Monopattino


 - Ecco il messaggio immortale di Platone - 
ogni essere umano viene al mondo per creare qualcosa attraverso l’amore. Basta che si svegli, si sciacqui il viso e vada incontro con la passione curiosa di un Socrate alla giornata che nasce.  


Qualche settimana fa a Liptovsky Mikulas ho comprato un monopattino. L’ho trovato scontato del 50% è ho pensato che mi sarebbe stato molto utile per seguire gli atleti sul percorso di slalom, mai avrei immaginato che mi sarebbe servito anche per fargli capire concetti base dello slalom. Il monopattino ha anche i freni ed è  verde, bianco e nero. Si guida stando ben eretti e si spinge con una gamba, mentre l’altra è ferma al centro. Ci si alterna nella spinta così da usare tutte e due i piedi. Ci sali sopra e inizi a spingere con un piede e poi sfrutti lo scivolamento per fare strada... scivoli, scorri, le ruote girano. Tu non fai nulla e percorri comunque metri utili al tuo avanzamento. Appena inizi a rallentare via ancora qualche spinta per ritornare in quello stato sublime che lo scorrimento di un moto che ricerca il perpetuo.  Non serve continuare a spingere, si otterrebbe solo l’effetto contrario cioè quello di frenare l’avanzamento mettendo il piede in spinta. Il concetto è chiarissimo.  Bene la stessa cosa succede in canoa. Non serve continuare a forzare sulla pagaia, bisogna rispettare i tempi di reazione dell’azione messa in atto con il colpo precedente o con lo stesso colpo che si ha in acqua in quel momento. Bisogna imparare a scindere un’azione
dall’altra. Tra pagaia, corpo e canoa: effetto cause diverse.  Bene poiché il concetto era difficile da capire ho fatto scendere dalla canoa qualche mio  atleta e l’ho messo sul monopattino e voilà il concetto si è capito al volo. Cosa serve spingere in continuazione se alla fine ottieni lo stesso risultato? Ti complichi la vita per nulla, perdi energie, sei meno lucido, hai molte più possibilità di sbagliare e alla fine quando veramente serve cambiare i ritmi di trovi in affanno.  

Buona domenica a tutti e Occhio all'onda! 

Lunga vita alla regina e allo spirito dell'acqua che corre


Ditemi che sono patetico o forse un pochino romantico, ma mi sono emozionato a vedere la foto del principe George in braccio a Kate con al suo fianco un sorridente William. Mi ha intenerito il fatto che la principessa di Cambridge ha avvolto il suo pargolo, il terzo in linea di successione al trono di San Giacomo,  in una copertina di lana merinos dal valore di poco meno di 45 sterline. Il fatto ancora più particolare è che è identica a quella con cui la madre di suo marito e cioè la principesse di Galles, Diana Spencer, aveva usato per presentare alla gente proprio William nel 1982. Contenta la regina Elisabetta II per il nome del suo erede che è uguale a quello di suo padre re Giorgio VI morto nel 1952. 

Lunga vita quindi al neo nato George  e che Dio salvi la regina ancora a lungo! 

Ci sono molti  atleti che amano pagaiare qui!  Pochi giorni fa Fiona Pennie su FB scriveva:

Back at my favourite race site in Prague for the week. ...This week is about getting the miles in and playing with lots of moves on the course. The nature of the course here in Prague lends itself to this kind of work with lots of opportunities to paddle back up and repeat moves over and over again...” 

Poi vedi tante facce contente che fanno fatica a uscire dall’acqua quando finisce il loro spot di allenamento. Molti si attardano e fingono di non accorgersi che il tempo è scaduto. Meglio non se ne rendono proprio conto tanto è bello e divertente navigare su queste acque. 
Quindi non sono il solo a pensare che Praga è una grande città per lo slalom e per tutto ciò che offre. 

Il motivo principale penso che sia il fatto che si possa risalire in canoa  praticamente per oltre il 90%. Quindi puoi rimanere per quasi tutto il tuo tempo in canoa. Il tracciato è poi vario e presenta ogni tipo di problematica che si possa incontrare in una discesa tra i paletti. Ci sono onde da cavalcare su cui  si può fare pure del sano e divertente surf. Ci sono riccioli trasversali da usare come sponde per cambiare direzione. Ci sono riccioli longitudinali che ti obbligano ad imparare a  saltare se non ti vuoi fermare tra i loro mille tentacoli. Ci sono correnti che arrivano da ogni lato.   Pagaiare qui tra le porte è una vera e propria gioia e gli atleti percepiscono il fatto che solo se segui bene l’acqua, riesci a metterti in sintonia con te stesso e con la tua canoa.  La pagaia la devi avere sempre in presa perché non ci sono tratti dove ti devi solo concentrare a pagaiare, ti può capitare sempre di tutto. Qui devi essere sempre in allerta e soprattutto devi lavorare bene con la distribuzione del tuo peso. Se ti attardi, dopo aver piantato la coda in acqua, a rimetterti in assetto rischi di fare i successivi cento metri a recuperare l’equilibrio o a girare come un criceto sulla ruota panoramica.  
Insomma un paradiso per gli slalomisti che vedono in ogni momento realizzarsi il sogno che ognuno di loro ha nella loro testa... zigzagare fra pali e onde per librare il grande spirito dell’acqua che corre!  

Occhio all'onda! 

... non finiremo mai di provarci e crederci


Non ho idea di quante finali ho seguito, non ricordo neppure a quanti campionati del mondo ho partecipato. Dovrei fare mente locale e ripassare gli ultimi 40 anni della mia vita; mi aiuterebbe sfogliare le mie agende dove è appuntata la mia vita. Solo così ne avrei la certezza assoluta. 
Una cosa però è certa... da sempre vivo le stesse ed uniche emozioni che solo in giornate così si possono provare. C’è quel qualcosa in più che ti regala la vita, c’è l’aria più fresca, ci sono le parole che prendono altri significati e mille varie  sfumature. Ci sono i sorrisi e gli sguardi della gente che si accomunano. I primi esprimono gioia e tranquillità e i secondi riflettono la profondità degli animi. Sembra quasi impossibile che una gara fra i paletti dello slalom possa offrire così tante sfaccettature. Ma se poi rifletti ti accorgi che non potrebbe non essere così. La freschezza degli atleti impegnati in gara, la professionalità di chi organizza, la gioia della gente che segue, la passione di allenatori, dirigenti, giudici, tutto contribuisce alla perfezione. Tutto contribuisce a farti capire che in fondo hai la fortuna di essere al posto giusto al momento giusto e vorresti condividerlo con il mondo e vorresti che non finisse mai.  

Poi ti rendi anche conto che stai camminando su un sentiero di montagna, qualche volta corri, qualche volta rallenti il passo, a volte ti fermi a tirare il fiato  o ad ammirare quanto è fantastico il paesaggio. Ad un certo punto, dopo i primi lunghi e tortuosi tornanti inizi a vedere la vetta. Prima te la potevi solo immaginare e cercavi di raccontare ai tuoi atleti di quanto è bello salirci sopra. Loro sono attratti dalla cima dove ci si può stare solo in tre. Io amo il cammino per arrivarci perché quando saremo lassù, se ci arriveremo, sarà solo per un istante, poi si tornerà ai piedi della montagna per cercare un nuovo sentiero, un nuova nuova via, una nuova cima da scalare. Useremo tutte le nostre forze, poi magari dovremo usare un appiglio, più avanti anche il bastone, poi le corde e i ramponi, ma non finiremo mai di provarci e di crederci. 

Ci sarebbe da raccontare quanto occorso in questi due giorni di finali. Parlare dei vincitori e dei vinti, analizzare tempi e penalità. Riassumo dicendo che 
abbiamo assistito a delle belle gare. Abbiamo visto giovani atleti lottare con i denti per non perdere una porta o per abbassare qualche secondo. Qualcuno di loro balzerà presto agli onori della cronaca, qualcun altro ricorderà questa esperienza con piacere. Tutti però questa sera festeggeranno felici di essere parte dello spirito dell’acqua che corre nel big party post-race! E che il buon Dio metta una mano in testa a tutti perché non esagerino.   

Io devo  recuperare tutte le mercanzie di un “coach” e partire per una nuova avventura. Il futuro domani è già iniziato  

Occhio all’onda! 

Archiviate anche le semifinale ai mondiali di slalom Junior&U23


Oggi sarei di statistiche considerando il fatto che si sono concluse le semifinali e si possono tirare le prime somme. I numeri ci fanno capire tante cose e ci danno la situazione mondiale della canoa per il prossimo futuro. So però che molte volte annoiano così magari vi dico solo che sono 17 le nazioni su 45 presenti che hanno preso almeno una finale nel settore U23 e solo 12 fra gli junior. Extra Europa ci sono solo Australia con 3 negli under; Brasile con 2 (1 under e 1 junior) e USA con 1 under.
Interessante! magari approfondiremo la questione con più calma certo è che bisogna pensare come coinvolgere più nazioni per far fare un salto numerico e qualitativo allo slalom in previsione delle Olimpiadi del 2020 onde evitare l’estromissione. Ma anche di questo ne parleremo con calma.


TABELLA CON ELENCO NAZIONI CHE HANNO INSERITO ATLETI IN FINALE PER SPECIALITA' E PER CATEGORIA - IN VERDE LA SOMMA TRA JUNIOR E U23 


Le giornate, come la vita, regalano momenti di cielo sereno con sole splendente e giornate con nuvole basse e fulmini che colpiscono al cuore. Il problema è che in un di’ di competizioni la situazione atmosferica-emozionale cambia repentinamente. Passati dal sereno all’improvviso oscuramento in un batter d’occhio. 
Bravo Zenotto in semifinale che ha lasciato libero il suo istinto e lo ha seguito.
Ha ritrovato magicamente il lavoro fatto che gli ha saputo dare le giuste indicazioni su cosa fare in questi momenti e ha usato l’energia in senso positivo. Non ha avuto paura di lasciare libero il lato più estroso e soprattutto non ha avuto paura di esprimerlo credendoci fino in fondo. Poi è venuto il resto. 
... mi sa che questo l’ho già scritto qualche giorno fa! Evidentemente deve essere  proprio così.
Sorpresa per l’eliminazione dalla finale di una delle favorite in K1 fra le U23. Jessica Fox sbaglia nell’ultima combinazione finisce con la testa sotto, risale una porta, ma non è sufficiente per passare all’atto finale. Io ho un’idea su cosa possa essere successo. Lei, che è impegnata sempre nelle due categorie, abitualmente fa solo una manche di qualifica per ogni specialità risparmiando energie. Questa volta non ha potuto farlo perché sia in C1 che in K1 nella prima manche era incappata in un salto di porta.  Poi per la verità in C1 il 50 le era stato tolto, ma non sicura di passare ha preferito fare anche la seconda discesa. 

Anche per Ana Satila, la mia giovane atleta, più o meno è capitata la stessa cosa. Prima fa una bella manche in C1 arrivando seconda poi in k1 vola fino alla 13, qui commette un errore che le fa perdere tempo, ma che non le pregiudicherebbe il passaggio in finale. Prosegue e il danno arriva sull’ultima combinazione dove non tiene la pala destra in acqua e fila via lunga sulla correntona di sinistra. Salta la porta, risale, ma il tempo perso per recuperare è decisamente troppo. Nulla da fare sarà per la prossima volta. 
Mi è piaciuto Raffy che dopo una partenza difficile è riuscito a rimettersi in carreggiata e portare a termine una semifinale che gli è servita per crescere molto. Non importa se mezzora più tardi gli hanno rifilato un 50 che non c’era, non importa neppure essere arrivati 24esimi. Importa aver imparato che si può fare veramente bene... è solo questione di tempo.
La stessa cosa per me vale per il giovane talentuoso Matthias Weger che ha fatto vedere gran belle cose, peccato per l’errore alla 13. Il meranese non deve mollare e proseguire su questa strada con forza e convinzione.  

Occhio all’onda! 

Archiviate le gare di qualifica




E’ vero che i conti bisogna farli sempre alla fine e che la prima manche conta poco, però andate a dirlo a Jessica  Fox o a Eva Tercelj che partono per la prima discesa e dopo meno di 10 pagaiate saltano la porta numero 1. 
Tra la prima e la loro seconda discesa passano esattamente 118 minuti. I due rispettivi staff tecnici sono in agitazione. Valutano la possibilità di una protesta, ma il 50, in entrambi i casi,  è chiaro e cristallino come l’acqua del Cellina. Fiume sacro ai canoisti della mia generazione.  Le due candidate alla vittoria sono 49esima e 50esima peggio di loro solo la venezuelana Giomar Fernandez che così abbiamo l’occasione di citare. Sicuramente le due atlete sanno bene in cuor loro che valgono ben meno di 121,78 che è l’ultimo tempo utile per passare in semifinale, ma... c’è sempre quel ma che ti massacra il cervello per 118 minuti, con la domanda: e se capitasse di nuovo? Va beh l’incubo dura giusto il tempo di fare un’altra prova e loro passano in semifinale senza problemi. Fox splendida e sicura più che mai,  è  seconda e Tercelj 25esima nonostante una montagna di penalità. La gara di qualifica va a Katerina Kudejova con un tempo di tutto rispetto (9,7% dal miglior K1M U23). 
Chi se la ride nella canadese monoposto U23 è il campione del mondo uscente  il forestale Roberto Colazingari che si porta a casa la qualifica con 103,82 (5,3% dal miglior K1M U23). Mi piace il pagaiatore sublacense per quel suo sorriso che non lo abbandona mai e per la sua semplicità nelle cose della vita. 

Nella gara del kayak femminile junior sembra di essere tornati indietro nel tempo, tra Hilgertova, Micheler Jones, Prigent Grange, Fox Jerusalmy, tutte figlie di ex campionesse dei paletti dello slalom che hanno intrapreso la strada dei genitori. Sì i genitori! Perché anche i rispettivi padri erano canoisti di tutto rispetto e possiamo dire tranquillamente che la canoa li ha uniti nell’amore. Che romantico che sono oggi!!! A questo punto ci mancano solo le figlie della Giai-Pron e di Cathy Hearn e poi il gioco è fatto per non rimpiangere il passato. Nota tecnica: sono tutte passate in semifinale.
Considerando poi che si parla di mamme non posso non parlare della mamma di Raffy che ha sofferto non poco oggi nel seguire il suo pargoletto che pagaia in ginocchio. Mi ha chiesto una copia della classifica della prima manche per seguire meglio la seconda. Va a capire le mamme che soffrono così tanto e poi ti dicono: importante che si diverta e che cresca sano! Marina, nel seguire la gara, aveva la gola secca e ha perso un pochino l’appetito anche se quello, per la verità,  è tornato subito dopo che il piccolo Raffy è passato in semifinale.

Giornata finita con la demo-run per la semifinale di domani. Percorso speculare rispetto alle qualifiche anche se secondo me sarà un pochino più lungo. 



Occhio all'onda! 

Primo giorno di gare iridate per Junior e Under 23


Questa mattina andando al canale per le gare di qualifica ho avuto due incontri ravvicinati. Il primo con una mamma capriolo e con figlio al seguito che di buon ora portava il pargolo a pascolare dall’altra parte del fiume dove la vegetazione dei monti Tatra è più fitta. Il secondo un po’ più in giù  dove iniziano le prime case di Liptovsky e si è trattato questa volta di una Volpe che correva verso la montagna. Indossava scarpette da corsa, pantaloncini corti e magliettina nera. Cuffiette per la musica e passo ben lesto. Sembrava molto concentrata e solo dopo una bella e lunga strombazzata con il nostro mezzo si è accorta di noi. Eh sì! il vecchio  Richard Fox che non molla l’osso e la sua corsettina o pagaiatina quotidiana non se la fa mancare. Che si stia preparando per i mondiali master? Mah! Staremo a vedere, nel frattempo mi ha dato appuntamento per domani mattina alle sei per un salutare running nel parco. Penso proprio che declinerò l’invito.

Pedro Hernrique Da Silva in partenza 
Veniamo al tracciato di qualifica che a parte il fatto che è un po’ lunghetto direi che non è male. I tracciatori sono Elena Kaliska e Pierrick  Goesselin. La prima per il comitato organizzatore e il secondo è il delegato ICF. Sulla bi-campionessa olimpica non dico nulla, sarebbe superfluo. Mi permetto di dire solo che l’altro giorno non è stata un bell’esempio vederla pagaiare sul canale senza caschetto, ma facciamo finta di nulla. Pierrick si presenta come il  coordinatore per lo sviluppo tecnico della Federazione Internazionale. E’ francese con un passato canoistico non agonistico. Gira il mondo per seguire le nazioni emergenti e assisterle organizzando le prime rudimentali tecniche dello slalom.
I due, per le gare di qualifica, hanno optato per un tracciato relativamente facile con una serie di combinazioni interessanti come la 2/3, la 5/6 e la 16/17. Bravi perché hanno disegnato il percorso sfruttando i giri d’acqua di un canale che in questo periodo non certo straripa dell’elemento liquido per eccellenza.
La prima giornata di gare si è dimostrata lunga, ma per fortuna che il sole ci ha accompagnato e ci ha regalato l’estate... che bello lavorare così!
Impressionante la crescita agonistica e anche numerica per la canadese donne con ben 30 partenti fra le under 23 e 32 fra le juniores. La canadese è una specialità molto tecnica, si lavora di fino e se ci si impegna con costanza si hanno molte soddisfazioni . C’è poi il fatto di non avere il peso delle gambe sulla parte frontale della canoa che facilità non poco nelle rotazioni. Non ultimo il fatto di essere più alti e ci si sente liberi di lavorare bene con tutto il tronco. In più c’è l’elemento novità che attira non poco le nuove leve. Si aprono nuovi orizzonti per molte ragazze che vedono nella canadese una buona opportunità per emergere velocemente.   Tanto per avere anche qualche dato in mano diciamo che Jessica Fox ha vinto la qualifica in C1 con il 17,8% dal primo k1 men U23. Non male considerando anche il fatto che le prime 20 U23 che hanno passato il turno lo hanno fatto senza salti di porta e con un massimo del 29% di distacco dalla vincitrice di giornata. Forza ragazze state crescendo proseguite così che il futuro è tutto vostro. 

Ed eccoci alla cronaca che non può mancare... ovviamente un pochino di parte! 

  • Bene i brasiliani che passano in semifinale. A noi servono tante gare di questo livello per prendere motivazione e positività. Per affrontare le gare di Coppa ci servono ancora molte ore sulle porte in acqua mossa e tanto lavoro mentale.
  • Italiani bravi. Mi dispiace per Marcello Beda che rimane fuori al primo turno turno. Peccato perché il pagaiatore bolognese mi ricorda tanto Giovanni De Gennaro: struttura possente, bei colpi in acqua. Il consiglio, se pur non richiesto e quindi spero comunque che sia ben accetto, è quello di non mollare a andare avanti anche dopo questa piccola delusione. Bravo, veramente bravo Matthias Weger al suo primo anno junior ed è già nella parte alta della classifica. Figlio d’arte il meranese. Con il suo  papà avevamo vinto nel 1979 la gara a squadre dei mondiali junior a Spittal in Austria nel tempio dello slalom negli anni ’70 e ’80.  Il terzo della squadra era Alessandro Mariani. 
  • Mi sono piaciuti anche i K1 uomini junior in generale che ci fanno capire che c’è una bella generazione in arrivo. 

Da Liptovsky Mikulas per la prima giornata di gare del campionato del mondo di Slalom Junior&U23 è tutto mi rimane solo da scrivere ancora:

Occhio all’onda! 

Libera il tuo istinto



Sarà un mondiale dai grandi numeri quello che ci apprestiamo a vivere, un campionato iridato junior e U23 che ha superato le più rosee delle aspettative con 45 nazioni presenti e oltre 500 partecipanti. In effetti si respira un’aria diversa rispetto ad un mondiale senior. C’è più leggerezza, c’è più freschezza ed effervescenza, c’è... difficile da mettere su queste righe, ma c’è effettivamente una luce luminosa verso il futuro. 
Ovunque ti giri ti accorgi che sarà un mondiale molto particolare. Sarà forse la nuova mega struttura appena finita del centro di canoa di Liptovsky, sarà il cielo misterioso che non sappiamo se ci porta sole o pioggia, caldo o freddo, nuvole o tempesta. Ma c’è la certezza che ci stanno aspettando momenti intensi da vivere quasi senza respirare tanto passeranno velocemente. Devo essere un pochino nervoso, lo sono sempre all’inizio di eventi così importanti, e Amur, che mi assiste e mi aiuta con i miei atleti, finge che sia tutto normale, ma in realtà è lei il mio termometro che tastandomi il polso mi chiede se va tutto bene. Vorrei avere la certezza che tutto possa andare per il meglio, ma non è così. Si inizia però a vivere quello che da tempo prepariamo e per cui lottiamo ogni giorno della nostra vita. Vorresti prendere i ragazzi per mano e rispiegare loro  ogni tappa da seguire, vorresti ripassare velocemente con loro quello che dovrebbero fare da domani a domenica. Non è così però che funziona. Quando sei ad un mondiale devi lasciare libero il tuo istinto e seguirlo. Se hai usato il tuo tempo per preparare questo momento saprai esattamente cosa fare. Saprai controllare le emozioni e usare la tua energia solo in senso positivo. Saprai trovare il lato più estroso di te stesso per non aver paura di esprimere quello che hai dentro, devi solo trovare la forza per farlo, crederci fino in fondo. Poi il resto verrà da sé. Noi allenatori comunque saremo al tuo fianco a gioire, a soffrire, a condividere, a consolarti, ma soprattutto saremo pronti quando sentirai il bisogno di una pacca sulla spalla o di una carezza o di un consiglio o di una parola. Tu però ascolta il tuo cuore e pagaia con lui per ogni colpo che ti sarà necessario in questi lunghi giorni di gara. Il sorriso poi farà il resto per regalarti la vera gioia della vita.  


class
U23
JUN
diff.
k1 MEN
85
83
-2
C1 WOMEN
30
32
2
C2
21
31
10
C1MEN
55
66
11
K1 WOMEN
53
64
11




TOTAL
244
276
520










Occhio all'onda! 

Una terza mano!







Campionati del Mondo di Slalom Junior&U23

Ero seduto sulle tribune in attesa della nostra ora di acqua e ho iniziato a seguire l’allenamento degli inglesi che hanno un’ora tutta per loro. Nulla di strano perché loro hanno ben 30 barche  (15 junior e 15 under 23). Categorie complete come solo la Repubblica Ceca, contro i 29 della Polonia poi 27 della Russia, Germania e Francia con 24, Spagna 22,Slovenia 20, Australia e Italia 16 e poi via le altre nazioni. La prima cosa che mi è saltata agli occhi e’ il loro modo di andare: sempre a tutta con tempi e video alla mano. Questo non mi piace molto e gli errori sono evidenti. Capisco che per loro è molto dura e cercano sempre di dare il massimo, ma il fatto di pagaiare ad altissime velocità non è la strategia migliore per lo slalom. Sono molto rozzi tecnicamente nonostante dimostrino buone qualità praticamente in tutte le specialità. 
Poi ho guardato sulle rive e ho iniziato a contare. Uno, due, tre... otto, nove, dieci. Secondo me mancava ancora qualcuno considerando il fatto che non avevo contato  il mio amico Jan Raspin e  così l’ho aggiunto alla lista di persone che erano a bordo campo a seguire l’allenamento degli atleti britannici. Totale 11 tecnici.   Non male:  uno squadrone quello inglese. Poi do uno sguardo al mio  I-Phone e trovo un post su twitter che dice che sono stati stanziati 6,3 milioni di sterline per ampliare l’impianto di slalom di Lee Valley.  Il primo grande investimento su uno stadio olimpico dopo Londra 2012. Ci sono ancora alcuni dati su questo splendida struttura per l’acqua mossa che ci dicono che da ottobre scorso sono scese oltre 46.000 persone in canoa o in rafting. Le previsioni sono che presto questi numeri quadruplicheranno.  Ecco perché l’investimento programmato per l’ampliamento della struttura è pienamente giustificato. 


il Team Great Britain oggi si è dedicato al mini-golf,  prima però si sono concessi per una foto di gruppo

A Cardiff, in occasione della prima prova di coppa del mondo, avevo avuto modo di parlare con Shaun Pearce, ve lo ricordate il campione del mondo in k1 slalom nel 1991 a Tacen, che, dopo un’esperienza in Canada come allenatore era rientrato in patria dove ha lavorato con la squadra nazionale per due cicli olimpici. Finita questa esperienza è diventato responsabile del progetto canoa slalom talent. Un lavoro che mira da qui al 2024 alla creazione di una nuova generazione di campioni fra i paletti dello slalom. 

Poi guardo l’ora mancano 15 minuti all’inizio del nostro allenamento e penso che è meglio se prendo posizione. Io di atleti ne ho otto, sono da solo e mi devo organizzare in tutto per tutto. Quindi mi piazzo sul punto più alto delle nuove tribune vicino alla ringhiera di angolo, da lì vedo tutto il tracciato,  e ci piazzo sopra il mio quaderno degli appunti, poi prendo la telecamera con la mano destra e sulla sinistra ho il cronometro. E’ arrivata la nostra ora, mi sbraccio per far capire ai miei atleti che sono pronto a prendere video, tempi, annotare eventuali accorgimenti tecnici e controllare che tutto fili via liscio... se avessi una terza mano mi sarebbe molto utile, ma questo  è un problema che non hanno certamente i tecnici inglesi!  

Occhio all'onda! 

Irati Goikoetxea esempio di maturità agonistica





Raffy mi ha tenuto testa questa sera nella partita di biliardo post-cena. L’ho sorpreso però con un tiro degno del miglior  Eddie Felson.  Ve lo ricordate nella magica interpretazione di Paul Newman nello “spaccone”? Bene: l’ultima mia palla da mettere in buca è coperta da una pallina avversaria. Decido di tentare il colpaccio facendo saltare la boccia bianca sopra quella di Raffy, la palla ricade sul tappeto verde giusto sopra la mia e la boccia si infila in buca lasciando il mio C1 destro preferito a bocca aperta!  Mi rimane ancora  la palla  numero 1 e, da lì a poco, vinco la mia seconda partita chiudendo la serata vittoriosa:  il “vecchio” rimane imbattuto. 

Non ho scritto nulla sull’ultima giornata di gare della terza prova di Coppa del Mondo nella bella Seu d’Urgell. Non ho detto nulla delle donne sedute e delle canadesi doppie, il tempo molto spesso è tiranno e non ti lascia modo di fermarlo. Anche se in ritardo comunque ci provo in barba al “tiranno”!
Tercelj, Neave, Kudejova il podio in rosa rispettivamente prima, seconda e terza. Nel C2 Klauss/Peche oro, argento ai loro connazionali Peschier/Labarelle e bronzo agli sloveni Bozic/Taljat. Ecco fatto mi sono rimesso in rotta e liquido così velocemente  la doverosa informazione, che tutti quanti già conoscevano. Mi concentro però su un altro fatto per me eccezionale e assai stimolante, tanto più che avrei già dovuto accorgermene e parlarne sette giorni prima e cioè dopo la finale di Augsburg. 

sulla destra  Irati Goikoetxea, al centro Nuria Villarubla e a sinistra Marta Martinez
Voglio parlare di Irati Goikoetxea che in queste ultime due gare di Coppa ha preso due finali, andando molto vicina alla medaglia a La Seu. Lei ha 27 anni, la sua prima presenza di rilievo risale al 2004 ai mondiali Junior, poi più o meno è sempre entrata in squadra nazionale spagnola, ma è sempre stata in ombra anche per il fatto che la vera leader iberica era sicuramente Maialen Chourraut. Prima di oggi aveva centrato solo un’altra finale e cioè agli Europei l’anno scorso. Quest’anno però è cambiato qualcosa che va ricercato non tanto nella sua tecnica, che più o meno è rimasta sempre la stessa, ma nel suo modo di avvicinarsi alla competizione. Mi sono piaciuti due concetti base che sono emersi parlando con lei dei suoi recenti risultati. Chiedendole che cosa pensa che sia cambiato rispetto al passato mi risponde: “la linea de las trayectorias, ir con espacio a las puertas para que no me molesten y la piragua corra siempree alla domanda invece di cosa si aspetta dalla sua gara mi dice: lo mas importante, saber que compito en slalom y aceptar que puedo fallar - e aggiunge - ya no tengo tanto miedo a hacerlo mal, se que es algo que puede pasar”.

Concetti semplici, ma essenziali per lo slalom come quello di far correre sempre la canoa e quello di non aver paura di ciò che si sta facendo. Ecco questi due elementi molto spesso sono la causa di tanti errori fra gli atleti che si concentrano più sul fatto di stringere le linee che sul fatto di far correre sempre la propria canoa.  Altro elemento decisamente negativo la paura di sbagliare e non accettarlo, quindi per evitare tutto ciò si opta per accontentarsi di prestazioni mediocri. 

Il tuo risveglio!



E’ vero mi addormento sempre prima di Te, ma è anche vero che aspetto il tuo risveglio alla mattina presto. Mi piace guardarti nella penombra del mattino. Mi piace quando la luce che filtra dalle tapparelle accarezza il tuo corpo. Quel tuo essere speciale anche quando dormi.  Amo guardarti respirare quando hai gli occhi chiusi e cerco di immaginarmi nei tuoi sogni. Poi aspetto ancora quel magico momento. Rimango senza aria a lungo, rimango incantato a fissare le tue mani e il tuo seno, che a volte si appoggia a me e mi rende partecipe del tuo respiro. Mi sincronizzo con il battito del tuo cuore. Non mi muovo, aspetto e percepisco le tue vibrazioni. L’aria nelle mattine d’estate mi incanta, è  ancora fresca porta tanta energia, mi stimola a dare il meglio di me stesso per te nel giorno che verrà. Ringrazio Dio per quello che mi ha regalato, ringrazio la vita che è così bella e che ci ha unito, perché solo attraverso di te vedo e percepisco il mondo. 
Adoro il tuo risveglio lento, appassionale, tenero. Quel tuo allungarti per iniziare ad assaporare il futuro che ci aspetta, che se pur fra un attimo passerà rimarrà a lungo in noi. Poi c’è quel tuo cercarmi, quel tuo aprire gli occhi e quel tuo tenero, tenerissimo, appassionatissimo, lunghissimo abbraccio. Ecco vivo per questo, vivo per assaporare appieno il tuo risveglio! 



Bercic, Fox, Hradilek trio vincente nella 3^ gara di Coppa del Mondo



Fabien Lefevre si permette il lusso di fare due volte una risalita e nonostante ciò passa in finale dove ci sono tre francesi che si giocano il podio. Per la verità  nessuno di loro  gareggia per il galletto transalpino. Tutti migrati per altri lidi. Bravo, bravissimo Samuel Hernanz che pur con 2 tocchi prende un bronzo molto prezioso. Una gara, la sua, d’incanto. Velocissima nella seconda parte dopo aver accumulato due penalità. Il francese che gareggia e vive in Spagna è tornato ai livelli visti lo scorso anno dopo un inizio di stagione decisamente sotto tono. Per dovere di cronaca bisogna sottolineare l’importanza per lui di aver gareggiato in casa su un tracciato che spezzava spesso e volentieri i ritmi e che ti costringeva a  ripartite praticamente da zero. Molmenti, rientrato in gara dopo l’europeo, sfiora la medaglia. Il campione olimpico dopo la lunga pausa post olimpiadi e matrimonio sta riprendendo confidenza con le gare e con le finali. Il suo obiettivo dichiarato rimangono i mondiali di Praga e credo che lo rivedremo competitivo solo allora. Vince il ceco Vavrine Hradilek con 1,31 sul francese naturalizzato australiano Lucien Dalfour.


Nella canadese monoposto la gara è fuori dai canoni tradizionali considerando il fatto che Slafkovsky, il numero 1 del ranking mondiale, è in giornata no e che Matej Benus, per un 50 alla fatidica porta 14, esce in semifinale come lo stesso  Jezek che si rovescia sempre alla 14 malamente e perde la possibilità di passare il turno.   E’ lo sloveno Anze Bercic che ne approfitta e si porta a casa la gara davanti all’idolo di casa Ander Elosegi. Il primo rimane sotto i 100 secondi e sale sul gradino più alto del podio 
Nella canadese femminile vince Jessica Fox senza nessun problema, dopo che la spagnola Nuria Vilarubbla aveva fatto sognare tutti con una semifinale quasi perfetta. La finale è sempre un’altra storia.  

Altro fatto da evidenziare l’intervento fuori luogo del presidente del boarding dello Slalom ICF sul vincitore Vavrinec Hradilek. Poco prima di iniziare la cerimonia di premiazione si è avvicinato al ceco per fargli togliere il capellino con il nome dello sponsor. Pazzesco vietare ad un atleta di salire sul podio con il marchio che gli offre aiuto. In tutti gli altri sport questo è segno di grande prestigio solo noi ci scandalizziamo di ciò quando ad assistere alle gare c’è sempre meno gente. I signori dell’ICF si chiedono il motivo? Si interrogano sulle loro responsabilità? Sempre belli incravattati nelle occasioni ufficiali e poi a rappresentare la canoa internazionale molte volte lasciano la povera Sue Natoli che si prende solo parole e tanto lavoro. 
Visto che ci siamo mi preme dire anche che gli accrediti per atleta e per allenatori che superano i 100 euro mi sembrano una esagerazione. 
Consideriamo che più o meno ci siano 400 iscrizioni significa che solo dalle iscrizioni si raccolgono  più di 40.000 euro, non male considerando che in
cambio si ha  acqua, coca-cola, qualche mela e banana quando va bene. 
Ma chi organizza si rende conto che senza gli atleti non si farebbe nulla? Perché questa esagerazione e non cercare invece finanziamenti attraverso merchandising vario? 

Occhio all’onda!  

Archiviate le gare di qualifiche della 3^ prova di Coppa


Il venue, durante una giornata di gare, si anima in modo sincopato. Ritmi lenti che si alternano a momenti frenetici e così via per tutta la giornata.  
La prima mattina è riservata agli allenatori che arrivano di buon ora per sistemare un po’ tutto, dal materiale elettronico per registrare la gara, alle varie sistemazioni logistiche come cibarie e altro. Poi è il tempo per C1 che si portano sempre appresso la pagaia. Di lì  a breve spuntano i loro colleghi uomini che pagaiano seduti e infine arrivano le ragazze impegnate nella canadese. Dopo la prima manche le prime donne del kayak  che seguono la seconda manche con attenzione per preparare la loro gara di qualifica del pomeriggio. Con loro anche gli atleti del C2. Cambiano gli sguardi, le espressioni, il modo di muoversi. Le ragazze arrivano alla rinfusa e iniziano da subito a seguire la discesa degli uomini. I  loro visi  sono ancora rilassati. Iniziano lentamente ad entrare in clima di gara. Seguono camminando gli alteti in gara, accennano a qualche esercizio di riscaldamento e da lì a poco iniziano la ricognizione del percorso con i rispettivi allenatori. Poi per loro il clima si surriscalda e ora a cambiare di espressione sono proprio le ragazze e i C2  che diventano i protagonisti del pomeriggio. Cambiano i ruoli, cambiano le emozioni.

Lo dico sinceramente la 14 in qualifica non aveva nessun senso considerando il fatto che interrompeva la fluidità della discesa. Purtroppo ci sarà anche per la semifinale e finale. Personalmente  l’avrei concepita più come risalita. Forse si è capito da tempo, ma io sono per percorsi molto scorrevoli e che premiano la velocità. Una porta come la 14 non permette agli atleti di mantenere la propria linea e sono costretti ad interrompere brutalmente il gesto. Per il resto il tracciato si è dimostrato impegnativo sotto diversi punti di vista. 
Il momento in cui Etienne si lussa  la spalla sinistra
Nella prima giornata di qualifiche nessuna nota particolare se non il grave incidente accorso a Etienne  Stott il campione olimpico in C2 che nel tentativo di tenere la barca in assetto sotto il ponte ha forzato sul braccio sinistro e gli è uscita la spalla. Drammatiche le immagini seguenti con il suo compagno Baillie che pagaiando raggiungeva la riva sinistra del canale spagnolo per far scendere dalla barca il suo compagno. Disavventure che non vorresti mai vedere. Ho saputo poi dalla fisioterapista della squadra inglese che è stata ridotta grazie anche all’aiuto del medico degli slovacchi. Il povero Etienne ora dovrà prendersi un periodo di riposo forzato e difficilmente lo rivedremo in gara in questa stagione. A noi non rimane che fargli tanti auguri e sperare in una pronta guarigione.  
Mi concedo anche uno spazio tutto personale commentando l’esordio in Coppa del Mondo del mio cucciolo Raffy, che tanto cucciolo non è più considerando le spalle che si stanno espandendo e l’altezza che fra non molto sarà superiore alla mia. E’ stato bravo a migliorarsi tra la prima e la seconda discesa. Una distrazione al ponte lo ha privato della possibilità di abbassare il suo tempo di oltre 4 secondi. Sarà per la prossima volta, siamo sulla buona strada dobbiamo solo continuare a pagaiare con lo stesso spirito e con la stessa voglia di acqua e onde che  Raffy dimostra di avere. Bravo anche a Zeno che passa in semifinale, domani sarà tutta un'altra storia da affrontare con tanta energia e soprattutto con la giusta concentrazione. 
Visto che ci siamo anche un grazie di cuore ad Amur che è rimasta tutto il giorno in sala video a registrare le gare e mi ha lasciato libero di seguire i miei atleti sul campo, da solo è sempre molto difficile dare supporto  a tutto e a tutti. 

Occhio all’onda! 

Si parte con la terza gara di Coppa del Mondo di slalom



Finalmente estate, finalmente si inizia a vivere senza il patema di vestirsi all’inverosimile. La vita così è più facile, per non parlare delle gare di canoa.
La Seu d’Urgell organizzerà questa settimana per la 13esima volta la Coppa del Mondo, dopo due Campionati del Mondo, due Europei, una Olimpiade. 
Ma veniamo al tracciato di qualifica che sembra scorrevole fin dalle prime porte. Mi piace la parte centrale e cioè dal bivio al ponte dove bisogna far scorre la canoa spingendo forte sulla pagaia. Poi si affronta il salto con una  sponda da sinistra a destra. Qui non bisognerà avere fretta di andare verso destra, nella successiva risalita, per non correre il rischio di arrivare troppo presto e piantarsi nel mortone che ha un notevole ritorno d’acqua. Nel secondo canalone c’è una combinazione “ski” decisamente marcata prima di una classicissima risalita a sinistra. Poi al salto risalita a destra. Classico anche il proseguo con una discesa sul correntone che porta verso valle. Qui sarà necessario salirci sopra per preparare al meglio l’ultima risalita del tracciato sul lato sinistro. 21 porte di cui 9 ad un palo solo tra cui 5 risalite. Le combinazioni a “ski” sono due la 9 e la 14.
Mai viste tante modifiche tra la discesa degli apripista e la decisone di approvare il percorso. E’ stato invertito il passaggio alla 9, spostate la 14 e la 20 e aggiunta una porta finale prima del traguardo. Il motivo di questa ultima aggiunta è dovuto al fatto che tra la 20 e l’arrivo c’erano più dei 25 metri previsti dal regolamento.  Un tracciato che si aggira intorno ai 92 secondi. Alberto Diez Canedo oggi è sceso con un 97 più due penalità, quindi presumibilmente staremo sotto al tempo massimo consigliato dal regolamento per il miglior kayak man.  

Xabier Etxaniz intervistato dopo la cerimonia di apertura - come sempre molto
modesta, ma sempre apprezzata 
Due parole, come sempre sui tracciatori che  sono:  Xabier Etxaniz, designato dal comitato organizzatore e Peter Hochschorner estratto dopo la fine dell’ultima sessione di allenamento di giovedì. Con il primo, attuale direttore tecnico della squadra iberica, ho lavorato a lungo quando con lui abbiamo preparato la squadra spagnola per i giochi olimpici di Beijing 2008. Xabier è stato un buon kayak, ma non ha mai avuto grandi risultati agonistici, cosa che invece ha ottenuto da allenatore. Da pochi giorni è diventato padre di Ane la bimba avuta da Maialen Chourraut bronzo olimpico a Londra 2012 e sua compagna ormai da molti anni.  
Peter è il papà dei gemelloni tre volte oro olimpici, e  sinceramente non ho ricordi di averlo visto in questo ruolo di tracciatore, sempre impegnato a fare qualche cosa per i suoi due figli. 

Il programma di gare rispetta quanto già visto ad Augsburg sette giorni orsono. Quindi venerdì qualifiche per C1 Men, C1 Women e K1 men alla mattina, poi al pomeriggio di scena K1 women e C2. 
Sabato semifinali e finali per le prime tre categorie di venerdì più gare  a squadre nel pomeriggio. Si chiude domenica con semifinali e finali per K1 donne, C2 più gare a squadre per queste categorie. 

Occhio all'onda!