleganza e la determinazione di Jasmin Schornberg che si rifà subito della delusione di essere rimasta fuori dalla squadra che parteciperà ai mondiali di Londra. Infatti la bionda tedesca non sarà al via alla prova iridata perché è finita quarta alle selezioni. Peccato solo che lei abbia dimostrato da molti anni di essere da tempo la migliore in campo internazionale fra le germaniche. Tanto per restare in zona Stefanie Horn in finale è arrivata settima ma la notizia più importante è che è diventata a tutti gli effetti italiana. Ahi! mi sa che ho bruciato però lo scoop all'efficientissimo ufficio stampa federale che ha ignorato la cosa fino a questo momento!

Belle, bellissime gare anche per la specialità della canadese doppia in cui ormai i margini sono ristrettissimi, non c'è più un vero leader, ma ci sono tanti e tanti ottimi equipaggi. Gli italiani hanno pagato problemi fisici che speriamo possano essere risolti velocemente. Chissà cosa staranno pensando i fratelloni slovacchi che non erano presenti al via, ma c'era la sorella manager che evidentemente è venuta a controllare la situazione. Staremo a vedere perché si presenta una stagione altamente interessante per questa categoria considerando il fatto che si è livellato verso l'alto la qualità generale.

Chiuso il capitolo Praga si apre quello Cracovia, il mezzo è già pronto per partire godiamoci l'ultima magica serata in questa splendida ed unica città.

Occhio all'onda!





Coppa del mondo giornata di medaglie




Il più bel gesto della giornata? Il guizzo di Vavrinec Haridlek tra la porta 7 e 8 in semifinale.
Il più lungo debordè della storia della canoa senza togliere la pala dall'acqua? Quello di Stanislav Jezek oggi verso le ore 12,50 sul canale di Troja tra la porta 21 e la 22/23... interminabile, piacevolmente lungo e appassionato di una efficacia unica, semplicemente arte allo stato puro.
L'emozione più forte? Su questo però  sono un pochino di parte eventualmente saltate il rigo: la prima medaglia in assoluto in una coppa del mondo per il paese per cui lavoro.
Ecco in sintesi la giornata di oggi con le gare di semifinali e finali per C1 men, C1 women e K1 men. Ci sarebbe quindi da scrivere fino a domani e forse non basterebbe ancora per raccontare un'altra pagina di storia scritta qui dove la canoa vive ancora di uno spirito puro e sincero. Testimone il numeroso  pubblico presente  che nonostante una giornata fredda e piovosa ha animato alla grande gli attori protagonisti di questo magico momento.
La finale del kayak maschile ha riservato anche l'emozione della squalifica del  vincitore per aver gareggiato con una barca sotto il peso regolamentare. L'assurdo però è che il bravo Joseph Clark all'arrivo aveva superato tranquillamente i controlli, ma ad un giudice non è andato giù il fatto che la canoa fosse giusto 8,oo kg. e ci ha visto del marcio. Il tanto puntiglioso addetto al peso quindi si è preso la "briga" di mettere la canoa al sole, che guarda caso era appena uscito, e ripesare l'attrezzo 10 minuti più tardi: risultato quindi canoa di 7,98 e subito squalifica del britannico.


A proposito di brighe... c'è gente che se ne  prende tante  per nulla, ma soprattutto  mi dispiace che si giustifichino servizi giornalistici decisamente poveri dietro al fatto che altre Federazioni facciano meno. Peccato perché professionalmente parlando credo che non ci sarebbero problemi a migliorare un servizio che certo non aiuta ad avvicinare il pubblico al nostro sport e tanto meno a far conoscere da vicino i nostri giovani atleti che dedicano gli anni migliori ad una grande passione. Per fortuna però che c'è sempre la libertà di espressione e ci sono tante belle emozioni da condividere con tutti coloro che viceversa si prendono la briga di migliorare e non restare come i Carabinieri, che anch'io rispetto molto ma per un lavoro diverso e non certo come modelli di giornalismo, "nei secoli fedele"!

Domani si chiude la prima prova di coppa con donne sedute e C2, poi la comunità dello slalom si trasferisce  a Cracovia (Polonia) per la seconda tornata di gare.

Occhio all'onda!


La canoa ispira i giovani all'arte, come è stato per il mio giovane amico Tomaz

Guille Diez Canedo a sinistra, Ana Satila la prima medaglia per il Brasile in Coppa del Mondo,  e io

Il team Brasil in tribuna per la torcida. Che bella gente sempre sorridente e felice. Grazie splendida squadra

a sinsitra Pedro Henrique Da Silva in semifinale in K1 con Thiago Serra atleta della canadese singola

Si inizia con la Coppa del Mondo di Slalom 2015




Mi sarebbe piaciuto entrare nei pensieri di Grimm oggi quando l'ho visto tornare verso il villaggio atleti dopo la sua seconda discesa di qualifica che lo ha lasciato fuori dalla semifinale di domani.  Ma c'è qualcuno  in grado di spiegarmi come è possibile che due settimane fa, questo omaccione, già campione olimpico nel 2008, fosse in gioco per una titolo continentale, finendo poi per prendersi l'argento, e oggi all'esordio in coppa finisce malamente nelle retrovie? Sono passati pochi giorni, è cambiato il campo di battaglia, si sono aggiunti 4 extracomunitari e la musica è diversa. Questo è lo slalom, questa è la vita di un atleta che va a letto con una medaglia al collo e si deve  alzare la mattina per  riprendere la battaglia se vuole sopravvivere.  Deve combattere da vero eroe se pensa di portare a casa i sogni di gloria che lo hanno accompagno nell'Olimpo in una notte di luna piena pasteggiando con buon vino e allietato dal Lira di Apollo.
Il buon Alexander in prima manche si prende un 50 alla porta 16 in risalita. Porta che ha tenuto con il fiato sospeso a lungo anche il beniamino di casa Vavrinec Hradilek, ma cosa è successo esattamente? Beh! abbiamo fatto un tuffo nel passato e cioè nel 2013 quando al ceco un giudice, lo stesso di oggi, aveva assegnato un 50 praticamente inesistente. Non lo vorrei dire, ma per onestà intellettuale mi chiedo perché l'Italia manda in giro personale che ahimè non è pronto e preparato per fare questo mestiere, facendoci fare la figura dei cioccolatini? Forse la risposta la si trova pensando che ai mondiali in Brasile è stato convocato un pseudo tecnico di società per fargli fare un giretto in aereo e per regalargli delle vacanze a Buenos Aires in dolce compagnia visto che si è  presentato  sul luogo delle gare solo il giorno delle prove di qualificazione.

Ma, tornando sul povero Hradilek,  chiunque avesse visto il passaggio su quella porta non gli sarebbe minimaente venuto il dubbio di un possibile salto di porta.  Certo... ci vorrebbe un po' di allenamento per queste cose, ma assistere a poche gare all'anno poco serve!
Mi ha fatto tristezza vedere David Ford gareggiare, sapendo che non sta vivendo un gran momento, ma perché un campione del suo calibro non si rende conto che c'è un tempo per ogni cosa?
Restiamo nel kappa uno uomini segnalando il fatto che Peter Kauzer deve prendersi la seconda manche e fare pure protesta per farsi togliere una penalità se vuole andare in semifinale. Un campione del mondo che dopo la lussazione dello scorso anno in Coppa rientra nel giro internazionale. L'ho visto molto tirato, l'altro giorno abbiamo parlato un pochino e mi diceva che tutto quello che arriverà sarà buono considerando il fatto che è in fase di recupero. Non posso però fare finta di nulla sulla grande prova i Michael Dawson che vince la qualifica in K1 uomini davanti al suo grande amico Vavrinec e sul giovane Prskavec. Bravo l'estroso slalomista che si mantiene partecipando a gare in canoe di alto corso, che piano piano e con molta dedizione e lavoro sta dimostrando di essere cresciuto molto anche fra i paletti dello slalom.

Due parole voglio spenderle anche sull'organizzazione che come sempre qui a Praga è perfetta in ogni minimo dettaglio. C'è veramente tutto, dall'area relax per atleti alla zona mista per vedere al coperto la gara facendo uno spuntino. C'è poi il catering per gli atleti e allenatori,  l'area Vip, una coppia di speaker perfetti e che hanno saputo dare mordente anche per queste gare di qualifica che occupano molto tempo e servono a poco. La formula è vecchia e antiquata va rivista in maniera semplice e accattivante. La formula vincente è quella della "Europe Slalom Cup Junior" che ho già avuto modo di spiegare più volte. 
Nell'organizzazione di questo annuale evento ci sono ruoli ben precisi. Ad esempio Rhoan è il direttore tecnico,  Jiri Prskavek senior da sempre disegna e si dedica al percorso. Jeze, oltre ad arrivare secondo oggi, è il responsabile informatico di tutto.  Una  macchina lavorativa ben rodata che ha da molti anni sta producendo grandi manifestazioni.  Peccato solo che al grande capo, e cioè Ála Mašková , manchi il sorriso. In effetti l'unico difetto rilevabile per  tutto  lo staff organizzativo è  quella  mancanza di dolcezza e quel sorriso che magari ti fanno passare in secondo piano i problemi che comunque anche nelle organizzazioni perfette possono nascere. 


Domani sabato si assegneranno le prime medaglie quindi per C1 men, C1 donne e K1 uomini.

Ok non ho scritto molto sui risultati, ma se volete il verbale dei carabinieri, dovete consultare il sito federale, che certo non si fa in quattro per cercare di cambiare la comunicazione. Probabilmente  questo sarebbe la  prima cosa da fare per un  presidente nuovo!

Occhio all'onda! 



in compagnia di Raffy che indossa il pettorale in difesa dell'idea di cancellare il C2 dalle olimpiadi

con i miei giovani amici Tomas e Vojta che in questa coppa del mondo si sono avvicinati alla canoa e considerando dove vivono possono essere seguiti molto bene nel loro futuro. 

e dopo aver imparato a pagaiare l'ispirazione arriva presto: ecco l'opera d'arte finale di Tomas e Vojta con l'aiuto del papà Marek grande ballerino di Tango assieme alla mamma Radka.





C2 e donne in C1




Non me ne vogliano C2 e donne in ginocchio, ma dovrò riunire tutti qui considerando il fatto che venerdì inizia la coppa del mondo e quindi non abbiamo molto tempo per archiviare questi campionati europei che hanno fatto discutere a lungo per regolamenti avulsi dal resto del mondo e per un tracciato decisamente discutibile.

Non è una fatalità trovare due equipaggi tedeschi sul podio. Se ci pensate bene questa specialità storica della canoa, che qualcuno vuole eliminare, affascinante ed unica ha dalla sua il fatto che oltre alle difficoltà dell'acqua mossa si trova a fare i conti anche con l'aspetto di unire due persone sulla stessa imbarcazione. Un equipaggio per l'appunto. Quindi affiatamento tra i due componenti e tanto lavoro psicologico su di loro per farli rendere al meglio nello stesso preciso momento. Il fatto di gareggiare in casa certamente agevola non poco tanto più le canadesi doppie.
Ma veniamo alla gara di finale che lascia fuori i campioni del mondo Bozic/Taljat, i campioni europei in carica e cioè i cugini Skantar, Klauss/Peche vincitori della coppa del mondo 2013 e ci aggiungerei anche Kucera/Batik altro equipaggio slovacco decisamente di livello.
Behling/Becker, rispettivamente 24 e 25 anni, sono al loro primo vero grande successo internazionale dopo essere entrati diverse volte in finale di coppa del mondo, ma mai però in quelle di un dei due campionati del mondo a cui hanno partecipato. Alle loro spalle i loro compagni di squadra Anton/Benzin che invece di esperienza ne hanno da vendere. Il bronzo ai britannici Florence/Hounslow che avevano vinto la semifinale con un tempo che gli avrebbe regalato la vittoria continentale. Esordio internazionale 2015 del campione olimpico di questa specialità che dopo il ritiro del suo compagno Baillie è rimontato in barca con Mark Proctor e si è subito inserito tra i migliori: chiudono in quinta posizione.
Molto bene gli avieri italiani Camporesi/Ferrari, sesti con un tocco proprio sul finire del tracciato alla porta 22. Loro hanno fatto una scelta coraggiosa e cioè quella di dire no alle proposte tecniche fatte dalla federazione andando per la propria strada e rinunciando a molti aiuti che avrebbero potuto avere facendo finta di nulla e accettando, senza seguire, i consigli di un tecnico a loro non gradito. E siamo arrivati al punto e cioè ai fratelloni Hochschorner che fanno registrare un tempo mirabolante 100,80 (si è vinto con 104,46), ma con 3 penalità alla 7 alla 18 e alla 22. Chissà forse giocarsi questa terna sulla ruota di Venezia potrebbe portare anche fortuna a noi, certamente a loro questi numeri non gli hanno riservato una grande sorte.

Mi sa che la Franklin non l'ha presa bene il fatto di vincere la semifinale davanti alla sua compagna di squadra Woods e poi invertire i ruoli nella finale. Ma si sa che lo slalom è fatto così e non si può perdere tempo a piangersi addosso. Brava la catalana Villaruba che dopo il mondiale U23 recentemente vinto, si mette al collo anche una medaglia a questi europei che saranno ricordati a lungo per le difficoltà di un tracciato decisamente più da rodeo che da farci slalom.

Piccola riflessione sul medagliere. Sono 10 le nazioni che salgono sul podio in totale, mentre per l'individuale sette.





Occhio all'onda! 

Comparazione video per i K1 men


Il mio amico Rob van Bommel direttore di "Sportscene" ha pubblicato quello che  noi allenatori facciamo usualmente e cioè mettere in comparazione i video di alcune discesa tra atleti. Lui lo ha fatto con il vincitore e il secondo arrivato di ogni categoria, rendendo un gran servizio tecnico a molti che non dispongono di mezzi sofisticati per fare queste operazioni assai utili per capire e aiutare gli alteti a migliorare e agli allenatori ad allenare.

Andiamo quindi subito al punto con i Kayak uomini: confronto diretto tra il vincitore e il secondo arrivato. Quindi con Neveu e Grimm.
 

Il tedesco campione olimpico 2008 parte subito forte e prende metri preziosi sul francese campione del mondo in carica.  Poi alla porta 14 i due fenomeni sono nuovamente appaiati. Ora inizia il bello! Il teutonico è impreciso tra la 18 e la 19 e così facendo prepara male l'entrata alla risalita 20. Ma vediamo in slow-motion questo errore che gli costerà l'oro.  Tutti e due arrivano con il destro in acqua, facendo girare la barca, ma il transalpino, nel momento preciso in cui capisce e percepisce che la sua azione di rotazione termina, ha il "guizzo" vincente, e cioè quello di  cambiare al volo il lato di pagaiata e si  spinge fuori verso la porta successiva con il sinistro veloce come un giaguaro nella giungla, ma stando ben attento di entrare con tutto il corpo e la testa nella porta in discesa.
Grimm viceversa aspetta troppo e la sua punta scappa verso monte ed è costretto a mettere in acqua un colpo in più, ma in direzione contro corrente. Prova a recuperare, ma arriva leggermente lungo alla risalita 20. Un errore ancora per lui all'uscita dall'ultima porta. Lascia la punta della sua canoa per troppo tempo in acqua e ritarda a fermare la fotocellula.

Il distacco finale fra i due è di 1,27. Terzo e forse con tanta sorpresa lo slovacco Andrej Malek con una penalità. Quest'ultimo ai recenti mondiali U23 in Foz do Iguaçu aveva preso un altro bronzo importante.
 

Italiani in finale a 15 con Molmenti e De Gennaro. Delude Romeo che nelle selezioni a Tacen aveva spopolato. Il forestale  Daniele Molmenti, recentemente padre e in una società sportiva praticamente messa in aspettativa ad esaurimento posti, ha chiuso in 4^ posizione come quarto era in semifinale. De Gennaro, "sanza 'nfamia e sanza lodo" tanto per citare il sommo poeta, chiude in dodicesima  posizione. 
Sono rimasti fuori dal gioco per le medaglie nomi importanti come Biazizzo (bronzo mondiali 2014), Schubert (Vincitore della Coppa del Mondo 2013 e '14), Hradilek (campione del mondo 2013) e aggiungerei Tunka (il cecko che dopo tanto soffrire è riuscito a prendere un posto in squadra approfittando anche del momento di recupero di Prindis che è stato operato nell'inverno).

Ancora una considerazione sul forte e oserei dire "benedetto" 29enne Boris Neveu (è nato a Lourdes casualmente?), che ha uno stile semplice ed essenziale, ovviamente potente, ma capace di mettero  in atto manovre facili ed molto reditizie. Dalla sua parte quel "guizzo" di velocità che molte volte lo ha portata ha fare la differenza sugli altri atleti. Una carriera sportiva, la sua,  iniziata con i podi nel 2009 ai mondiali de La Seu d'Urgell.


Buona domenica e ovviamente...

Occhio all'onda! 


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Savsek su tutti




 Andiamo diretti al punto: ma quanto forte è Benjamin Savsek lo sloveno che ha vinto l'europeo nella canadese monoposto?
Ha dominato semifinale e finale e la sua seconda discesa per qualificarsi è stata la manche più veloce in assoluto per le canadesi tanto che gli avrebbe potuto regalare il bronzo nella finale del kayak maschile.
Ma andiamo per gradi e diciamo subito che in questa finale sono mancati diversi possibili protagonisti come Florence (campione del mondo 2013); Martikan (4 titoli continentali ininterrotti dal 2007 al 2010, tanto per citare di lui qualche dato); Peschier e ci aggiungerei anche Stefano Cipressi che in qualifica aveva fatto vedere grandi cose. Sono mancati anche personaggi come Gargaud che quest'anno non è riuscito a prendersi il posto in squadra con una Francia che per la verità in questa specialità non ha brillato. Fuori dalla squadra anche il tedesco Benzin già campione europeo nel 2013 rientrato solo nella canadese biposto dove, come sappiamo tutti, ha preso un argento in coppia con Anton.
La qualifica la porta a casa con una bella manche il ceco Jezek che dopo essere rimasto al palo per un anno intero, non era entrato in squadra nel 2014, si è messo subito in luce. Lui, l'informatico per antonomasia, si è ributtato ad allenarsi duramente andando in Australia per diverso tempo, portandosi pure tutta la sua bella famiglia.  Poi il lungo Stanislav si perde in finale con errori banali. Il pacchetto di finalisti riservava però comunque ottimi nomi del panorama mondiale di questa specialità, ma su tutti domina lo sloveno.  Interessante la sua crescita sportiva che è in un crescendo "wagneriano" dopo l'argento mondiale a Deep Creek. Ma che cosa è cambiato in questo fenomeno della canadese mondiale per essere il vero protagonista della specialità? Direi praticamente nulla se non il fatto che inizia a concretizzare nelle finali tutto il suo potenziale di grande scivolatore. Alle Olimpiadi del 2012 vinse la qualifica, secondo in semifinale e poi schiantato in finale malamente. Anche qui in Germania ha rischiato grosso alla porta numero 6 in finale che è riuscito ad infilarla per grazia divina. Ma si sa che la fortuna e io aggiungerei gli dei aiutano gli audaci! Il suo proseguo poi è stato eccezionale e gli ha portato questo titolo continentale e probabilmente molta fiducia in se stesso.
Sono felice per Sideris Tasiadis, grande uomo, prima di essere un divino pagaiatore dei paletti dello slalom. Lo ricordiamo tutti che l'anno scorso rinunciò al mondiale a stelle e strisce per restare vicino alla sua innamorata in un momento particolarmente difficile per lei. Oggi rientra e sembra che tutto si stia risolvendo al meglio e noi confidiamo nel buon Dio e nelle preghiere. Il suo ritorno alle gare direi è stato con grande onore visto l'argento conquistato.

Interessante il commento che ha postato in rete il campione europeo uscente Alexander Slafkovsky, che ha chiuso in sesta posizione l'edizione 2015.  In sostanza lo slovacco sostiene che il tracciato è stato disegnato per sinistri e considerando che lui è destro si è sentito decisamente penalizzato. Il giovane canoista Patrick Marriott gli ha suggerito di cambiare lato di pagaiata qualche volta è lui è stato molto esplicito rispondendo: "Switching is for girls". Commento questo che è piaciuto particolarmente anche ad Aureliano Masoero che colgo l'occasione di salutare e ringraziare perché so essere un attento e critico lettore di questo blog.

Aggiungerei solo che  Gargaud e Lefevre pagaiando come "signorine" si sono portati a casa un titolo iridato a testa in questa specialità ritenuta da alcuni ancora solo ad esclusivo appannaggio di uomini veri!
 

Occhio all'onda!

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prosegue analisi Campionati Europei di Slalom 2015


Il fatto di avere il tracciato sempre uguale ci permette di fare una analisi sui vincitori nelle rispettive categorie. Prendiamo ad esempio il Kayak femminile vinto dalla basca Maialen Chourraut, la quale esordisce in qualifica con un tempo di 111,12 più una penalità e finisce ottava. In semifinale si migliora di 2 secondi e 01. Farà ancora meglio in finale dove di secondi ne toglie altri 3. Quindi in tre discese riesce a migliorarsi di 5 secondi e 03. Sarà ad un 19,04% dal vincitore del K1 uomini. Normalmente le donne oscillano da medie di distacco dal 10 al 15%. Quindi arriva il primo dato sul tracciato che ci dice chiaramente che in base a queste percentuali è chiaro che è un percorso poco adatto al settore femminile in relazione a quando si diceva sul fatto che lo slalom dovrebbe essere un mix di velocità e tecnica.
Piccola considerazione sul kayak femminile. Vince l'Europeo il bronzo di "London 2012" che dopo l'anno di fermo per maternità ha ripreso gradualmente con un 2014 decisamente sotto tono rispetto le sue potenzialità (27^World Cup; 14^World Championships; 18^Euro). Lei che da U23 aveva un argento ai mondiali nel 2004 e un argento assoluto ai mondiali in casa nel 2009. Assenze di rilievo sono state quelle di Elena Kaliska, la slovacca ferma per una operazione, di Jasmin Schornberg che non è  entra in squadra tedesca nonostante tre terzi posti e un secondo nelle rispettive gare di selezione. La tedesca, sesta agli ultimi mondiali, si prende un anno di pausa forzato per ricaricare le batterie dopo 9 anni in squadra nazionale assoluta e con grandi risultati a livello internazionale. Altra grande esclusa dalla sua nazionale è  Nouria Newman, argento mondiali 2013, che ha mancata completamente la forma alle prove di selezione di Aprile a Pau. Presenti, ma deludono la campionessa olimpica 2012 e campionessa mondiale 2013 Emilie Fer che agli europei si deve accontentare di un 14esimo posto e guardarsi le finali da bordo campo. Il suo 2014 si era dimostrato piuttosto deludente se si esclude il titolo iridato a squadre. Male l'austriaca Kuhnle che in semifinale dopo un ritardo nella rotazione alla porta numero 6 si trova sull'onda successiva in salita e non arriva alla 7 guadagnandosi un 50 che la lascia ovviamente fuori dai giochi per le medaglie. Male anche Dukatova che dopo il secondo posto in qualifica si trova in abissale ritardo alla risalita 20 dove perde preziosi secondi che gli costeranno l'accesso alla finale. La semifinale va alla tedesca Ricarda Funk con un 107,35 (105,35 + 2 penalità alla porta 6).
Le finali sono sempre un altro capitolo e l'esperienza, la determinazione premiano Maialen Chourraut che così inizia la stagione della selezione olimpica da protagonista. Mi è piaciuta molto Ricarda Funk la tedesca che il 15 aprile scorso ha compiuto 23 anni.In finale ha avuto due tocchi (4 risalita entrando e 22 che la punta della sua canoa è saltata troppo tardi sull'onda proiettandola direttamente sulla palina di sinistra, ma il suo tempo 104,52 testimonia la sua potenza. Terza Katerina Kudejova la ceca allenata da Prskavec. Da segnalare il rientro alle gare della britannica Elisabeth Neave dopo l'operazione dello scorso anno che l'ha tenuta lontano dalle gare. In finale anche la decana dello slalom mondiale Stepanka Hilgertova che evidentemente a 47 anni è ancora in grado di dare filo da torcere alle ventenni.





Occhio all'onda! 



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Analisi Campionati Europei Slalom 2015

Dai campionati europei sono nati spunti molto interessanti su cui riflettere, ma nello stesso tempo fanno nascere molti dubbi sulla strategia che l'organo continentale sta seguendo.

UNICO TRACCIATO PER QUALIFICHE - SEMIFINALI - FINALI

Partiamo dalla scelta di far disputare tutto il campionato su un unico tracciato - qualifiche, semifinali e finali.
Se noi andiamo a vedere le classifiche finali nelle cinque diverse specialità ci accorgeremo che su 55 finalisti 16 sono passati per la seconda manche. Quindi il 29% se trasformiamo in percentuale questo dato. Le medaglie vinte da questi 16 atleti, che hanno avuto l'opportunità di fare la seconda discesa di qualifica, sono state ben 5 e cioè pari al 33,3%. Medaglie importanti come i due ori (40% del totale) rispettivamente per lo sloveno Savsek nella canadese monoposto e quello della britannica Woods nella canadese in rosa. C'è poi l'argento (20%) del tedesco Grimm nel K1 uomini e i due bronzi dello slovacco Malek (k1Men) e Kudejova (K1women).

Ovviamente tutto ciò ha un riflesso chiaro nelle gare a squadre dove ci sono team che hanno atleti che si presentano in questa prova dopo aver fatto già 4 discese sullo stesso percorso. Contro altre squadre che viceversa possono avere atleti che sono scesi solo due volte su quel tracciato.

A fronte di questi dati possiamo dire tranquillamente che mantenere lo stesso percorso per tutte le varie fasi della manifestazione è perlomeno poco corretto e come direbbero gli inglesi: "unfair".

Una novità importante durante la messa in opera del tracciato è stata quella di avere degli atleti in acqua che provassero di volta in volta le porte che venivano piazzate e di conseguenza i tracciatori - il francese Yann Le Pennec e il tedesco Michel Felix -
avevano l'opportunità di mettere esattamente nel punto giusto questa o quella porta. In questo modo si ha la possibilità che le porte siano fattibili, ma non si ha la certezza che proiettate sull'intero tracciato siano ancora possibili offrendo il giusto mix che deve avere un percorso di slalom tra tecnica e fisicità. Piccola curiosità sui due tracciatori che sono entrambi specialisti della canadese biposto. Il primo gareggiava in coppia con Quemerais e fu campione del mondo a squadre nel 2002 ai mondiali di Bourg St. Maurice. Miglior risultato individuale nel C2 fu il quinto posto dei Giochi Olimpici di Atene 2004. Il tedesco è il tecnico nazionale per il C2 e non ha però trascorsi agonistici di livello in questo sport. 
Interessante il fatto che questi due tecnici hanno piazzato un tracciato così angolato e spinoso con tante, forse troppe, retro.

IMPATTO CON MASS-MEDIA E PUBBLICO

Il regolamento europeo si diversifica essenzialmente da quello internazionale su due punti.
 

Il primo, come già detto,  è il fatto di avere nel continentale sempre la stessa pista (anche se già si verificò questo ai mondiali di Tacen 2010 si gareggio sempre sullo stesso tracciato per problemi di acqua).
 

Il secondo per avere una finale nel K1 men di 15 atleti rispetto ai 10 dell'ICF.
 

palo rigido che si può toccare e non viene data penalità solo eventuale salto
Questo però crea qualche problema di comunicazione con i giornalisti e con il pubblico e chi segue l'evento via internet. Infatti molti si sono chiesti perché in alcune discipline la finale è a 10 e nel kayak men a 15.
Queste diversificazioni non fanno bene ad uno sport che deve cercare soprattutto di attirare pubblico ed interesse per poi proporsi con una azione di marketing ben concertata. I continui cambi creano solo confusione. Non vedo poi la necessità di cambiare come ad esempio la proposta fatta per le porte rigide. Se da un lato potrebbero risultare interessanti dall'altro lato si va a complicare il sistema di montaggio della pista. Io mi concentrerei più, lo ripeto, sulla vendita del prodotto "CANOA-SLALOM" che perdere tempo in regolamenti molte volte inutili.

 

Non ho parlato dei risultati delle gare, ma lo faremo sicuramente da qui a breve.

Buona domenica a tutti per il momento e ...

Occhio all'onda!


Approfondimento proposto da Lando

Mi piacciono le persone concrete e Lando sicuramente lo è! Ha colto nel segno chiedendosi: "come si fa a migliorare questa connessione potresti postare qualche esercizio?"
Bene il primo punto caro Lando parte dalla conoscenza del problema e cioè iniziare a percepire questa connessione in tutti gli esercizio che andiamo a fare.


Esempio numero uno - quando pagai ascolta e percepisci la trasmissione di questa propulsione attraverso le varie fasi che sono inserimento della pala in acqua -  appoggio piede  - inizio rotazione del busto - spalla - braccio - gluteo - estrazione - preparazione inserimento della pala in acqua dall'altro lato e riprende la catena cinetica. Ora quando si entra in azione bisogna iniziare a concentrarsi proprio sul fatto di rendersi conto vivendo tutta questa serie di frammenti che in realtà diventeranno un gesto unico. 


Sali su un pagiaergometro e fai la stessa cosa - qui puoi vedere o filmare tutto il  tuo corpo intento a pagaiare e capire se la catena cinetica non viene interrotta da qualche parte. Oppure in vasca di voga per vedere l'azione delle gambe. 


Questo è il primo esercizio quindi sintetizziamo dicendo - CONSAPEVOLEZZA  e ricerca del GESTO MOTORIO nelle sue varie frammentazioni e catene cinetiche. 

Chiaro il concetto? Se non lo fosse ti prego di chiedere.
 

ESERCIZI

- pagaiergometro (analisi visiva e sensitiva del gesto);

- in canoa  separa le varie fasi e prova a spingere con i piedi e capire e sentire lo scorrimento dello scafo sull'acqua;
- in canoa l'opposto dell'esercizio precedente non spingere con i piedi e cerca di percepire le differenze che ci possono essere;
- in canoa pagaiata solo di braccia relaziona il dispendio energetico (sensazione di fatica, la facciamo più semplice) e relativa resa.

Ho fatto l'esempio della pagaiata perché è l'essenza di tutto per uno slalomista, nel senso che tutti gli altri gesti (appoggio, Duffek, spostamenti laterali, etc.) non sono altro che pagaiate modificate, ma che mantengono lo stesso identico principio della catena cinetica sopra descritta. Quindi anche per tutte queste manovre,  per capire e trovare la connessione, si dovrà ripetere gli stessi esercizi concentrandoci proprio su questi elementi e scopriremo che i muscoli dell'addome nella loro quasi interezza (retto, priamidale, obliquo esterno e interno, traverso, quadrato dei lombi) svolgono la funzione di connessione tra la up e lower  body mettendo in realzione le due parti del nostro corpo. Il tutto per trasmetterlo allo scafo.
 

Lando ho risposto adeguatamente e sufficientemente?

Occhio all'onda!

Connessione tronco - gambe

Mi rendo conto che molte volte parlando di tecnica affrontiamo separatamente  argomenti come spinta con le gambe, trasmissione della pagaiata sulla canoa, rotazione delle spalle con conseguente rotazione della coda. Trattiamo questi aspetti singolarmente senza cercare il vero punto di connessione tra la parte superiore e la parte inferiore del nostro corpo. L'azione braccia e tronco con spinta gambe deve trovare un connettore unico che permetta all'atleta di trasmettere alla canoa l'impulso di tutto il corpo. L'azione è un'operazione congiunta tra la  parte superiore ed inferiore.  Questo deve essere il vero punto di partenza per ogni nostro gesto in canoa, anche se tronco e gambe sono spesso e volentieri impegnati a lavorare in modi diametralmente opposti, proprio per creare l'effetto molla o per trasmettere l'impulso di propulsione o rotazione alla barca stessa.
Il punto quindi di connessione e la relativa distribuzione delle forze diventano l'oggetto che dobbiamo prendere come riferimento per capire dove intervenire. 


L'allenatore deve analizzare il gesto nella sua interezza e capire se c'è questa dinamica in atto oppure se l'atleta si limita a compiere gesti meccanici separati tra parte superiore ed inferiore del corpo. La connessione diventa fondamentale per usare in sequenza le varie dinamiche della pagaiata che si trasforma mano a mano per guidare  lo scafo nelle varie porte in discesa o in risalita. 


Non è facile capire se l'atleta sta usando correttamente la spinta delle gambe, ma ci possono  aiutare molto alcune domande da rivolgere allo stesso soggetto del tipo:


1. alla fine dell'allenamento senti le gambe affaticate?
2. alla fine dell'allenamento come stai con la tua 

    muscolatura addominale?
3. percepisci e ti concentri sulla spinta delle gambe?

4. dov'è la tua connessione fra tronco e gambe?

Un altro punto importante è osservare il puntapiedi degli atleti e il sedile, nel caso del K1, l'impostazione per le canadesi.   Da questo sopralluogo  possiamo ricavare vari dati sulla postura dello slalomista impegnato e soprattutto capire se effettivamente c'è questa unione tra azione superiore e inferiore del corpo. E' come osservare le scarpe di un corridore e in modo particolare la suola dalla quale possiamo ricavare molti dati interessanti. Come è altrettanto interessante capire dove uno slalomista ha formazioni callose e come sono sviluppate le stesse.  Tutti elementi che ci aiutano ad approfondire l'osservazione sull'atleta per poi intervenire in maniera più specifica e mirata

Occhio all'onda!

Prossimamente...


     Dai campionati europei sono nati spunti molto interessanti su cui riflettere, ma nello stesso tempo fanno nascere molti dubbi sulla strategia che l'organo continentale sta seguendo. Partiamo dalla scelta di far disputare tutto il campionato su un unico tracciato - qualifiche, semifinali e finali...