Sadness/happiness

Fermati non andare troppo lontano
guarda lì tutti i miei sogni stretti in una mano



La passione per il disegno devo averla ereditata dal mio grande papà. In realtà disegnare me lo fa sentire molto vicino trasformando quel momento  in un dialogo diretto  tra noi due se pur a distanza.  Disegnare mi piace molto, anche se non sono un granché, ma è come ballare il tango bisogna lasciarsi trasportare dalla musica, bisogna lasciare andare la mano sul foglio bianco, bisogna lasciar andare il corpo passo dopo passo, senza pensare cosa possa succedere dopo. Disegnare, ballare, pagaiare hanno in comune il concetto di esprimere quello che hai dentro, non sempre ci si riesce, anzi molto spesso i miei disegni, le mie "parade" o le mie pagaiate non riescono come vorrei, ma sicuramente il tutto viene messo in atto con grande onestà e con estrema passione.  Quando disegni nella testa hai un'immagine, quando balli ascolti il cuore  e il respiro della tua ballerina, la musica determinerà la vostra connessione. Il tempo deciderà cosa sarà meglio per voi.  Quando pagai ti ritrovi sempre solo con te stesso. Se pur in mezzo alla folla, senti solo l'aria che ti entra dentro, percepisci il tuo cuore battere, le tue gambe spingono la canoa tra le porte, non senti né fatica, né dolore, sei invaso dalla grazia divina.  Bisogna tracciare una linea su un foglio solo quando veramente ti rendi conto di poterlo fare bene, anche se fosse solo una tratto di matita nell'infinità del bianco.  Dovresti muovere i tuoi passi a tempo di musica solo quando sei in sintonia con l'energia che ti circonda perché se disegnare e pagaiare è un affare solo tra te stesso, ballare è dialogare attraverso il tuo corpo con altri mondi che si fondo per il tempo di una tanda.

Dovrei pagaiare sempre per trovare le emozioni per fare tutto il resto. Dovrei disegnare di più per restare più tempo con un padre che ho perso troppo presto e ballare solo per ritrovarti. 

Poi ci sono serate confuse come questa che non riesci a metter assieme quattro righe per raccontare quello che ti passa per la mente attraverso il tuo cuore. Non lo sai raccontare perché sono tante e tutte intense le immagini che lottano per prendere forma. Ci si accorge di amare il mondo, perché alla fine è il mondo che ama te e ti regala  emozioni così forti che solo vivendole in prima persona te ne puoi rendere conto. Si concretizzano in immagini su fogli bianchi, prendono forma passo dopo passo e crescono sull'onda più alta. Ed è proprio lì che finisci ed è sempre lì che vorresti restare, su quell'onda ad accumulare energia per condividerla con chi ti sta vicino e con chi tieni sempre nel cuore. A volte è facile confondere certi sentimenti, ma se questi sono forti e radicati in noi vinceranno sempre con la massima onestà, regalando agli altri un sorriso che può essere anche triste (sadness/happiness), ma senza neppure quello la nostra vita non avrebbe senso.


Occhio all'onda! 


Vivere la vita alla grande.


Certe volte l'umore segue l'andamento atmosferico della giornata. Ci siamo svegliati con la pioggia e siamo andati a dormire con le stelle, abbiamo visto il sole, abbiamo aperto i nostri ombrelli, poi richiusi, vestiti con le maniche lunghe e poi incremati per non scottarci. Una cosa è certa che verrà sempre domani ricco di speranze, gioie, dolori, ma sempre pronti a lottare per il futuro anche se magari il presente poteva offrire qualche soddisfazione in più a chi dedica i suoi anni migliori ad un credo sportivo. La giustizia sportiva non segue criteri a noi comprensibili e forse proprio per questo bisogna dedicarle passione, amore e speranza oltre ad una infinita voglia di soffire per vedere realizzati i propri sogni.
Le gare nel suo genere hanno un fascino particolare, ma semifinali e finali coinvolgono tutti anche chi a bordo riva non avrebbe nulla da perdere se non il piacere di assistere ed essere testimone di quell'avvenimento. Ma la gente, gli atleti, l'ambiente stesso, prendono  un'altra dimensione che sai esattamente che potrà durare solo per quell'istante. Poi tutto tornerà come prima e sarà solo ciò che ricorderemo e che  racconteremo che si concretizzerà dentro di noi e a chi ci è vicino.  Resteranno le immagini, resteranno le emozioni, resteranno momenti che incideranno il futuro di molti di questi giovani sia che diventino campioni grandi nel futuro, sia che il loro futuro riservi altri cammini lontani dalla pagaia. Certo è  che tutti loro oggi hanno impugnato con forza la loro spada per affrontare il drago e per sconfiggerlo. Hanno cavalcato onde tra le insidie degli ostacoli. Alcuni di loro hanno gioito, altri hanno ancora gli occhi lucidi e le facce provate. I segni della battaglia sono evidenti su tutti, vincitori e vinti. Entrambi esausti, stanchi, felici o tristi, sereni o stressati, ma ciò che più conta sono tutti pronti per un'altra grande sfida: vivere la vita alla grande!


Occhio all'onda! 

p.s. per tutti i risultati cliccare qui


Il trucco dello specchio per semifinali e finali

I tracciatori Schmidt e Lawrence hanno pensato bene di usare il trucco dello specchio per disegnare il percorso della semifinale e finale. Non sempre però le immagini riflesse hanno lo stesso impatto. Il risultato secondo me è stato quello di complicare non poco le carte in tavola, ma  considerando che si tratta di una semifinale e poi di una finale iridata, se pur giovanile, la cosa ci sta tutta. Passare o meno dove ci si gioca le medaglie non sarà solo una semplice banalità, anzi anche i nomi più quotati dovranno fare i conti con questo tracciato e con le tante penalità che sicuramente determineranno gli esiti finali.
Probabilmente, anzi sicuramente, oggi abbiamo avuto la giornata più lunga del circuito iniziando di buon ora e terminando con la demo-run ben oltre al calar del sole. Le soddisfazioni non sono mancate, ma soprattutto non sono mancati gli stimoli e gli spunti per lavorare per e con il futuro.

Tutto come sempre corre via molto veloce, come la corrente sui nostri fiumi/canali e  mi sembra giusto ieri quando siamo atterrati qui dopo un viaggio lunghissimo. Ora però è tempo  di goderci questo momento, magari rivedendo anche vecchi amici che con te avevano condiviso la stessa passione. E' con piacere infatti, che dopo tanti
Hervé Madoré in azione molti anni fa! 


anni, ho rivisto Hervé Madoré, una vecchia gloria della pagaia francese, oggi stretto collaboratore del ministro dello sport. Abbiamo scambiato quattro parole tra una e l'altra discesa dei miei atleti e mi ha confessato che erano  anni che non frequentava il nostro ambiente. Oggi è ritornato perché la passione per lo slalom ora ha contaminato suo figlio Mathurin (12esimo in qualifica nel k1 men junior) e ci teneva a vederlo in azione. Mi è sempre stato simpatico il transalpino che dopo aver abbandonato lo sport agonistico ha iniziato da subito una brillante carriera all'interno del Ministero dello Sport.

Domani e cioè nella notte italiana e alle prime luci dell'alba semifinali e finali per Under 23 nel k1 men e women e per i C2. Pomeriggio australiano dedicato alle gare a squadre sempre per questa categoria e per queste specialità

Occhio all'onda! 




Sorrisi o lacrime: due possibili conseguenze di una discesa

Le lacrime sul volto di una mia giovane atleta, ancora seduta in canoa dopo al sua seconda discesa, hanno avuto  la capacità di aprirmi il cuore a pezzettini. Lei non è passata in semifinale, ma abbiamo  comunque  la serenità che tutto quello che potevamo fare è stato fatto. In un attimo, parlando con lei, mi è passato davanti il lavoro di queste ultime cinque settimane, alzandoci, più di qualche volta alle 5 della mattina per poi proseguire fino a tarda notte  a sistemare video e a prendere intermedi e tempi. Un flash è apparso pure su tutte le idee e i progetti che stiamo mettendo in opera grazie a questi ragazzi e ragazze che con la loro passione e dedizione ci fanno capire quanto è bello poter offrire agli altri la propria esperienza e il proprio lavoro.  Ho cercato di farla sorridere ricordandole che l'ho vista lottare su ogni porta con determinazione. L'ho vista risalire la corrente per non perdere la speranza di un futuro migliore. L'ho seguita correndo lungo il percorso per incoraggiarla, ma soprattutto ho apprezzato e ammirato il suo coraggio per non aver mai abbassato la guardia e la speranza per tutta la discesa. Ho visto e riconosciuto i suoi limiti dovuti all'inesperienza e ad un background  duro e difficile. Bravi non sono solo i vincitori, bravi sono tutti quegli atleti, compresi gli ultimi, che non hanno mai perso la voglia di lottare per vincere la loro sfida personale con acqua, porte e cronometro. Bravi a tutti loro, come bravo ovviamente chi oggi ha passato lo sbarramento della qualifica per la semifinale. Tra i molti atleti che hanno animato la gara ci sono dei bei talenti e degli elementi interessanti. Bisogna dare a loro solo il tempo di crescere e maturare e presto ce ne faranno vedere di belle.
L'altro pensiero è rivolto alla mia squadra che penso che oggi abbia confermato tutta la sua potenzialità, ma soprattutto ha fatto un altro passo avanti guardando più serenamente al futuro. Il lavoro per costruire un risultato è lungo e richiede tanta pazienza, non deve subire cali di motivazione e non può neppure prendersi pause o vacanze.
Giornata quindi filata via liscia senza intoppi e senza sorprese. Bene anche gli italiani seduti. Domani spazio alle canadesi. Noi incrociamo le dita, loro invece si metto in ginocchio.

Occhio all'onda!



Si parte con la rassegna iridata fra i pali dello slalom per U23 &Junior


Al supermercato ho trovato un preparato di pesto non male e così questa sera ho cucinato per i miei atleti una fettuccina con questo sublime e delicato condimento. Al tutto ho aggiunto un po' di ricotta per render ancora più delicata quella salsa verde  e l'effetto non è stato poi così male. Certo il mio amico Franco Muscarà resterà un pochino perplesso, ma mi devo accontentare di quello che trovo dall'altra parte del mondo in attesa delle sue sorprese culinarie dalla Liguria. Il  caso ha poi  voluto che le coinquiline universitarie, che i miei atleti conoscono bene (chissà come mai), sono entrate e ci hanno offerto un buon bicchiere di rosso. Un shiraz australiano che ha accompagnato bene la pietanza di questa sera. Una buona cena può essere di aiuto per affrontare la giornata di domani che aprirà le danze del mondiale Junior e U23 di slalom.

Per la verità la manifestazione si è aperta questa sera, prima con la demo run e poi con la tradizionale open ceremony in stile Praga 2013. Le imitazioni purtroppo non sono quasi mai all'altezza dell'originale tanto più che basterebbe veramente poco per rendere prelibato un piatto partendo dalla sua presentazione. Badare alla sostanza certamente, ma non bisogna dimenticare neppure i particolari. Ad esempio non sarebbe costato nulla mettere della musica all'entrata delle bandiere delle varie nazioni, magari l'inno o una musica che ricordasse quel paese. Il tutto avrebbe dato più vita e gioia ad un momento che invece si è dimostrato molto freddo e asettico. Una cerimonia con un buon fine  e cioè quello  di mettere in mostra giovani artisti locali, ma che è risultata scialba per mancanza di continuità e di un filo conduttore generale.  Poco carino anche il presentatore della serata che ha messo in imbarazzo giovani atleti che stentavano con l'inglese. O meglio stentavano con un inglese decisamente poco inglese, ma molto Aussi! Beh! se vogliamo dirla proprio tutta secondo me sono stati gli stessi organizzatori ad avere poca sensibilità nei confronti del protocollo, dando per scontato che tutto dovesse essere nella loro lingua. Se non sbaglio lo stesso Comitato Olimpico Internazionale ha il francese come lingua ufficiale e anche qui non ci sarebbe stata male qualche traduzione in una lingua diversa giusto per dare tempi e musicalità diversa. La cigliegina sulla torta ci arriva dalla presidentessa della Federazione Canoa Australiana la vicecampionessa olimpica di slalom nel 1992, Danielle Woodward, che prima di iniziare il suo discorso di benvenuto ha pensato bene di tirarsi su i pantaloni prima di salutare le autorità e gli atleti presenti... che finezza!

Consoliamoci con il tracciato... anzi no! Anche qui purtroppo caschiamo male. In sintesi possiamo tranquillamente affermare che un percorso così poteva essere quello dei mondiali del 2005 o prima. Nello slalom il tempo passa, cambiano i regolamenti, ma la sostanza non subisce il minimo tentennamento, anzi si regredisce.  C'è addirittura una combinazione che piacerebbe tanto a Dario Ferrazzi e prima di lui a Roberto D'Angelo. Infatti quando disegnavano loro i percorsi avevano la passione di mettere una porta successiva più a monte di quella precedente. Qui bisognerà fare la 19 in discesa, poi risalire la morta al centro della corrente e andare a fare la 20 un metro più a monte. Immaginatevi di vedere  Ligety che ad un certo punto della sua discesa fra i paletti dello slalom, prende velocità e risale qualche metro per fare la porta successiva e poi si ributta verso valle. Cose da pazzi, tanto più che siamo tornati ai due pali su tutte le 23 porte, una enormità,  e al metro e 20 di larghezza. Fantasia e progresso il tracciatore Thomas Schimd le ha lasciate tutte in Germania come i sui connazionali U23, qui si è portato solo moglie e figli!  Ciò che mi sconvolge è Rosalyn Lawrence, che con il campione olimpico ha firmato  il percorso,  io  la facevo più innovativa. Se volete fare un tour virtuale fra il tracciato cliccate qui.

Mi consolo con il calice di  Shiraz. La borsa è pronta per domani , ora  spero solo di sentire Amur prima di andare a dormire per la buona notte. Dimenticavo: per seguire le gare basterà cliccare qui. Per garantire questo grande servizio come sempre ci sarà il personale di Siwidata che sono una vera e propria garanzia in questo settore. 


 
Occhio all'onda!

3 giorni ai Campionati del Mondo Junior e U23

"La vita non è quella che si è vissuta,
 ma quella che si ricorda. 
                                              E come la si ricorda per raccontarla"

- Gabo - 


Ho passato più di qualche Santo Natale e capodanno qui in Australia, ma  fino ad oggi non avevo fatto la Pasqua da questa parte del mondo. Nella vita quindi  non  si può mai  sapere cosa succederà domani, viviamo alla grande e confidiamo nella buona sorte.

Siamo a tre giorni dalla cerimonia di apertura della terza edizione U23 della rassegna iridata, iniziata a Wausau (USA) nel 2012, e alla 16esima per la categoria Junior. La rassegna per gli atleti tra 14 e 18 anni ha visto la sua prima edizione  nel 1986 a Spittal (AUT). E' poi  proseguita  fino al 2008 con cadenza biennale e solo dal 2012  si disputa ogni anno compreso nell'anno olimpico dove invece non si mettono in palio i titoli mondiali nella categoria senior. Ovviamente come tutti i mondiali l'effetto emozionale è un boomerang - tanto per  stare in tema territoriale - che potrebbe tornare, ma senza sapere esattamente in che modo.  Va detto però, per sincerità, che lo spirito che si sta vivendo in questa manifestazione è diverso da quello di un mondiale senior. Tra gli Junior e gli Under c'è molta freschezza, genuinità, spontaneità e aggiungerei anche spirito libero. 



A-B-C rappresentano gli spazi luce da usare in una risalita
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A parte tutto ciò mi interessava condividere un pensiero sulle risalite ad "S". Qui ci sono alcuni punti in cui si possono piazzare questo tipo di risalita che non sempre si trova in un tracciato di slalom. Tutti abbiamo chiaro il concetto di questa manovra, anche i miei atleti, ma purtroppo molte volte, spesso, vengono impostate e gestite come risalite normali.  Una risalita ad "esse"  ha una  luce di entrata diversa rispetto ad una risalita normale. Lo spazio per entrare sembra ristretto, ma in realtà rimane lo stesso di quello di una impostazione classica. Cambia ovviamente la prospettiva di entrata e uscita. L'asse dell'atleta subisce una triplice rotazione lasciando i fianchi liberi di lavorare prima in rotazione e poi in contro-rotazione fermando e invertendo la direzione di arrivo.  I problemi quindi sono due. Il primo nel cambiare l'impostazione di entrata e il secondo di trovare gli spazi per interagire nel movimento. La sostanza non cambia anche se molte volte gli atleti cadono nel panico. C'è da sottolineare però che questa manovra non è molto utilizzata e non si allena come invece si dovrebbe. Cosa che succede anche per le porte da fare in retro, ma ne parleremo più avanti.

Occhio all'onda! e buona Pasqua a tutti




10 giorni ai Campionati del Mondo Slalom Jun&U23






I campionati del mondo di slalom Junior e U23 sembrano non iniziare bene, brutto da scrivere, ma obiettivo.
Siamo a dieci giorni dall'apertura e qui non c'è praticamente nulla che richiami l'attenzione per questo avvenimento iridato. Si entra al "wildwater stadium" ed è tutto come sempre e cioè concentrato sul business del rafting. Solo alla cassa del caffè, su un lato semi nascosto,  ci sono delle cartoline che invitano a venire a vedere la medaglia olimpica Jess Fox e gli atleti australiani in azione... tutto qui! Nella piccolissima cittadina di Penrith nessun cenno alla gara. Entri al Plaza, il centro commerciale attorno a cui ruota la vita di questo paese, e le cassiere, dove andiamo a fare la spesa per i nostri pranzi e cene, dopo alcune settimane si sono chieste che cosa facevamo da quelle parti e dopo aver spiegato loro lo scopo della nostra visita sono praticamente cadute dal cielo: "Oh my God! world championships here in Penrith!?"  Emblematico perché normalmente le cassiere dei supermercati sono il termometro degli avvenimenti che ruotano nel raggio di qualche miglia. Quindi da ciò deduciamo che non ci sarà certamente il grande pubblico che viceversa c'era a
Liptovský Mikuláš lo scorso anno. 
 
Altro dato allarmante è una grossa defezioni di partecipazione. A quando sembra dalle prime stesure sugli atleti, si nota che i tedeschi parteciperanno con un solo rappresentante nelle categorie junior ad esclusione del C2, mentre degli under 23 neppure l'ombra. L'assurdità è che proprio i tedeschi poche settimane fa erano qui ad allenarsi anche con gli U23! Pochi anche i francesi che non avranno la squadra completa nella canadese monoposto maschile e femminile junior. Mentre ci sarà solo nel k1 men U23  Mathiey Biazizzo, campione del mondo in carica. Donne transalpine U23 solo due così come C1 e C2. Anche inglesi a ranghi ridotti: una sola donna nel k1 junior, un solo C1 junior e una sola C1 junior donna. L'Italia ci sarà con due k1 U23, un  C1 U23 e una donna in kayak. Negli Junior al via solo un C1. La partecipazione degli azzurri è stata riservata solo a coloro che lo scorso anno hanno preso finale ai mondiali o ai campionati europei. Poi sul sito federale scrivono che gli azzurri voleranno a Penrith, in Australia il 14 aprile, ma in realtà gli atleti sono qui già da fine marzo da soli. Anticipando i soldi del volo, mentre per alloggio e alimentazione fino al giorno 16 è tutto di tasca loro. Con le biciclette vanno ad allenarsi e a farsi la spesa, tornano a casa, cucinano, riposano, studiano e ripartono per il secondo allenamento. I federali arriveranno solo fra qualche giorno assieme alla novella sposa nonché atleta del k1 donne U23.

Ora a fronte di queste scelte ci sarebbero da fare diverse riflessione profonde. La prima, che mi indispettisce non poco,  è la mancanza di rispetto nei confronti di chi organizza, ma soprattutto mette in imbarazzo gli atleti. L'Europa dimostra di essere ancora una volta  sempre più piccola ed elitaria pensando che lo slalom sia una questione da fare e da gestire solo nel vecchio continente.  Così facendo non si rende conto che potrebbe essere la fine per tutto il movimento. Cosa dovrebbero dire e fare gli australiani, americani o asiatici che da sempre si muovono verso l'Europa per partecipare a coppe del mondo e mondiali? Quest'anno poi ci saranno teams che attraverseranno l'Oceano più di sei volte!
A mio avviso l'ICF dovrebbe porre delle regole precise da applicare severamente. Una di queste dovrebbe aprire la  possibilità di partecipare ai  mondiale senior e di conseguenza qualificare barche olimpiche solo se si partecipa e si prende parte con squadre complete ai Campionati del Mondo Junior e U23. La Germania partecipa fra gli junior con un solo atleta in 4 categorie e non in 5 e nessun U23? Perfetto non ha diritto a prendere il via nel mondiale senior. La Francia prende il via con un U23 solo nel k1 e due donne e così negli Junior? Ottimo! Al mondiale senior partirà con un k1 uomini e due donne. Semplice no?
Nel calcio, che è il calcio e che non avrebbe bisogno di nessun tipo di promozione, le squadre di serie A e B devono avere una squadra giovanile che partecipa allo stesso campionato nazionale fra le squadre primavera presenti nelle serie professionistiche. Ovviamente per avere la "Primavera" (istituita nel 1962) devi avere a cascata allievi, junior, ragazzi e pulcini.
Qualcuno potrebbe obiettare che allora anche a team come Argentina, Sud Africa o Turchia risulterebbe  difficile riempire le categorie. Questo è ovvio, ma come nel nuoto o nell'atletica leggera per partecipare ai mondiali o alle olimpiadi i tempi minimi richiesti sono diversi se si partecipa per una nazione o per un'altra, anche nella canoa si potrebbe adottare lo stesso criterio. Ci sono minimi bassi per le squadre nazionali che entrano in determinati ranking mondiali e altri per paesi che viceversa possono avere dei limiti più alti per ovvi motivi. Non capisco come ciò si possa fare ovunque, mentre noi restiamo fermi,  indifferenti, inermi, statici  ad osservare, ma soprattutto a contribuire alla caduta del nostro sport. Quanta tristezza!

Occhio all'onda!

Energia allo stato puro



ll mio I-Phone riporta: Saturday 5 April 2014, ok mi fido, ma sono rimasto a martedì 1 aprile. Ho viaggiato per oltre 26.000 km volando su mezzo mondo con un incredibile uccello meccanico che chiamano A380, ma la sua forma è più quella di un balenottero che quella di un pennuto. Infondo anche i pesci nell'acqua volano e gli uccelli nel cielo nuotano. Questo splendido mezzo, frutto della più sofistica tecnologia moderna, ha cullato il mio corpo e la mia mente per più di 28 ore.
Stai seduto dentro il suo enorme pancione mangiando, bevendo, guardando film, ascoltando musica, dormendo. Ma, soprattutto, quell'enorme seno materno accoglie i mille pensieri che si vanno formando in quel tuo essere a 10.000 piedi, fermo in un cielo a volte chiaro a volte scuro in una notte che segna il passare del tempo. Ti dicono che ti stai muovendo a 900 km per ora, ma è solo un dato su un monitor fissato sullo schienale di chi ti sta seduto davanti. In realtà sei sospeso nell'aria ad aspettare che il tempo scorra sotto di te. Resti lì incantato dalla vita senza tempo e senza dimensione e i sogni sembrano essere veri come quello in cui ti ritrovi abbracciato a chi vorresti avere sempre al tuo fianco per ballare una "otra luna" e una mas e una mas ancora.
Resti sospeso nel cielo a fare compagnia  ai tuoi ricordi e ti ritrovi a sorridere. Poi ti rendi conto di essere proiettato nel vuoto di giorni che saranno futuri per chi è rimasto dov'eri e ti rendi conti di aver giocato, per non aver voluto fermare il tempo, con la vita non solo tua, ma di altri. Ti rendi conto che vuoi sempre correre, ma per andare dove? per fare cosa? Eppure l'esperienza ci dovrebbe insegnare e dovrebbe lasciare in noi un grande segno. Noi però ci sentiamo invincibili, potenti e senza rivali... non è così!   

Per fortuna che ci sono ragazzi che hanno fatto la valigia,

sono saliti su un volo, sono arrivati nella terra colonizzata dagli inglesi ed emancipata dagli States e si sono comprati una bici per poco più o poco meno di 100 dollari. Si sono messi a pagaiare per il piacere di farlo con il sorriso e a forza di braccia per il sogno che accompagna ogni loro gesto.  Danzano sull'acqua del canale di Penrith e in ogni loro movimento c'è eleganza, la potenza, la timidezza a volte anche le paure che nella vita sempre ti accompagnano e ti accompagneranno. Un debordé ha la forza ancora di emozionarmi, di farmi godere, di regalarmi momenti magici. Un'entrata e un'uscita da una risalita con una pagaiata mi fa vibrare e una spinta dal muro che proietta la canoa in orbita mi fa salire la pelle d'oca fino alle orecchie. Vivere oggi con la forza della corrente, con l'energia del sole, con il romanticismo della luna, con la freschezza di chi ti fa rispecchiare nel tuo passato e ti riporta indietro nel tempo quando si esplorava il mondo con una canoa sulle spalle e una pagaia in mano. Ora non ci rimane che godere di tutto ciò.

Occhio all'onda!