Impareremo a volare


Bussano alla porta e io rispondo sempre “para frente”. A volte non serve perché la camera è spesso aperta. I ragazzi lo sanno che sono disponibile per loro praticamente 24 ore al giorno. Per me è facile perché condivido con loro ogni momento della giornata vivendo tutti nello stesso centro. Mi volevano dare un appartamento, ma ho insistito per restare dove sono. Qui percepisco tutti gli umori e le emozioni... e per me è molto importante capire tutto ciò anche fuori dalla canoa.
Ad entrare questa volta è Pedro un ragazzotto che giusto ieri ha fatto 16 anni lui è di Piracicaba e pagaia in C2. Il suo compagno è Rafael che di anni ne ha 18. Ha mani veramente enormi Pedro e si muove un pochino scoordinato. Probabilmente è cresciuto troppo velocemente per la sua età e ora cerca nuovi equilibri sia fisici che psicologici. Prima di lui è entrato il suo sorriso solare, leggermente offuscato dalla luce cupa dei suoi occhi e a bruciapelo mi dice: “Ettore o que devo fazer para melhorar?” e mi fissa speranzoso di aver la risposta in una sola parola, in un solo sguardo, in un solo magico tocco. Purtroppo non ho una parola risolutrice, e il suo sguardo, come dice magicamente Gibran,
rivela
il tormento interiore
aggiunge bellezza al volto,
per quanta tragedia e pena riveli,
mentre il volto
che non esprime, nel silenzio,
misteri nascosti non è bello,
nonostante la simmetria dei lineamenti.


Tormento che ora si è accentuato anche in me!


Cerco di prendere tempo e gli dico di sedersi sulla sedia che ho comprato pochi giorni fa al Mufatta - una catena di negozi molto popolare da queste parti. E’ una di quelle classiche seggioline da campeggio, ma ha un pregio e cioè è dotata di tettuccio per riparare dal sole. La porto con me al canale quando abbiamo percorsi lunghi tipo simulazione gara, mentre quando non mi serve per lavoro la tengo nella mia camera. La seggiola in tela azzurra ci sta bene e dà un tocco di eccentricità al mio spazio vitale in mezzo a tre muri bianchi e uno verde acqua. Chi si siede lì sembra sentirsi a suo agio e parla più apertamente di quando invece rimane in piedi. Cosa che però non succede con Pedro, anzi i suoi occhi ora non sono più cupi, ma sono particolarmente lucidi. Il pianto arriva invece prima nella sua voce!
E’ dura spiegargli che sta migliorando ogni giorno e che ci vuole tempo. A lui sembra di non vedere miglioramenti, lui è in continua lotta interiore e non si rende conto che sono proprio quei suoi piccoli progressi quotidiani che lo stanno facendo crescere. Siamo partiti da sole poche settimane e già si vorrebbero raccoglier grandi risultati. Io viceversa li sto smontando pezzo per pezzo e piano piano cerco di ricostruirli aggiustando o modificando parti di quelle macchine che stanno rivelando prima di tutto la loro bontà d’animo. Ci vorrà molto tempo, passione, fortuna e un aiuto dal cielo per riuscire nell’intento di raggiungere la meta.
Devo stare molto attento però a non farmi prendere troppo sotto il punto di vista personale. Devo assolutamente mantenere un certo distacco per essere più obiettivo e non farmi condizionare da quelle debolezze che tutti noi purtroppo abbiamo e con le quali cerchiamo di convivere e sconfiggere quotidianamente per non farci annientare dalle stesse. Tolstoj scriveva che “il tempo e la pazienza sono gli attributi più grandi di tutti gli eroi” - farlo capire ad un ragazzo un pochino scoordinato e impaziente di arrivare: non è facile, ma ci proverò! Come proverò a non farmi prendere dalla nostalgia di casa, dalla voglia di riabbracciare colei che vive in me in ogni respiro. Mi dicono che ora fa parte delle brave ballerine, non avevo dubbi. Di quelle ballerine che tutti i ballerini si contendono per avere il loro momento. Io invece sono qui a combattere con le paure di questi ragazzi. Io sono qui per cercare di concretizzare il sogno di ogni atleta offrendogli il mio umile contributo, soffrendo con loro, lottando con loro, pagaiando con loro per poi un giorno fare un passo di lato e lasciarli liberi di volare. Ecco a Pedro ho detto che un giorno, prima o poi, imparerà a volare... i suoi occhi sono tornati a brillare come il suo sorriso e i suoi tormenti sono spariti, mentre sono rimasti e rimarranno i miei!

Occhio all’onda!

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