Un giorno off



Il caffè di questa mattina ha un sapore diverso: è più dolce o forse è la tranquillità con cui lo sto bevendo che lo rende così.  Al toast ho aggiunto una sottiletta di formaggio in più.
Non c'è la fretta delle altre mattine che dal marzo del 2011 a ieri mi ha accompagnato praticamente sempre. Il Brasile dei pali dello slalom aveva un appuntamento importante, uno solo veramente importante per l'intero movimento.  Arrivai qui è mi dissero:  "dobbiamo fare bene ai mondiali che organizzeremo nel 2015". Le Olimpiadi fino ad oggi non sono mai state tirate in ballo! Mi è stato ripetuto per tutto questo tempo: "ricorda che la priorità assoluta sono i mondiali Junior & U23". Abbiamo vissuto quindi con questa grande meta da raggiungere ogni giorno dal 2011 a oggi.  Ora tiriamo il fiato per qualche ora, solo per qualche ora. Domani l'obiettivo chiaro a tutti sarà Rio 2016! Certo alziamo l'asticella e la portiamo al limite forse invalicabile, ma su quella montagna vogliamo salirci fino alla vetta, fosse l'ultima cosa che faremo  nella nostra vita. Vivo per non avere domani rimpianti anche se le persone che amo di più stanno pagando caro questo prezzo che sta dietro ad ogni risultato e ad ogni scelta che la vita ti mette difronte. Però era forse più difficile prendere ogni giorno la bicicletta e andare a lavorare vicino a casa, senza avere però  la possibilità di esprimere veramente quello che senti dentro di te. Avrei dovuto  restare ingabbiato in un sistema che funziona solo per reprimere energie e idee, senza offrirti nulla di più se non la sopravvivenza. In un sistema che se pensi ti guardano male, in un sistema che cura, ma non previene.
Per fortuna che lo spirito dell'acqua che corre ha saputo prendermi per mano e guidarmi fino a qui con orgoglio e determinazione.

Con Guille, il mio collega, ci siamo resi conto che il mondiale è finito veramente solo questa sera quando abbiamo salutato alcuni allenatori spagnoli amici che domani prenderanno la vita del ritorno. Io per la verità lo avevo capito qualche ora prima quando ho abbracciato Zeno e Raffy in partenza per tornare a casa a riabbracciare mamma Marina. 


Occhio all'onda! 







Step by step


Nell'armadio accumulo disordine ogni sera quando ripiego le cose usate. I pantaloni non tornano al loro posto, le camicie prendono altre vie, gli shorts si nascondono ovunque e le t-shirt spariscono tra le altre cose. Il dilemma nasce quando devo rivestirmi il giorno successivo. In pratica succede che rivedendo le stesse cose della sera, mi rivesto come prima. Solo se mi concentro attentamente e cerco di ricordare riesco a cambiare look indossando capi che magari erano lì da mesi che cercavano di mettersi in evidenza per essere usati.
E' quello che succede un pochino nelle gare. Memorizzo immagini su immagini, le archivio e poi mi  devo mettere di buona lena per recuperare in chissà quale meandro del cervello, se mai dovessi scoprire di averne uno, per utilizzarle quando servono. Soprattutto ricercando tra uno scaffale e l'altro le cose che non metto da tempo e che magari mi stimolano a sentirmi bene. Metafora di vita!  Le gare però hanno un senso incredibilmente temporale, non ci si può scordare mai che pur vincendo bisogna aver l'umiltà di riprendere da zero sempre e comunque.

Il Brasile conquista le sue prime medaglie iridate fra gli U23 dopo che l'anno scorso aveva vinto l'oro nel K1 donne Junior.  "Step by step" la giusta filosofia nello sport  e credo pure nella vita... mamma mia che saggio che sono, quasi quasi mi spavento da solo!

Ieri sera il vincitore del K1 U23, Jirj Prskavec, riportando una frase di Slafkovsky mi ha detto: "only if you are in the final you are on the race". Beh allora noi possiamo dire di aver avuto questo onore per ben undici volte.

Bravo a Zeno che rientra in gara dopo un anno di stop per problemi fisici. Ha dimostrato, soprattutto a se stesso, di esserci. Raffy in finale ha ceduto fisicamente dopo la 15 in risalita nella gara individuale, ma ha saputo in poco più di un paio di ore riprendersi e conquistare con i compagni ad un titolo iridato importante. Paolo Ceccon straordinario individualmente e sprintoso in team è stata la marcia in più. Roberto Colazingari saggio e attento  ha saputo archiviare velocemente la delusione della finale individuale con una magica gara a squadre facendo collante tra i due giovanissimi colleghi.


Oggi chiudiamo con le finali K1 donne, C2, gare a squadre e cerimonia di premiazioni, poi tutti in chourrascheria per una cena offerta dal comitato organizzatore e a seguire iniziano le feste... speriamo bene di contenere tutti questi giovani anche fuori dall'acqua!

Occhio all'onda! 








Semifinali archiviate con un Sebastian Rossi eroe di giornata



Mi sarebbe bastato l'abbraccio sincero e affettuoso ricevuto questa mattina dopo la ricognizione del percorso da Ana per fare grande questa giornata; se poi ci aggiungiamo le 11 finali conquistate negli U23 dal mio Brasile e dalle due di Zeno e Raffy direi che c'è da essere veramente contenti e sereni. Ora il lavoro finisce qui considerando il fatto che  la finale è una roulette russa: si può vincere tanto quanto perdere, l'unica cosa che conta è esserci e vendere cara la pelle!

L'eroe della giornata però è stato Sebastian Rossi. L'atleta, nato e cresciuto nella città del tango per antonomasia, dopo il fatidico "3,2,1, go" si spinge sul sasso e si porta al centro del canale, piazza la pagaia in acqua per una propulsione indietro sul suo lato di pagaiata e cioè a destra e gira la canoa con la punta verso valle. A questo punto tira una prima pagaiata, quindi la sfila e si prepara a darne una successiva e fino qui tutto nella normalità. Il problema però nasce proprio su questo colpo, infatti il tubo si frantuma e lui rimane senza il mezzo di propulsione necessario per guidare la sua canoa. Seba, come da tutti è chiamato, sembra non darsi per vinto e si lancia nel tracciato usando le mani. Conseguirà ad arrivare alla fine con un solo salto di porta e con una scia di persone che a mano a mano che proseguiva il suo cammino verso una missione impossibile aumentava di numero e di incitamenti.  Un sogno svanito di finale si è subito trasformato nell'orgoglio di portare a termine una discesa che per un atleta, al di là di come ci si possa classificare, diventa essere un impegno morale con se stessi. Bravo Seba! Esempio di volontà per raggiungere una meta senza paragoni. Il suo video, prontamente postato, ad ora che si sta scrivendo ha avuto 142.740 visualizzazioni e questa la dice lunga sulla sua impresa.  

A fine gara con il mio collega francese Saidì commentavamo il livello delle gare junior. Entrambi, che di atleti ne abbiamo visti e cresciuti parecchi, concordiamo sull'altissimo livello degli Junior. Donne fantastiche sia in kayak che in C1. Tanto per dirla chiara ben sei donne in kayak junior sarebbero entrate nella finale delle U23. Ha vinto tra le giovani Camille Prigent, il cognome è già una garanzia considerando che la mamma e il papà oltre ad esser due tecnici di grande livello hanno avuto pure un passato di campioni in questo sport. Aggiungo anche che la terza è una certa Selina Jones. Vi dice nulla questo cognome? La mamma è stata campionessa del mondo nel 1991 e l'anno successivo campionessa olimpica. Parlo di Elisabeth Micheler. Il papà campione del mondo a squadre con Richard Fox e bronzo ai mondiali in Val di sole 1993. Calco la mano dicendo che  fra i C1 junior ben 7 avrebbero preso finale negli U23. Non vorrei essere impietoso se aggiungo che 9 su 10 C1 Junior donne le avremmo ritrovate pure in finale tra le colleghe più anziane!

Finisco qui, per i fuochi d'artificio aspettiamo domani!

Occhio all'onda! 



E' c'è chi segue dall'università questi mondiali con tanto amore!



Spagnoli nel mondo



Si entra nel vivo con la semifinale



Basta invertire i numeri e le cose possono iniziare ad andare per il verso giusto. Prendete il tracciato per la semifinale e finale ed è bastato mettere il "3" al posto del "4" e il "4" al posto del "3" e le due risalite sono tornate ad avere un senso logico. E poiché come dicevano i latini "bis repetita placent" anche la "16" è diventata la "15"  e la "15" la "16" in una morta più in basso. Ora direi che ci siamo e il percorso per le semifinali di domani e le successive finali di sabato mi sembra decisamente azzeccato con le giuste difficoltà per gli junior, un po' meno per gli U23, e con una distanza poco superiore agli 80" che regalerà le giuste emozioni per un mondiale organizzato alla grande, grazie alla disponibilità data dai due  "main sponsor" BNDES e ITAIPU Binacional e dalla professionalità di Argos Rodrigues Schena che sovrintende questa manifestazione con grandi capacità ed una enorme passione. 

Probabilmente sono corso un pochino troppo avanti non ho detto nulla in relazione alle gare di qualifiche che nel bene e nel male sono routine che lasciano poco al racconto. Nessuna sorpresa, solo qualche delusione per giovani atleti che già dalla partenza partivano per fare esperienza nelle due discese a loro concesse. Questa formula secondo me è antiquata e rilega i primi giorni di gare a far riscaldare i motori agli atleti più bravi regalando agli altri illusioni oggi ma speranze e motivazioni, si spera,  per il loro futuro.
Solo domani si entrerà nel vero clima di gara quando la discesa sul tracciato vale come qualifica per la finale a 10. 
Un commento però è doveroso. Il livello è altissimo fra i C1 Junior, pensate che i primi otto sarebbero entrati tranquillamente in semifinale U23. Le donne sedute hanno fatto capire che il titolo è ancora aperto, probabilmente più della vigilia a meno che Jessica Fox sia stata così brava ad ingannare tutti con un prova contenuta. Averla vista pagaiare però sul tracciato l'impressione non è stata questa. Tra gli uomini under la lotta è aperta e questa volta c'è anche il Brasile pronto a dare battaglia, come in tutte le altre specialità... e che il buon Dio ci assista!
Chiudo qui anche se avrei da fare delle domande al Jury President, un certo Thomas Konietzko, presidente della federazione tedesca di canoa e membro del Board Directors internazionale. A lui chiederei con quale coraggio si presenta da queste parti come massima autorità considerando il fatto che la sua nazionale U23 non si è neppure presentata a questo evento e con gli junior non parteciperanno alle gare a squadre. Semplicemente vergognoso! Io applicherei la regola del calcio che se non ti presenti ai campionati giovanili non puoi partecipare al massimo campionato: semplice!

Occhio all'onda!


Ana Satila durante l'analisi del percorso

In sala video con lo staff tecnico della Spagna


sulla sinistra Jean Michel Prono  e Guilermo Diez Canedo i tracciatori




Mondiali di slalom per Junior & U23 al via



Il bianco delle nuove uniforme dà un'aria regale e ha la capacità di farti emozionare e di emozionare chi ti sta vicino. Ho percepito molta energia positiva questa mattina arrivando al campo di slalom per l'ultimo allenamento prima del grande evento e mi sono reso conto, ancora una volta,  che non c'è nulla di più esplosivo di una vigilia iridata  che da tempo aspetti. Ultimo allenamento, poi il controllo dei materiali, l'attesa per la dimostrazione del percorso, la cerimonia di apertura che ci ha illuminato sulla grande opera idraulica che l'uomo ha saputo fare per dare energia e lavoro a molte, moltissime persone.  Poi c'è  una notte difficile da far passare per molti dei 379 atleti che da domani animeranno questo campionato. I percorsi per qualifica, semifinale e finale sono stati disegnati dal presidente del bording dello Slalom  e dal mio collega allenatore della squadra brasiliana in rappresentanza del comitato organizzatore.  Il mix tra francese e spagnolo si è dimostrato non facile considerando il fatto che la contrattazione tra i due è stata leggermente complessa. Il buon Jean  Michel  Prono, arrivato qui nella notte,  non ha voluto saperne di eliminare due combinazioni di risalite che hanno il sapore di reminiscenze di una gioventù abituata a fare sui tracciati di slalom veroniche assurde per rimontare porte sparse quà e là senza logica. Oggi la realtà dello sport dell'acqua che corre ha altre esigenze e la punta della canoa dovrebbe  guardare sempre valle e mai a monte, come le punte degli sci degli slalomisti.   Trovarsi ancora nel 2015 con porte  che ti fanno rimontare un tratto di fiume su cui eri già passato non ha nessun senso. In parole povere bisognerà fare la risalita 3 e poi prendere il buco centrale per risalire qualche metro al fine di passare poi per la risalita 4. Il giochino si ripeterà tra la 15 e la 16 ovviamente sul lato opposto.  Questo secondo me, per dirla tutta, castra l'espressività dei nostri atleti, proprio per il fatto che stiamo parlando di un campionato mondiale Junior e U23. Si  imbavaglia l'evoluzione che può arrivare solo attraverso questi atleti. Se poi, invece di proporre cose nuove e magari anche sperimentali, a questa giovane generazione di atleti, ci limitiamo a riportarli indietro nel tempo la cosa potrebbe assumere anche un aspetto decisamente ridicolo e frustrante.
Per fortuna che ad affiancare il presidente Prono è stato messo Guille Diez Canedo che è riuscito a far togliere per la semifinale e quindi finale le assurdità di cui sopra.
Speriamo bene che nella prossima "Convention per tracciatori" che verrà organizzata in occasione della prima gara di Coppa del Mondo in quel di Praga, ci venga data la possibilità di chiarirci sul senso del nostro sport e su dove si vuole andare.


Per seguire la diretta da Foz do Iguaçu cliccate qui.

Occhio all'onda!  












Junior e Under 23 immersi nei loro sogni


Le migliori scarpe per affrontare i temporali sono le infradito, se poi siete in Brasile vi consiglio le "Havaianas" con poco più 5 euro trovate le originali quelle, tanto per capirci, con la bandierina di questo paese sulle striscette esterne. Le più classiche sono quelle nella versione blue e giallo. Le previsioni per tutta la settimana sono poco rasserenanti quindi bisogna trovare la soluzione ideale per affrontare le difficoltà nel miglior modo possibile. La pioggia mantiene la temperatura fresca e quando finisce ci regala arcobaleni da sogno. L'iride è un semicerchio enorme che ti avvolge e ti fa sognare.
Siamo a pochi  giorni dalla cerimonia di apertura dei Campionati del Mondo di Canoa slalom per Junior & U23 e praticamente tutte le squadre sono arrivate qui a Foz do Iguaçu nello stato del Paraná. Il vero sole di questi mondiali sono i tanti ragazzi e ragazze che in questi giorni colorano il canale di questo magico paradiso terreste. I loro sorrisi ci riempiono il cuore. I loro sogni accompagnano le loro pagaiate e poco importa se fuori piove, se c'è molta umidità o se si rompe la canoa per provare manovre che forse i tracciatori neppure si immaginano.  E' bello vedere questi giovani atleti impegnarsi in uno sport che certo popolarità non ti regala, ma ti fa sentire bene ogni volta che navighi con lo spirito dell'acqua che corre e che ti lascia libero di vivere senza pensare a nulla solo approfittando del momento, godendo della situazione e della gente che ti è vicino. Ecco! un mondiale lo hanno vinto già tutti a noi non rimane che augurare un forte in bocca al lupo, con la certezza che sarà un campionato iridato da ricordare a lungo


Occhio all'onda!

Proseguono le selezioni nel mondo alla vigilia dei mondiali Junior & U23 di slalom


Non c'è nulla di più rilassante ed emozionante che andare in bici al canale di Itaipu e poi farsi una bella pagaiata con i ragazzi tanto per stimolarli un pochino. Nel mondo nel frattempo gli atleti si dannano per prendere un posto in squadra in vista degli appuntamenti internazionali. 

Nella Carolina del Nord  "trials"  a stelle e stisce:   tre  gare su un canale artificiale ed interessante come quello del  "National Whitewater Center" di Charlotte. Al via 42 barche.Parlano già chiaro i risultati della prima giornata e cioè quella disputata venerdì. Lefevre torna in gara dopo sei mesi dal suo titolo iridato e dopo aver passato un inverno ad allenarsi a Washington d.C. al freddo e al gelo! Sembrava preoccupato da quanto dichiarato, ma evidentemente tutto è sparito al fatidico 3,2,1, go! Infatti ha dominato la prima giornata vincendo sia in K1 che in C1. Nella specialità in cui è il detentore del titolo mondiale è a un 3,8% dalla sua prestazioni da seduto. Non male direi! Alle sue spalle in ginocchio finisce Eichfleld Casey che registra praticamente lo stesso tempo del franco-americano, ma ha 4 penalità. Anche Michal Smolen ci prova a combattere in Kayak contro Lefevre, ma finisce a 2,66.
La prima donna in Kayak è Ashley Nee ad un 21,8% dal primo K1 men. Non ha preso il via Dana Mann Benuš che  il prossimo mese darà alla luce il suo primogenito. Lei si ripresenterà ad agosto quando  si riapriranno le selezioni nel caso in cui le donne non entrassero nel 15% dal miglior K1 e stando ai risultati della prima gara la cosa sembra abbastanza difficile. Il primo C2, McEwan/Eichfled sono al 25,9%. Colleen Hickey, la prima donna in C1,  al 61,8%.


Anche l'Austria sta gareggiando per le prove di selezione sul canale di Vienna.
Violetta Oblinger è arrivata 3^ nella prima gara  e ha vinto la seconda, mentre suo marito Helmut è nella prima gara è arrivato secondo e nella seconda ha vinto. Da quest'anno per l'Austria gareggia anche il meranese Matthias Weger che esordirà con la maglia di questo suo nuovo paese proprio con i campionati del mondo U23. 



I francesi scaldano i motori per le prove a Pau e si iniziano a vedere le prime foto degli allenamenti dal canale francese.

Queste le informazioni che trapelano, ma ovviamente bisognerebbe essere sul posto per avere maggiori dettagli ed informazioni. Per il momento però accontentiamoci di ciò considerando il fatto che l'attenzione ora è tutta qui a Foz do Iguaçu per i mondiali Junior & U23. Sono arrivate le squadre della Repubblica Ceka e Slovacca. Atterrata anche Nuova Zelanda, Canada e Irlanda. Saranno 36 i paesi che prenderanno il via a questa rassegna iridata di categoria giunta alla XVII edizione per il settore Junior e alla IV per gli U23.

Nel 1986 sono nati i mondiali Junior e la prima edizione fu organizzata a Spittal (Austria). Località questa che già in passato ospitò i mondiali assoluti nel '63, '65 e '71. I mondiali Junior hanno avuto cadenza biennale dalla nascita al 2012. Oggi questa manifestazione si disputa ogni anno come è giusto che sia.
I Campionati del Mondo U23 nascono nel 2012 con la prima edizione disputata negli Usa a Wausau e sono da subito disputati ogni anno.
Una bella vetrina per i giovani talenti dello slalom mondiale, ma non sempre chi raggiunge il vertice da giovane poi si conferma nella massima categoria. Quindi nello stesso tempo non vincere un mondiale junior non pregiudica il futuro di un atleta. Ad esempio Tony Estanguet e Daniele Molmenti (campioni olimpici) non hanno nel loro curriculum il titolo iridato in questa categoria, ma ben altri e più prestigiosi sicuramente.


Occhio all'onda! 

Lo slalom attraverso l'occhio di Neil Proctor


Nella foto di Neil Proctor il campione olimpico Etienne Stott (a sinistra)  e il suo compagno Mark Proctor

Ranghi completi per la squadra inglese di slalom per le prossime gare internazionali partendo dai campionati europei di fine maggio. 18 atleti di cui 9  U23. Il fatto di avere la metà di atleti sotto i 23 anni garantisce a questo paese una continuità per il futuro oltre al fatto di avere una  eleva competitività all'interno del Regno Unito.  Ma forse non volevo dire questo, quindi volevo principalmente dire che ho seguito le gare di selezioni da Lee Valley in internet sul sito canoeliveresults.com:  gran bel sito per il nostro sport anche se si potrebbe fare di più. E a queste informazioni ho aggiunto le foto che  Neil Proctor puntualmente postava dopo ogni giorno di gara. Questo fotografo, cugino di Mark Proctor che ora gareggia con il campione olimpico Etienne Stott, ha una particolare sensibilità per le immagini in canoa e fuori. Coglie i particolari e li esalta. Pulita la luce, colori freschi e originali. Foto che, se lette attentamente,  raccontano e descrivono gli stati d'animo degli atleti e di chi segue le gare da vicino. Una panoramica globale e non limitata ai grandi campioni. Per me una conferma del talento di questo fotografo quindi Mr. Proctor: "thank You very much".

Anche noi in Brasile abbiamo una squadra giovanissima, solo un K1 è over 23.

Questo è il frutto di un lungo processo di crescita di questo paese iniziato canoisticamente parlando nel marzo 2011. I risultati si devono progettare a lungo termine, mentre a breve bisogna costruire un sistema che possa funzionare a 360 gradi. Tutto ovviamente dipende dalle risorse e queste sono il frutto del lavoro di un mix tra dirigenti che nel sistema italiano è il politico di turno,  tecnici, società, atleti. Secondo me però ci deve essere una netta e precisa divisione di ruoli e competenze il tecnico non può fare il politico e quest'ultimo non può far il tecnico. Si è cercato in questi ultimi anni di inserire nel pacchetto delle decisioni gli atleti, ma a mio modo di vedere le cose non sono migliorate. Il motivo è complesso certamente, ma un atleta in attività è concentrato su se stesso, come è giusto che sia e non ha e non può avere una visione aperta per apportare cambiamenti all'interno del proprio sport.

Occhio all'onda!



Inizia la stagione di gare

sulla sinistra Peri Guerrero con il suo atleta José Carvalho
Lungo week-end di gare quello in corso tra selezioni inglesi, brasiliane, coppa del Segre e una gara in quel di Skopje in Macedonia di cui non so nulla.  La Pasqua non ferma le competizioni tanto più che la stagione agonistica si sta avvicinando a grandi passi e la voglia di gare è tanta.

Da Lee Valley non arrivano grosse novità dopo due giorni di prove. Infatti si confermano  ad una giornata dal termine i nomi più importanti come Florence/Hounslow in C2, entrambi già qualificati anche rispettivamente in C1 e K1, e il rientro alle gare dopo l'infortunio dello scorso anno di Lizzie Neave, nella categoria del Kayak femminile dove era già qualificata la vice-campionessa del mondo Fiona Pennie che non ha gareggiato, ma si è limitata ad osservare le compagne in gara. La scozzese, giusto una settimana prima, aveva esordito a Markkleeberg (Germania) dove era finita terza dietro a Kuhnle e Funk. In finale erano presenti Melanie Pfeifer, bronzo iridato 2014 in USA, Maialen Chourraut, bronzo olimpico, Viktoria Wolffhard, 3^ europei 2013, l'inossidabile Hilgertova Stepanka non la nipote Emalie, che il prossimo 10 aprile compierà 47 anni! A questo drappello c'è da aggiungerci Kudejova, già campionessa del mondo U23 nel 2013, Galuskova, argento europei 2014, ed infine Leitner. Salta all'occhio il fatto di vedere tre austriache in finale che testimoniano il buon lavoro fatto e portato avanti dai tecnici  Saiber e da Abramic, rispettivamente tedesco e sloveno.
Ma torniamo sull'isola di sua maestà la regina... ah dimenticavo siamo tutti in attesa della nascita del secondogenito della casa reale, anche se si mormora che sia femmina. Kate sembra aver fatto una confidenza ad un'amica che se così fosse le piacerebbe chiamarla Alice. Contrastante però la voce ufficiale del biografo di famiglia che sostiene che verrà chiamata Elizabeth Diana per ricordare la "principessa triste" scomparsa tragicamente 17 anni fa a Parigi. Ci sono comunque scommesse in corso sul nome del secondo "royal baby". Mi sono perso, dicevo: sorpresa nel C2 inglese! Vediamo un po'. Il campione olimpico Etienne Stott,  dopo l'abbandono del compagno di barca Timothy Baillie, oggi padre del piccolo Stewie avuto dalla moglie Sara Boudens, sembrava destinato anche lui ad un forzato abbandono. Ha trovato però nel suo cammino un buon C1 come Mark Proctor disposto a seguirlo in una nuova avventura a due. Così l'oro di Londra e il 27enne nato nel nord-ovest dell'Inghilterra, si sono messi assieme e hanno dato vita a questo nuovo C2 che sembra aver iniziato a pagaiare bene proprio da queste selezioni. Staremo a vedere a livello internazionale se confermeranno questa loro buona prima uscita. Chi invece sembra tagliato fuori ad una gara dal termine è Tom Brady che molto probabilmente verrà superato dal giovane U23 Bradley Forbes-Cryans. Mentre già in squadra Joe Clarke e come detto Richard Hounslow. Brady probabilmente si è perso a seguire le sue ambizioni da modello fotografico che evidentemente gli hanno fatto perdere tempo ed energie rubate all'allenamento.

In Spagna si gareggia per la Coppa del Segre credo arrivata alla terza edizione. Formula interessante con due gare una a Ponts e l'altra a La Seu d'Urgell. Si gareggia su una manche di qualifica e una di finale si sommano le due prove e si fa una classifica unica.
Nella prima giornata sono mancati in nomi più prestigiosi iberici che hanno preferito andare a Lee Valley a fare da forerunners nelle gare degli inglesi così come Jana Dukatova. 
Quindi sul canale artificiale di Ponts hanno dominato i francesi con Labarelle/Peschier che prima in C2 hanno vinto e poi in C1 sono finiti rispettivamente terzo e primo. Secondo il portoghese José Carvalho allenato da un certo Peri Guerrero che per molti anni è stato responsabile del centro catalano del Parco del Segre. L'allenatore poco più che quarantenne, nato e cresciuto a La Seu d'Urgell,  è un raffinato conoscitore della pagaiata singola e di tutti i trucchi del mestiere. Poi per vari motivi ha lasciato il suo incarico in Spagna  e si dedica ora alla squadra portoghese con la quale inizia ad avere i primi risultati. 

Qui in Brasile stiamo soffrendo per problemi d'acqua e  molto probabilmente non riusciremo a disputare la terza gara. Le conferme del lavoro fatto comunque sono arrivate ora aspettiamo solo i mondiali di categoria (Junior e U23) e poi ci lanceremo nell'avventura Giochi Panamericani che ospiteranno per la prima volta lo slalom.

Buona Pasqua  a tutti e ... Occhio all'onda!