E' tempo di pronostici - iniziamo con le donne del Kayak


E’ tempo di iniziare con i pronostici... non vi pare?
Partiamo dai campioni del mondo uscenti e la domanda è:
si riconfermeranno al vertice con una doppietta a distanza di 365 giorni?

Vediamo cosa hanno combinato questi atleti nella stagione in corso. Iniziamo con le donne

Corinna Kuhnle chiusi i mondiali di Tacen 2010 si era messa subito in moto ed era partita ben presto per l’Australia, attratta non solo dal canale olimpico, ma anche dal cuore. Dall’altra parte del mondo ci è rimasta fino a marzo vincendo gli Australian open su Schornberg e Lawrence, la più giovane delle Lawrence e cioè Rosalyn.
Tornata nel vecchio continente si è preparata per Europei e Coppa del mondo, passando per alcune gare internazionali come Solkan che vince su Ursa Kragelj. Ai continentali inizia la sua siflza di 50 per passaggi troppo azzardati e rimane fuori così dalla prima finale importante.
Poi va in coppa a Tacen e in finale salta una porta. Dalla Slovenia alla Francia per la seconda gara di coppa: vince qualifiche e arriva seconda in semifinale dietro a Maialen Chourraut. In finale fa registrare il miglior tempo rifilando a tutte almeno due secondi, ma è ancora penalizzata da un salto di porta. Solo nella terza prova a Markkleeberg arriva il primo podio: è seconda con quattro penalità nella gara vinta dalla Dukatova. In finale di Coppa a Praga è 9^ in qualifica con un tempo fantastico, ma con 8 penalità. In semifinale 3^ con il miglior tempo ancora, ma con un tocco. In finale 8^ sempre con un ottimo tempo, ma con 6 penalità, inizia a toccare fin dall’inizio e cioè alla porta 1! Finisce la Coppa del Mondo al terzo posto dietro a Dukatova e Mann.

A Londra nella pre-olimpica vince le batteria dopo essere arrivata quinta nelle eliminatorie. In semifinale cade ancora nella massima penalità e ci aggiunge altri 4 tocchi. Troppi anche per lei e guarderà la finale da bordo campo.

Riassumendo la bella e brava austriaca ha al suo attivo tutte le finali di Coppa e un podio, ha quindi mancato due finale e cioè agli europei e ai London Prepares.

Risultati che la dicono lunga sulle potenzialità di questa atleta per riconfermarsi iridata, tanto più che il percorso di Cunovo è a pochi chilometri da casa sua e lo conosce molto bene. In allenamento fa sempre belle cose e dimostra una grande tranquillità anche nelle situazioni più difficili come ad esempio al salto finale - Niagara - dove quasi sempre prima di finire la sessione si ferma a riprovare un paio di volte le varie risalite a destra e a sinistra. Altro suo punto di forza è la consapevolezza di avere nelle braccia sempre ottimi tempi. Dovrà tenere a bada l'irruenza e la voglia di strafare.

Ma quali sono le nazioni che possono rientrare fra le prime 15 per qualificare la barca alla prima opportunità per i Giochi di Londra?

Piazzerei ovviamente al primo posto l’Austria che con Kuhnle e Violetta Oblinger, non dovrebbero faticare più del dovuto.
Alle spalle le tedesche che hanno vinto Europei con la Bar, e sono entrate, se pur alternativamente praticamente in tutte le finali. Melanie Pfeifer poi si è messa al collo la medaglia dei London-Prepares e questo sicuramente le ha messo molta fiducia e speranza per il futuro a cinque cerchi oltre ovviamente alla vittoria di Tacen in apertura di coppa.
Alle spalle di austriache e tedesche sicuramente le slovacche presenti in finale ovunque e con atlete, come sapete molto bene, in grado di vincere. Le cugine Ceche hanno dalla loro l’esperienza della Hilgertova e Pavelokova e la freschezza di Katerina Kudejova. La prima ha un 7^ posto in Tacen e un 5^ a Makkleeberg. Pavelokova ha vinto un qualifica a Praga in casa e la Kudejova è sempre fra le prime 15 atlete.
Le spagnole guidate da Maialen Chourraut non faticheranno a prendersi il posto per i giochi olimpici. Infatti oltre alla potente e brava basca sono in grado di accedere in semifinale anche Marta Martinez e Jone Otano. Poi Maialen quest’anno ha fatto tutto molto bene e in modo molto parsimonioso. Ha vinto la Coppa Pireneus, ha vinto diverse qualifiche, si è piazzata sul podio in Francia a l’Argentiere, seconda, e a Markkleeberg, terza. Non ha partecipato alla finale di Praga se pur avesse la possibilità di portarsi a casa un risultato brillante nella Coppa del Mondo che invece ha snobbato per preparare al meglio il mondiale.
Le britanniche escono da una stagione non troppo brillante se escludiamo gli europei in cui hanno due finaliste e un bronzo con Elizabeth Neave. Sembrano già in tensione per i giochi che ospiteranno in casa, se pur già qualificate di diritto cercheranno comunque di ottenere il passaggio per le normali vie al fine di liberare la scelta sulla barca doppia che non sarà facile far passare nelle prime otto nazioni. Con il posto quasi assicurato anche le slovene nonostante il piccolo infortunio di Nina Mozetic. A coprire questa probabile assenza ci sono comunque Eva Tercelj e Ursa Kragelj. Le francesi non godono di un periodo felice nel settore in rosa. La punta e cioè Emile Fer non ha dato prova di costanza per tutta la stagione, confermando il suo stato sempre alterno della sua carriera agonistica. Brava, ma poco conclusiva. Vedo di più l’eclettica Caroline Loir per la conquista del visto olimpico.
Le russe con le sorelle Perova, Alexandra e Katerina, e Marta Kharitova sono cresciute molto tecnicamente e fisicamente. La terza ha poi preso una medaglia importante nell’ultima gara di coppa, quella cioè che può dare morale e fiducia a tutta la squadra.
Nelle dieci nazioni praticamente sicure ci metterei anche l’Australia che ha tre atlete di valore a partire dalla giovanissima Jessica Fox. Lei però in questo momento sta lottando con problemi alla schiena che la tengono lontana dal canale di Cunovo. Se si rimette in tempo ha la possibilità non solo di conquistare il posto per Londra, ma anche di fare un bel regalo ai natali tanto famosi.
Terminata questa panoramica, rimangono ancora cinque posti liberi che si giocano praticamente sullo stesso livello molte altre nazioni fra cui l’Italia. Le azzure agli europei sono rimase fuori dalla semifinale a 20 e nella semifinale a 30 di Coppa a Tacen. Clara Giai-Pron è 19esima in Francia e poi seconda agli europei U23. Positiva la prestazione di Angela Prendin a Londra dove riesce a far bene qualificazioni, ma si perde poi in semifinale. Insomma se le due atlete in rosa riusciranno a trovare tranquillità e qualche consiglio tecnico adeguato non dovrebbero faticare a portare a casa la qualificazione, tutto dipenderà dalla loro capacità di mantenere sangue freddo e nervi ben saldi.

Il campo, il destino, il tempo, la fortuna, il guizzo, il momento decreterà comunque le sorti di queste nazioni.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Cunovo, 30 agosto 2011
6 days to XXXIV Slalom World Championships

XXXIV Slalom World Championships...meno 9



Bisogna andare dietro le quinte per cercare di capire al meglio un mondiale per cui ovviamente tutti hanno un interesse particolare. Ieri sera sono stato a cena con il vecchio Fox che con gli anni ha guadagnato in saggezza e conoscenza oltre ad una certa tranquillità operativa. Lui ovviamente è l’uomo dell’ICF che lavora nelle retrovie, colui che politicamente cerca di trovare buone soluzioni anche dal punto di vista tecnico, anche se, per la verità, il vero problema della canoa (in generale) non è specificatamente tecnico. Il vero problema è il cambio di mentalità e del modus operandi dei nostri dirigenti, che mantengono la canoa allo stato primordiale.
Qualcuno, dopo gli scarsi risultati della canoa da velocità italiana, si chiedeva quali fossero i veri problemi tecnici da risolvere. Non si possono risolver problemi tecnici se i politici non ti mettono nella condizione di farlo. Prendete l’Australia: a capo di tutto c’è un direttore tecnico, che guarda caso è proprio Richard Fox che è anche il vice-presidente dell’ICF... non a caso. Mentre noi a rappresentarci nell’organo politico internazionale abbiamo non un tecnico, ma il presidente che quindi non potrà che portare ancora e solo politica. Il problema della canoa internazionale è la mancanza di una o più figure che si occupino di management sportivo, di immagine, di promozione del nostro sport in modo professionale e pertinente. Osservazione condivisa con Robert Horochosky che sosteneva giustamente che tutti i vari presidenti succeduti nel boarding dello slalom hanno cambiato regolamenti e si sono occupati degli aspetti tecnici. In realtà loro avrebbero dovuto occuparsi di altro e cioè spingere in altre direzioni. Lo ripeto: il problema non è cambiare le regole del gioco!
Tanto per la cronaca l’Australia ha qualificato per i Giochi Olimpici di velocità tutte le barche e per lo slalom sicuramente alla prima tornata passano donne, K1 uomini e C1. Il C2 lo qualificheranno ai campionati oceanici.
Di questo potremmo parlare a lungo, ma restando nel tema mondiali di slalom le maggiori preoccupazioni ora arrivano dalla stessa organizzazione. Le aspettative sono molte e tutti quanti sperano che queste attese non vengano deluse a partire dagli orari della disputa delle finali individuali che si svolgeranno praticamente tutte dalle 12 alle 13. La scelta, a detta dell’organizzazione, è dettata dal voler offrire al pubblico la possibilità di massima affluenza , cosa che non si verificherebbe al pomeriggio o in tarda serata, oltre al fatto di trovare spazio nei vari palinsesti televisivi. Mah! Vi immaginate invece che bello sarebbe vivere le finale di notte? Va beh non pensiamoci.
Anche il periodo non è dei migliori vista la concomitanza dell’inizio dei campionati di calcio praticamente in tutta Europa. Mondiali che arrivano giusto alla fine dei mondiali di atletica leggera che iniziano oggi.
Ci sarà poi anche l’inghippo delle premiazioni ufficiali che dovrebbero essere fatte al nuovo centro “Eurovea” a Bratislava. Dopo le finale infatti gli atleti e le squadre dovranno trasferirsi in città per assistere alla cerimonia di premiazione. L’idea non è male, purtroppo però il tragitto dal campo di gara alla città è lungo e non sempre agevole per il traffico e per trovare parcheggio facilmente. Positivo il tentativo di portare la canoa in mezzo alla gente e al grande pubblico.

Occhio all'onda!

Cunovo, 27 agosto 2011 9 days to XXXIV Slalom World Championships

XXXIV Campionati del Mondo di Canoa Slalom... meno 11



Che si disputi un mondiale da qui a poco lo si può capire da tante cose. Ad esempio dalla frenesia di tanti operai che stanno cercando di recuperare il tempo perso nel risistemare i vari camminamenti nell’area che ospiterà le gare iridate. Oppure restyling delle tribune dipinte di nuovo con un azzurrino pastello. Ovviamente siamo assaliti dai camion che stanno portando, tende, container, materiale, tavoli e computers. La certezza definitiva che ci sarà un grande avvenimento da qui a poco arriva dal mega parallelepipedo che hanno piazzato, giusto oggi, all’entrata dell’impianto sportivo e che riporta, oltre ai loghi dei vari sponsor, il programma dell’intera manifestazione. Si inizierà il 6 settembre con la cerimonia di apertura poi qualifiche e via via come sempre. Tutto quindi fa pensare che fra non molto vivremo questo mondiale alla grande. Gli slovacchi sono seguiti, durante gli allenamenti, dalle telecamere di vari net-work e sono sempre vestiti di bianco e blu. Gli allenatori, che sono molti, seguono i loro pargoletti con tanto di cartelline e video. Sorridono meno di qualche tempo fa e sembrano entrati in trance pre-gara, anche se alla sera il gruppo storico di tecnici, Martikan padre, Cibak zio, Mraz padre, Hochoschorner padre passano parecchio tempo seduti nel tendone del ristorante a gustarsi la birra fresca slovacca che effettivamente conoscono già molto bene... e il caldo di questi giorni non fa che agevolare il consumo della bionda bevanda. Oblinger marito e moglie, Boukpeti e Peschier continuano ad allenarsi assieme, anche se il campione olimpico di Atene non partirà ai mondiali, visto che non è entrato in squadra, e ora sta ingannando il tempo collaborando con la squadra canadese nei momenti in cui non è in acqua. Che strano personaggio il francese che aveva cercato gloria e patria in Grecia e che vive ancora con l’illusione di ripetere quell’impresa a cinque cerchi del 2004 che aveva dell’incredibile. Elena Kaliska ogni mattina, quando la incontro, mi saluta con un inconfondibile “Ciao” e ride, che sappia forse che la do per favorita a questo mondiale? Io rispondo gentilmente al saluto e le auguro buon allenamento. Ultimamente è sempre accompagnata da una ragazza che non capisco se è un’amica o una parente. Forse lo scoprirò prima o poi. Noi qualche sera ci spingiamo fino al nuovo centro di Bratislava -”Eurovea” dove si svolgerà anche la cerimonia d’apertura e la consegna delle medaglie con la proclamazione degli iridati. Questo mega centro nato a sud-est del centro storico si sviluppa sulla sponda sinistra del Danubio. E’ un esempio splendido di riqualificazione ambientale con un mega centro commerciale, teatro, cinema, giochi d’acqua e soprattutto un enorme plateatico sul fiume dove la gente trova ristoro in giorni e serate calde come queste. Un verdissimo prato a degradare, morbidi puff su cui rilassarsi, una passeggiata lungo il fiume, tenue luci creano un’atmosfera decisamente romantica e a monte la città vecchia con il famoso ”UFO” che si rispecchia nel Danubio e a valle il ponte Apollo creano un panorama davvero unico. Le navi che passano sullo specchio d’acqua catturano la tua fantasia e ti portano o a Vienna o a Budapest. Le note musicali che arrivano da bordo accompagnano sogni di crociere di un tempo che arriverà e che forse farà rimpiangere il tempo passato. Allora guarderemo da quelle navi i giovani che viceversa animeranno il lungo Danubio, scambiandosi teneri abbracci e parole d’amore. Si sta bene da quelle parti. Si può trovare ogni tipo di ristorante. Ottimo il sushi bar: con 15 euro appaghi tutte le voglie di pesce crudo e di cibi sani.

Occhio all'onda!
Cunovo, 25 agosto 2011 11 days to XXXIV Slalom World Championships

In attesa dei mondiali


Se l’è goduta alla grande questa mattina il buon Hradilek che ha sfidato su una serie di combinazioni il suo amico Dawson. I due si sono giocati una birra nella parte iniziale nel tentativo di uscire da una risalita a destra e fare una dritta praticamente alla stessa altezza, quindi ruotare la barca di 180° per entrare a destra della porta successiva. La stessa manovra la faceva nell’ora precedente il vecchio Ford, ma in retro e faticava non poco per raggiungere l’obiettivo di non perdere la porta successiva. Il ceco entrava con molta delicatezza nella risalita pennellando il palo interno, lasciava correre la canoa giusto alla fine della grande morta, portava il peso del corpo sulla coda e con le gambe metteva la sua punta sopra ad una montagna d’acqua. A quel punto con il destro in acqua e con un bicipite che sembrava esplodesse da un momento all’altro, ruotava la canoa in maniera impressionate e appena un attimo prima del primo palo lanciava la barca sull’onda per andare a prendere la porta successiva a destra. Per tutto questo tempo l’ espressione del suo viso era sorridente e distesa.
Il “kiwi” Dawson, se pur basito da tanta impresa, sembrava essere convinto più che mai di riuscire a mettere in atto anche lui sì tanta grazia ed eleganza, ma ahimè, arrivato alla rotazione, forse senza rendersene nemmeno conto, si è ritrovato proiettato più verso l’infinito cielo che verso la porta successiva. Sconsolata la sua espressione per l’impresa mancata e per la bevuta da pagare! Rimane comunque l’impresa del suo grande amico che ormai da alcuni anni sta condividendo con lui le gioie e dolori dello slalom per un sogno a cinque cerchi. E pensare che solo qualche tempo fa per Mike Dawson sembrava un sogno difficile da raggiungere per le sua vocazione più da free-rider che da canoista fra quei pali che tante volte fanno perdere la bussola e anche la pazienza.
Il campo di Cunovo si sta animando a due settimane dal campionato iridato. Oggi sono arrivati argentini e venezuelani. Anche Zeno è più contento e sorridente e si sente meno solo... chissà perché? La colonna sonora delle sue ballate con la chitarra è Bob Dylan e io ritorno indietro nel tempo con molta malinconia! Poi ieri vecchi amici, con cui ho condiviso tante ore di lavoro federale, mi hanno dato una spinta in più per continuare a raccontare questo mondo, questa vita, grazie vecchio grande saggio Ilario.

Occhio all'onda!

Cunovo, 23 agosto 2011
13 days to XXXIV Slalom World Championships



sito ufficiale dei Campionati del Mondo di Slalom

XXXIV Campionati del Mondo di Canoa Slalom... meno 15 giorni


Ho passato la giornata alle “Niagara Fall”, con me anche i miei atleti e molti altri pagaiatori. Siamo a 15 giorni dall’apertura ufficiale dei XXIV campionati del mondo di canoa slalom e per qualcuno le notti iniziano ad essere insonni. Lunghe ore nell’oscurità che diventano eterne e che ospitano quei fantasmi che magari durante il giorno ti sei creato per una risalita che non vuole farti uscire, per un ricciolo che non riesci a saltare, per un ritorno d’acqua che ti fa perdere decimi di secondo preziosi oppure per un salto che per ore ti ostini a provare e riprovare. Nella notte tutto si confonde e prendono forma solo i contorni che diventano i veri punti di riferimento per navigare nella tormenta, per vivere intensamente da qui al 6 settembre, giorno di apertura della rassegna iridata. Poi si entrerà nella routine di ogni gara, poi si dovrà fare tutto come ci siamo allenati a fare. Non ci sarà più il tempo per fare nulla e per cambiare un destino probabilmente già scritto a caratteri cubitali sul “Bel Danubio blu”. Io, allora, lascerò la mia anima nella casa viaggiante, chiedendo al vento di portarsi via emozioni e sentimenti per restituirmeli l’11 settembre notte a giochi fatti. La speranza però è quella di riuscire a non perdere nulla e che tutto possa trovare posto nel profondo del cuore passando attraverso le dita che avranno il compito di trovare i tasti giusti per annotare e non dimenticare nulla. Tutto diventerà patrimonio di tutti per non dimenticare mai giorni meravigliosi pieni di energia, speranze, desideri e perché no anche amore. Amore per uno sport che ami da sempre e per sempre.
Oggi ho sofferto non poco a vedere i ragazzi e le ragazze cercare il varco giusto nella selva di un canale che non lascia spazio all’improvvisazione. Su un tracciato che non risparmia nessuno belli e brutti, buoni e cattivi, bravi e meno bravi. Ci sarebbe la voglia e il desiderio, anche per un solo minuto, di essere io stesso un fantasma buono, vestito d’acqua, per prendere per mano questi giovani e indicare loro la via giusta, magari creando un binario immaginario che abbia la capacità di catturarli e guidarli in quel salto che è eterno e che sembra non finire mai. Le parole, le spiegazioni, le teorie, le tecniche sembrano non servire, sembrano non raggiungere lo scopo sperato, sembrano non essere mai sufficienti. C’è la consapevolezza però che solo il tempo, la dedizione e il lavoro porteranno ai miglioramenti desiderati.
Beh! forse non era il modo migliore per dirvi che stiamo entrando nel capitolo finale della stagione agonistica 2011. Forse era meglio scrivere che qui a Bratislava e più precisamente a Cunovo dal 6 all’11 settembre ci saranno i campionati del mondo di canoa slalom validi come prova di qualifica per i giochi olimpici. Dovevo scrivere forse che siamo una squadra forte e che andiamo al mondiale con velleità grazie al grande lavoro fatto dai vari staff tecnici e dalle società e che noi non pensiamo assolutamente ad eventuali ripescaggi. Però questo già l’avete letto per la velocità e lo rileggerete fra non molto sullo stesso sito per lo slalom. Per la verità dovrebbero scrivere che in otto anni sono riusciti a riportare la canoa italiana alla preistoria sotto ogni punto di vista... complimenti!

Occhio all’onda!

Cunovo, 22 agosto 2011
15 days to Slalom World Championships

Un modo diverso di vivere la finale di Coppa


Era tempo che non vivevo una finale in mezzo al pubblico. Solitamente sono rinchiuso dentro la sala video con due monitor e un cronometro in mano. Riemergo solo all’arrivo dell’ultimo atleta. A Praga, per le semifinali e finale delle donne e delle canadesi doppie, sono rimasto tutto il tempo tra la gente di fronte al mega schermo delle immagini. Ho partecipato e condiviso l’emozione di molti praghesi accorsi per questo evento. Ho urlato, ho sofferto per i loro beniamini, ho partecipato alla gioia della medaglia conquistata, ho diviso gli spazi delle tribune, l’unica cosa che non sono riuscito a fare come loro è bermi montagne di birra e mangiare tonnellate di hot-dog e cetrioli!
Insomma un’emozione diversa rispetto alla mia normale routine di allenatore. Una bella sensazione che mi ha fatto capire che da queste parti la canoa si può vivere come si vive una partita di calcio o una corsa di cavalli. Sì! come una corsa di cavalli visto che qui si poteva anche scommettere sulle varie finali con tanto di atleti quotati e valori relativi. Bella festa, bella gente, bella finale vissuta alla grande in una giornata finalmente estiva.
Ho già detto che l’organizzazione era perfetta, ho già detto che gli speakers sono stati bravi a tenere le redini della competizione dando una vera e propria anima parlante a gesti esaltanti e a momenti indimenticabili. Ho già anticipato la vittorie di coppa per gli Hochschorner anche se usciti in semifinale per un banalissimo errore all’entrata della 16 in risalita. Non ho detto nulla del C2 italiano Benetti/Masoero che ho visto molto bene e in crescita. Se riusciranno a mettere maggior reattività nell’uscita delle risalite non avranno problemi a finire la stagione in gloria. Su Elena Kaliska vi avevo già messo in pre-allarme dopo le gare di Londra e lei sta avvalorando quanto avevo anticipato. Qui ha vinto offrendo un altro smacco alla sua vera ed unica avversaria per la rincorsa alla sua terza medaglia d’oro olimpica e cioè Jana Dukatova.
Ho già detto che la formula della Coppa va rivista. Sue Natoli, il delegato ICF per lo slalom, ci sta mettendo molto impegno, ma è triste notare che a Praga nella finale di coppa non fosse presente nessun rappresentante ufficiale della federazione internazionale. Eppure il tempo ci sarebbe stato perché qualcuno di alto locato fosse presente per dare valore ad una Coppa che sembra interessare sempre meno. La canoa slalom ha troppe poche gare, troppi pochi trofei da assegnare, troppe poche categorie da premiare. Alla fine sono sempre gli stessi a spartirsi onore e gloria. Quello che voglio far notare è la mancanza di circuiti di serie “B”. Gli slalomisti o fanno la coppa, mondiali e campionati continentali o non sono nessuno. Bisognerebbe creare il circuito di coppa europa per chi è escluso dal circuito maggiore. Quello che succede ad esempio nello sci. Un atleta dei paletti si allena 10 mesi all’anno per gareggiare in cinque o sei gare. I ciclisti che fanno gare di almeno 4 ore hanno due gare alla settimana per 8 mesi all’anno.

Detto ciò la mia casa viaggiante ha ripreso la strada per trasferirsi a Bratislava dove si fermerà fino ai mondiali. Anche Enrico Lazzarotto, sulla sua macchina, ha ripreso la via di casa. E’ ripartito con “Orgasmo”, la sua ultima canoa da creek che ha testato anche sul canale di Troja, e con tante immagini che presto prenderanno forma e sostanza e che avremo modo di goderci. Sarà un’occasione anche per capire che potenza possono avere certe fotografie e montaggi. Per il momento c’è il titolo: “the ultimate dream” il resto poco conta!


Occhio all’onda!

Praga, 15 agosto 2011 - Slalom World Cup Final

Finale di Coppa emozionante

Che finale di coppa ragazzi! Ha vibrato tutta Troja e, fino all’ultimo, grande sfida nei kayak uomini. Tre atleti in cerca di una palla di cristallo che rappresenta il mondo, ma che soprattutto aiuta ad arrivare al mondiale di settembre molto molto motivati e con le statistiche dalla propria parte! Hradilek fa impazzire il pubblico di casa, rischia molto, ma nello stesso tempo è sicuro e bello da vedere. Questo atleta è maturato molto in questa stagione dal punto di vista tecnico. Grande anche Super Cali che con un guizzo finale arriva sul collo del campione di casa: scende subito dopo il ceco e praticamente percorre la prima metà del percorso con gli spalti in religioso silenzio...all’intertempo fa registrare un lieve ritardo e giunto alla porta 15, incitato dai brillanti speaker, inizia ad arrivare qualche applauso che sale come la tensione nell’interpretare il cronometro che scorre. Alla fine solo 0,05 secondi li dividono... un nulla, troppo pochi per riuscire in qualche modo a tradurli in millimetri! Kauzer è bravo a mantenere la calma per tutto il tempo: sa di avere già in una mano la sfera di cristallo e non rischia di mandarla in frantumi. In semifinale passa lontano dai pali, vuole arrivare in finale e non vuole fare passi falsi. All’atto conclusivo non forza mai più del dovuto sa che ogni punto è prezioso per la coppa. Finisce terzo, posizione che gli vale 50 punti sufficienti per alzare al cielo l’ambito trofeo con 177 punti su Hradilek 176 e Molmenti 168.
Nella canadese monoposto Jezek vince la sua seconda coppa del mondo a distanza di 12 anni e all’arrivo è visibilmente contento anche se finisce la sua finale al quarto posto dietro ad uno Slafkovsky scatenato. Bella gara quella delle canadesi che regalano sempre forti emozioni anche se mancavano i big e cioè Martikan e Estanguet.
Stanislav Jezek, all’arrivo, riceve l’abbraccio e le prime congratulazioni proprio da Alexander Slafkovsky che, scendendo per primo in finale, dopo esservi entrato proprio per il rotto della cuffia, si è goduto la gara seduto sulla sua canoa in attesa proprio di Jezek che viceversa partiva per ultimo. Cielo coperto, ma il sorriso del ceco illumina e riscalda fans e fotografi.
Fra le donne in ginocchio non ci sono storie Rosalyn Lawerence fa sua vittoria e coppa.
Belle anche le immagini che sono andate sulla televisione nazionale a testimonianza che la Repubblica Ceca sta lavorando bene in tutti i settori. Impeccabile l’organizzazione come gli speakers che hanno animato l’intera giornata. Bravi perché preparati, bravi perché sanno fare il loro mestiere dando informazioni tecniche e storiche, tempi, aggiornamenti di classifica e soprattutto competenti. Una sorta di Davide Cassani della canoa! Perché da noi tutto ciò è affidato alla buona volontà di qualche appassionato e non si punta invece a rendere una gara anche un grande momento di ritorno d’immagine?

E in attesa delle semifinali e finali K1 donne e C2 un saluto ai giovani pagaiatori dello slalom che a Solkan (Slovenia) stanno disputando la seconda prova della “Teen Cup”.

Occhio all’onda!

Praga, 14 agosto 2011 - Slalom World Cup Final

Archiviate anche le qualifiche della Coppa di Slalom 2011


Kauzer rovina la festa ai cechi; Jezek e Slafkovsky duettano; gli Skantar mettono la punta davanti agli Hochschorner e quattro donne in kayak rimangono sotto i 100 secondi. Ecco la giornata in pillole di questa tornata finale di coppa del mondo eppure dietro a tutto ciò ci sono tante belle storie da raccontare, tanti piccoli aneddoti a partire dagli occhi lucidi di un David Ford che lascia il campo di gara chiedendosi che cosa non va più! Che sia forse giunta l’ora di mettere la parola fine ad una carriera agonistica iniziata oltre 30 anni fa?
Io stavo raccogliendo le mie cose per raggiungere la casa viaggiante e ho sentito il canadese chiamarmi, ovviamente non ho potuto fare finta di nulla e ci siamo fermati a parlare o meglio mi sono fermato ad ascoltare un atleta che superati i 45 anni non vuole cedere e che in quel momento aveva bisogno di sfogarsi. Certo è che in kayak non è concesso sbagliare, non è concesso tentennare, non è concesso avere incertezze o sbavature e lui, l’esperto Ford, non ha più la velocità di reazione che bisogna avere al giorno d’oggi per stare al passo con i migliori e con dei giovani che hanno voglia di emergere. Poi mi ha parlato di quanto bene ha visto il giovane brasiliano che ho iniziato a seguire da qualche mese e facendo un confronto mi fa: “ecco avrei bisogno della sua leggerezza e della sua incoscienza”, mi sono permesso di aggiungere solo: “e il suo divertimento a pagaiare”.
Vi dicevo di Peter Kauzer che ha rovinato la festa a tre praghesi doc. Lo sloveno infatti, con il suo terzo posto, ha privato dell’ipotetico bronzo il giovanissimo Jiri Prskavec dopo la vittoria di uno straordinario Hradilek e di un Hilghert ritrovato. Fino all’arrivo dello sloveno, ultimo a partire, il tabellone elettronico riportava CZE nelle prime tre posizioni e non ho ricordi di averlo mai visto prima. Come non mai il fattore campo si è fatto sentire anche nelle donne con Pavelkova prima, Hilgertova terza e Kudejova settima.
Nella canadese biposto i soliti due equipaggi slovacchi. Alle spalle francesi, inglesi, tedeschi, cechi, sloveni e italiani che fanno gara a sé: in sostanza c’è a disposizione solo una medaglia per il resto del mondo... e sembra già una grande concessione!
I C1 sono veramente forti. Slafkovsky, in prima manche, ferma i cronometri su un fantastico 88,38 con una discesa aggressiva, ma nello stesso tempo armonica. Jezek dopo la prima prova aveva un 89,67 più 2 che significava secondo posto, qualifica sicura e manche da archiviare tra le più belle della sua carriera sportiva, ma... c’è un ma! Lui non si accontenta. Scende dalla canoa viene chiamato per risolvere un problema informatico con il tabellone elettronico, passa il resto del tempo al “race office” a coordinare i vari volontari e poi a 5 minuti dalla seconda discesa, risale in barca e come nulla fosse ci piazza un 88,38 anche lui! Vi sembra cosa normale? Per l’Italia, la gara in C1, sembra rappresentasse una selezione per i prossimi mondiali. Stando così ai mondiali ci dovrebbe esser il già qualificato Colazingari, Cipressi e Gejdos.

Non ho detto nulla sulle donne in ginocchio. Mi è piaciuta una T-shirt di un ragazzo americano che riportava questa scritta: “respect and support C1 Ladies” che la dice lunga su questa specialità che sta crescendo di gara in gara. Anche il mio amico L8, che in questi giorni è qui con me per darmi una mano, è rimasto piacevolmente colpito dalla canadese femminile. Giusto per la cronaca la qualifica è andata alla piccola Katerina Hoskova, tanto per cambiare di nazionalità ceca, con Leanne Guinea che ha rischiato di guardare la semifinale dalla riva. Lei che è in corsa per vincere la coppa, ma che sembra in crisi da molto tempo!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 13 agosto 2011 - Slalom World Cup Final

Finale di Coppa del Mondo: si riparte!



Si riparte per l’ultima tappa di coppa e non dimentichiamoci il berretto di lana... tempaccio a Praga e previsioni non troppo confortanti per questo fine settimana.
Per fortuna che l’altro giorno dopo un ennesimo temporale è uscito un magico arcobaleno che ci ha piacevolmente avvolto e che ci ha ricordato che la vita è magica e che va vissuta in tutti i suoi colori. Che bello essere qui e condividere con le persone a te più care momenti, passioni, parole, musica che la canoa slalom ci sta regalando in questo momento particolare della nostra esistenza.
Con certe persone è talmente facile essere in sintonia che non serve neppure parlare nonostante che il destino e la politica non ci abbiano permesso di proseguire a lavorare assieme. Chi maggiormente ci ha rimesso, senza falsa modestia, è stata però la canoa italiana, ma questa è un’altra storia e una mia personalissima opinione!

Venerdì, sabato e domenica si chiuderà un altro capitolo importante della stagione in corso, una coppa che però dovrebbe essere rivista: Certe formule non rendono come dovrebbero e bisognerebbe dare più risalto con un circuito più lungo che coinvolga non solo l’Europa, ma anche altri continenti. Magari di questo ne parleremo a giochi conclusi e chissà mai che esca anche da noi qualche proposta intelligente da proporre a chi di dovere. Voi mi potete aiutare?

In allenamento in questi giorni ho visto particolarmente aggressivo e concentrato Peter Kauzer che è assetato e affamato. In questa coppa ci sta credendo dopo averla vinta già nel 2009. In realtà però la vittoria finale è aperta ai primi 16 atleti, certo, per assurdo, supponendo che Kauzer, Meglic, Hradilek e Molmenti stesso non ottengano neppure un punto. Questo rende decisamente interessante questa finale in una Praga invasa dai manifesti della competizione sui quali è raffigurato un Vavrilek Hradilek sorridente e che sembra navigare con la sua slalom sulla città. L’organizzazione è come sempre attenta e puntuale soprattutto per i servizi tecnici offerti. Sperimenteranno, in vista dei mondiali 2013, un servizio di cinque o sei intermedi che verranno presi ad ogni atleta, lavoro questo che normalmente facciamo noi allenatori mentre scendono gli atleti. Ci sarà ovviamente il video tecnico e i risultati on line.
Per il settore kayak femminile la lotta per la coppa è limitata alle prime sette anche se sinceramente mi giocherei uno fisso su Dukatova. Lei se vince si porta a casa la sua terza coppa consecutiva.
Nelle canadese monoposto in gioco per la vittoria finale solo 4 atleti e cioè Benus, Jezek, Savsek e Slafkovsky. Ci sarebbe anche Elosegi, ma gli spagnoli non parteciperanno a questa gara.
Non c’è storia per la canadese doppia: gli Hochschorner rincorrono la decima coppa del mondo. Gli basterà fare un punto per avere la matematica certezza e se ci pensate per un attimo è veramente impressionante. La prima la vinsero nel 1999 e fino al 2004 non ne saltarono una, poi ancora vinte tre 2006/07/08, due anni a digiuno e ora ritorneranno a casa con il decimo trofeo. Come loro solo il grande Vladi Panato, che di coppe ne ha vinte tante... ma in discesa.
Che altro raccontarvi se non rimandarvi al programma di domani che prevede la mattinata di qualifiche per C1, C2 e C1women, mentre al pomeriggio K1 men e K1 women. Come sempre passeranno in semifinale i primi 30 C1, 20 C2, 20 C1W, 30 k1W e 40 k1M.
Per approfondimenti consultate www.slalomtroja.cz aggiungo solo che i tracciati sono stati disegnati dal tedesco Thomas Apel e il ceco Milan Bily, sulla carta sembrano scorrevoli ed interessanti... vedremo!

Occhio all’onda!

L'importanza dell'immagine

Mi chiedo, forse anche stupidamente: è meglio non fare niente oppure è meglio fare qualcosina e dare proprio l’impressione di essere dilettanti allo sbaraglio? Nel primo caso non far nulla non induce chicchessia ad insinuare che effettivamente si è proprio fuori luogo, nonostante ci si apostrofi con titoloni e appellativi altisonanti e magari qualcuno ancora ci crede e ringrazia di cuore tutto e tutti. Poi invece si fa e si vuole fare quello che per essere fatto ha bisogno di tempo, materiale, professionalità e quant’altro necessario per realizzare un video o un’intervista che effettivamente possa reggere ad una concorrenza spietata a cui purtroppo o per fortuna oggi tutti noi siamo abituati. Così facendo si diventa in effetti la fotografia chiara di tutto un sistema, di una squadra, di una professionalità che non c’è. Non è altro che il riflesso di quella che dovrebbe essere la luce di riferimento. Dilettanti con dilettanti che si elogiano da soli, con frasette scontate e ovvie.
Oggi i mezzi dell’immagine sono potenti, per non parlare della forza delle parole. Parole che se mal spese fanno cadere nel ridicolo e ci riportano a quando il buon Wladimiro Panizza dopo la magica tappa vinta sul monte Maddalena nel 1975 ai microfoni di un grande maestro del giornalismo sportivo come Adriano Del Zan diceva: “sono contento di esser numero uno, grazie alla mia squadra, grazie ai miei compagni, saluto la mia mamma”. Ecco siamo praticamente tornati a quegli anni, agli esordi di immagini ancora in bianco e nero, mentre gli atleti, oggi, culturalmente non sono certo al livello che certe immagini ci lasciano intendere.
Mi chiedo quale sia la funzione di un certo lavoro. In teoria dovrebbe promuovere in primis i protagonisti e poi lo sport che praticano... dovrebbe! Così facendo si ottiene il risultato opposto, perché si fatica a guardarlo per intero.
Insomma per capire di cosa stiamo parlando andate a vedere questi video 1 - 2 - 3 e poi riprendiamo a discuterne assieme giusto per fare qualche esempio. Solo per capire l’importanza che possono avere l’immagine e la comunicazione che molte volte condizionano sponsor, televisioni e mass-media in generale. Questo è il prodotto che serve alla canoa slalom, questo dovrebbe essere la base da cui partire per dare una svolta decisa al nostro sport.
Creare un prodotto di qualità è importante e se non si è in grado di farlo, meglio restare nell’anonimato. Meglio non dire a nessuno dove siamo e divertiamoci con le nostre barchette, ma non cadiamo nel ridicolo, per favore!

Occhio all’onda!